Flash i dati importanti della giornata

Flash: Stati Uniti. L’ISM non-manifatturiero a gennaio è previsto in moderata correzione

Area euro. Le vendite al dettaglio a gennaio potrebbero marginalmente calare di -0,1% m/m dopo il -1,1% m/m di dicembre….

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a causa dei contributi negativi da Germania e Francia. La variazione annua rimarrebbe circa stabile a 2,1% da 2,2% precedente. Se confermato, il dato di gennaio lascerebbe le vendite in rotta per un calo nel 1° trimestre di -0,2% t/t da 0,3% t/t di fine 2017.

Area euro. La seconda lettura dovrebbe indicare che a febbraio il PMI composito è calato a 57,5 da 58,8 di gennaio. È possibile una marginale revisione al rialzo di un decimo sul dato del composito rispetto alla stima flash per effetto della revisione vista nel manifatturiero (a 58,6 da 58,5). L’indice per i servizi dovrebbe essere anch’esso confermato in calo a 56,7 da 58,0 di gennaio. Gli indici PMI rimangono saldamente in area espansiva e sui massimi decennali.

Stati Uniti. L’ISM non-manifatturiero a gennaio è previsto in moderata correzione a 59, dopo il balzo a 59,9 di gennaio. L’indagine dovrebbe restare positiva, con indicazioni espansive da ordini e occupazione, leggermente al di sotto dei livelli di gennaio, ma sempre vicino ai massimi da agosto 2005.

Cina. L’indice PMI dei servizi Caixin-Markit è sceso a 54,2 in febbraio da 54,7 in gennaio. Il PMI composito, nonostante il lieve calo, si è attestato a 53,3, indicando che l’attività economica resta complessivamente ancora in espansione.

Cina. Il tredicesimo Comitato Nazionale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo e il tredicesimo Congresso Nazionale del Popolo (CNP, ossia il Parlamento) terranno la loro prima sessione annuale di questa legislatura dal 3 al 15 marzo per eleggere le nuove cariche istituzionali. Dalle prime notizie di stampa le Autorità, in linea con le aspettative, hanno stabilito un target di crescita intorno al 6,5% eliminando, rispetto al 2017, il riferimento a “più elevata se possibile”, mentre il target d’inflazione è rimasto lo stesso, al 3%, così come quello di M2 (intorno a 12%). Sono poi stati rinnovati gli impegni ai tagli di capacità produttiva nel settore dell’acciaio e del carbone. Questa prima riunione del neoeletto parlamento è particolarmente importante quest’anno perché, oltre a rinnovare le cariche istituzionali, dovrà deliberare sulle modifiche alla Costituzione proposte dal Partito Comunista Cinese (PCC) nella seconda e terza sessione plenaria tenutesi a fine gennaio e a fine febbraio e approvare la controversa Legge sulla Supervisione Nazionale. Le modifiche alla costituzione richiedono l’approvazione dei due terzi del parlamento.

I market mover della settimana:

Nella zona euro il focus della settimana sarà sulla riunione BCE di marzo che dovrebbe essere ancora interlocutoria. È probabile che le nuove proiezioni dello staff rivedano al rialzo le stime di crescita e al margine quelle di inflazione core e quindi aprano a modifiche della guidance sugli acquisti per aprile o al più tardi per giugno. Sul fronte dei dati, le produzioni industriali di gennaio dovrebbero indicare un avanzamento in Germania (0,8% m/m) mentre in Francia è atteso un netto calo (-1,6% m/m), così come in Spagna (-0,6% m/m). Infine, le vendite al dettaglio a gennaio sono attese calare al margine (di -0,1% m/m dopo -1,1% m/m).

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti, ma l’Employment report è atteso dai mercati per valutare eventuali pressioni salariali. Gli occupati non-agricoli dovrebbero essere in rialzo solido, il tasso di disoccupazione dovrebbe calare al 4% e i salari dovrebbero essere in modesto rallentamento dopo due mesi di variazioni più rapide rispetto alla media 2017. L’ISM non-manifatturiero a febbraio dovrebbe restare su livelli storicamente elevati, seppure in modesto calo dopo il forte aumento di gennaio. Il Beige Book dovrebbe confermare il quadro di espansione diffusa e di contenute pressioni sui prezzi.

Venerdì sui mercati:

Germania. La base dell’Spd si è espressa a favore di una GroKo (Grosse Koalition) con Angela Merkel. Il Bundestag dovrebbe eleggere la cancelliera Merkel il prossimo 14 marzo; a seguire cominceranno i lavori del nuovo governo.  I ministri della Spd, che ha ottenuto oltre agli esteri anche le finanze, saranno nominati nei prossimi giorni.

Italia. La crescita del PIL nel 4° trimestre è stata confermata a 0,3% t/t e 1,6% a/a (in entrambi i casi in rallentamento di un decimo rispetto al trimestre precedente). Il 2017 ha chiuso con un 1,5%. Il dettaglio per componenti di domanda è positivo, in quanto la crescita sarebbe stata assai più robusta al netto del volatile contributo dei magazzini e pare finalmente avviato un ciclo degli investimenti, che in questa fase sono il principale motore di crescita; inoltre l’export non sembra risentire del cambio forte e il commercio estero è tornato a dare un contributo stabilmente positivo. Nelle nostre stime l’attività economica potrebbe riaccelerare in termini congiunturali ad almeno 0,4% t/t a inizio 2018.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (finale) è poco variata rispetto alla rilevazione preliminare, e corregge solo marginalmente a 99,7 da 99,9. Le condizioni correnti calano a 114,9 da 115,1 e le aspettative scendono a 90 da 90,2. Le aspettative di inflazione sono invariate sia sull’orizzonte a 1 anno (2,7%) sia su quello a 5-10 anni (2,5%).

Stati Uniti. Dudley (NY Fed) ha detto che è difficile alzare aggressivamente i tassi con l’inflazione bassa, ma a suo avviso quattro rialzi di 25 pb sarebbero ancora un sentiero “graduale”. La settimana che si apre il 5 marzo è costellata di interventi di membri del FOMC (Quarles, Dudley, Brainard, Kaplan, Bostic, Rosengren, Evans) che potrebbero aggiornare la mappa dei punti anche prima della riunione di marzo. Nel caso in cui ci fosse un significativo spostamento di opinioni che possa muovere verso l’alto la mediana del 2018, i partecipanti al FOMC vorranno preparare il mercato in anticipo.

Stati Uniti. Secondo fonti di stampa, l’amministrazione Trump starebbe considerando di nominare R. Clarida per la posizione di vice-presidente della Fed. Clarida, professore a Columbia University e managing director di PIMCO, ha servito come vice-ministro dell’economia nell’amministrazione Bush, e ha posizioni moderatamente conservatrici in tema di politica monetaria. Negli anni recenti, a generalmente dato pareri positivi sulle politiche non convenzionali della Fed.

Fonte: BondWorld.it


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