Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a marzo sono previste in aumento di 0,4% m/m, dopo -0,1% m/m di febbraio, grazie anche a una moderata ripresa nel comparto auto. Al netto delle auto, le vendite sono previste in rialzo di 0,3% m/m…….
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Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed ad aprile dovrebbe correggere a 20 da 22,5 di marzo, mantenendosi vicino alla media degli ultimi sei mesi dopo il forte aumento del mese precedente (+14,4 punti). L’indagine dovrebbe segnalare preoccupazione da parte delle imprese per i rischi collegati alle tensioni sui dazi.
I market mover della settimana
Nella zona euro ci sono pochi dati in uscita. L’indice ZEW dovrebbe rimanere su un trend discendente, dato il permanere di una maggiore volatilità sui mercati. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione in aumento di tre decimi all’1,4% nella media area euro e di quattro decimi in Italia all’1,1%.
La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di aprile dovrebbero restare ampiamente positive, ma registrare modeste correzioni, in parte da attribuire al significativo aumento di incertezza riguardo alla politica commerciale degli USA e ai timori dell’introduzione di dazi punitivi. A marzo, le vendite al dettaglio dovrebbero riaccelerare dopo tre mesi di debolezza e dare supporto alla previsione di consumi in crescita relativamente elevata nella parte centrale dell’anno. Produzione industriale e nuovi cantieri a marzo dovrebbero essere in moderato aumento.
Ieri sui mercati
Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) cala a 97,8 da 101,4 di marzo. La correzione è più ampia sulle condizioni correnti (115 da 121,2) che sulle aspettative (86,8 da 88,8). L’indice di fiducia e le componenti rimangono su livelli storicamente elevati, e i dati di aprile non modificano il quadro positivo dei consumi. L’indagine raccoglie un’ampia percentuale di opinioni negative sull’evoluzione delle tensioni sui dazi. Per quanto riguarda le aspettative di inflazione, si registra un calo di 1 decimo sull’orizzonte a 5-10 anni (a 2,4%) e su quello a 1 anno (a 2,7%), nonostante il recente aumento del prezzo della benzina.
Stati Uniti. Rosengren (Boston Fed) ha detto che le sue previsioni per l’inflazione e l’occupazione sono più forti di quelle mediane del FOMC e che ci vorrebbero più rialzi nel 2018 rispetto a quanto evidenzia la mediana. Le affermazioni del presidente della Boston Fed non sorprendono, e confermano la sua posizione allineata dal lato dei falchi nel Comitato.
Fonte: BondWorld.it
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