Flash Macro Daily

Flash: Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a ottobre è atteso in modesta flessione

Stati Uniti. L’employment report di ottobre dovrebbe registrare un netto rimbalzo degli occupati non agricoli, con una variazione mensile di 310 mila, dopo la correzione di -33 mila di settembre dovuta agli effetti degli uragani……..


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Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 4,3%, anche se il trend resta verso il basso: la valutazione del mercato del lavoro rilevata con l’indagine del Conference Board è su livelli compatibili con un tasso di disoccupazione al 4%. I salari orari dovrebbero essere in rialzo di 0,3% m/m, dopo +0,5% m/m di settembre; i dati di settembre risentivano dell’esclusione di un gran numero di lavoratori con salari al di sotto della media nel comparto della ristorazione, per via degli uragani. La volatilità dei dati del mercato del lavoro dopo gli uragani non modifica le opinioni dei partecipanti al FOMC, dato che le variazioni anomale sono considerate transitorie.

Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a ottobre è atteso in modesta flessione, a 59 da 59,8 di settembre. A settembre l’indagine aveva registrato un netto balzo dei tempi di consegna dovuto agli uragani. A ottobre, la componente tempi di consegna dovrebbe normalizzarsi, mentre gli altri sotto-indici dovrebbero essere poco variati, su livelli elevati e coerenti con espansione solida dell’attività nel 4° trimestre.

Ieri sui mercati

Regno Unito. La Bank of England ha annunciato il previsto rialzo del tasso di riferimento da 0,25% a 0,5%, giustificato sulla base della riduzione dell’output gap e dell’aumento dell’inflazione. La decisione è stata presa a maggioranza, con 2 contrari e 7 favorevoli. La forward guidance della banca centrale è molto cauta: si prevedono infatti appena 50pb di rialzi nell’arco dei prossimi tre anni. Le proiezioni della BoE vedono la crescita del PIL a 1,6% nel 2018 e 1,7% nel 2019; lieve rialzo per le proiezioni di inflazione, prevista comunque in graduale rientro verso il 2%.

Area euro. La seconda stima a ottobre rivede l’indice PMI sintetico di -0,1 a 58,5. Nonostante la revisione, il PMI risulta in aumento di quattro decimi rispetto a settembre. La revisione è principalmente spiegata da una lettura più debole per l’indice francese (56,1 da una precedente stima di 56,7). Altresì, il PMI tedesco è stato rivisto verso l’alto a 60,6 da 60,5. Il PMI è aumentato anche in Italia a 57,8 da 56,3 e in Spagna a 55,8 da 54,3.

Stati Uniti. La produttività nel 3° trimestre è cresciuta del 3% t/t ann., in netta accelerazione rispetto al trend debole dell’ultimo decennio, intorno all’1%. Su base tendenziale, la produttività è in rialzo di 1,5% a/a.

Stati Uniti. Come atteso, il presidente Trump ha annunciato la nomina di Jerome Powell alla presidenza della Fed. Powell è un membro del Board dal 2012 e in questi anni ha sempre votato in linea con Yellen, sostenendo a volte anche opinioni più dovish di quelle del centro del Board. Powell offre a Trump la possibilità di ottenere un cambiamento “formale” alla guida delle Fed, con un candidato anche relativamente favorevole a deregolamentazione bancaria, ma insieme anche garanzia di continuità con la politica di prudente rimozione dello stimolo monetario condotta finora dalla Fed. Powell è una scelta con pochi rischi, anche se il profilo basso mantenuto in questi anni rende difficile valutare la sua capacità e il suo stile di leadership. Il mancato rinnovo della presidenza di Yellen rende probabili le sue dimissioni in tempi brevi. Pertanto il Board sarà azzerato, soprattutto in termini di esperti economici nel giro di poco tempo. Con l’uscita di Yellen, Trump dovrà nominare quattro membri, probabilmente economisti. Il processo di ricostruzione del Board metterà entro breve alla prova l’influenza e la visione di Powell.

Stati Uniti. La leadership repubblicana ha presentato alla Camera il disegno di legge per la riforma del sistema tributario, il “Tax Cuts and Jobs Act” (TCJA), in cui sono confermate le linee guida già presentate a settembre e specificati i dettagli operativi. Il disegno di legge non modifica il quadro generale già noto, ma precisa gli interventi previsti sia dal lato delle famiglie sia da quello delle imprese. Il nucleo della riforma riguarda la tassazione delle imprese, e rappresenta anche la principale fonte di calo delle entrate. Le implicazioni dovrebbero essere positive per la competitività dei produttori USA sia a livello domestico sia a livello internazionale. Complessivamente, le misure dovrebbero determinare un aumento del deficit cumulato nel prossimo decennio di 1,5 tln di dollari, in linea con i vincoli contenuti nella risoluzione di budget approvata in Congresso in ottobre, e dovrebbero terminare entro dieci anni. L’effetto sul deficit è probabilmente sottostimato. Le commissioni competenti alla Camera inizieranno le discussioni il 6 novembre. Il Senato dovrebbe presentare la prossima settimana una versione del disegno di riforma simile a quello della Camera, e iniziare le discussioni in commissione la settimana successiva, con l’obiettivo di avere un testo congiunto definitivo approvato intorno a Thanksgiving.

Manteniamo la previsione che la riforma venga approvata entro fine anno con effetti espansivi prevalentemente sul 2018 e, in misura minore, sul 2019. La presenza di molte misure non permanenti riduce i possibili effetti di lungo periodo sulla crescita, ma non quelli sul deficit e sul debito.

Fonte: BondWorld.it


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