Da seguire: Stati Uniti I nuovi cantieri a marzo sono previsti in calo a 1250 mila da 1288 mila di febbraio……..
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La volatilità della serie riflette il clima particolarmente mite nei primi due mesi dell’anno, e straordinariamente rigido e colpito da nevicate a marzo. Il trend sottostante dovrebbe mantenersi moderatamente espansivo. Le nuove licenze, meno influenzate dal clima, dovrebbero essere in aumento a 1250 mila da 1216 mila di febbraio.
La produzione industriale a marzo dovrebbe essere in aumento di 0,9% m/m, dopo +0,1% m/m di febbraio, sulla scia di un forte rimbalzo delle utility. Nel 1° trimestre, il clima ha giocato un ruolo rilevante per molte serie economiche: i mesi di gennaio e febbraio, particolarmente miti, hanno frenato la produzione delle utility, che dovrebbe invece balzare in misura significativa a marzo, colpito da diffuso maltempo. Il manifatturiero dovrebbe essere stabile sulla base delle informazioni sulle ore lavorate, mentre l’estrattivo dovrebbe dare un marginale contributo positivo alla produzione totale.
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sulla seconda stima di inflazione di marzo, che dovrebbe essere confermata in calo a 1,5% da un precedente 2,0%. Sarà importante verificare i fattori che hanno depresso l’inflazione core di due decimi a 0,7%, dovrebbe trattarsi di volatilità mensile legata al prezzo dei servizi ricreativi. Dopo l’aumento del mese sorso il PMI composito è visto stabile ad aprile a 56,4.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di aprile dovrebbero continuare a mostrare espansione dell’attività, ma segnare moderate correzioni dai livelli molto elevati visti a inizio anno. Fra i dati di marzo, i cantieri dovrebbero correggere per via del clima avverso, le vendite di case esistenti sono previste in aumento solido, e la produzione industriale dovrebbe accelerare, spinta da un ampio rimbalzo delle utility. Il Beige Book dovrebbe confermare il quadro positivo dell’economia, sottolineando la continua riduzione di risorse inutilizzate sul mercato del lavoro.
Ieri sui mercati
I principali mercati azionari hanno chiuso la settimana scorsa in calo, appesantiti dalle indicazioni deboli dai dati macroeconomici oltre che dalle tensioni geopolitiche crescenti in Medio Oriente, Nord Corea e Turchia. Tuttavia, a mercati europei chiusi, i principali indici americani hanno fatto segnare un rimbalzo nella giornata di ieri (+0,9%), trainati da notizie societarie positive. Contrastata stamane l’apertura delle Borse in Asia, con indici in calo a Sidney e Hong Kong sulla scia della flessione dei prezzi delle commodities (particolarmente marcata quella del ferro), mentre Tokyo avanza grazie al deprezzamento dello yen (vicino ai minimi da 5 mesi contro dollaro, sotto quota 109). Poco variati i mercati obbligazionari dopo che ieri i rendimenti dei Treasuries sono risaliti dai minimi di 5 mesi spinti dal rientro dell’avversione del rischio degli investitori.
Ieri i dati cinesi sono stati migliori del previsto, con una accelerazione del PIL (a 6,9% a/a YTD nel 1° trimestre 2017, da 6,7% precedente, ai massimi dal 2015), nonché della produzione industriale e delle vendite al dettaglio nel mese di marzo (rispettivamente a 6,8% da 6,2% e a 10% da 9,5% a/a YTD).
Stati Uniti
Il CPI a marzo ha ampiamente sorpreso verso il basso, con una correzione di -0,3% m/m (2,4% a/a da 2,7% a/a di febbraio); l’indice core cala di -0,1% m/m (consenso +0,2% m/m) e la variazione tendenziale torna a 2% a/a da 2,2% a/a di febbraio. L’indice headline risente del calo del prezzo della benzina, -6,2% m/m, che è stato solo in parte attutito dall’aumento dei prezzi degli alimentari (+0,3% m/m). Per l’indice core, il calo è determinato da diversi fattori; il principale è “una tantum”, ed è dovuto al crollo delle tariffe telefoniche di -7% m/m. A questo si è aggiunto però il freno dei prezzi delle auto usate (-0,9% m/m) e le conseguenze del clima avverso (tariffe alberghiere -2,4% m/m e abbigliamento -0,7%m/m). Complessivamente, i prezzi dei beni core calano di -0,3% m/m, mentre quelli dei servizi ex-energia calano di -0,1% m/m. La normalizzazione del clima e l’eliminazione dell’effetto tariffe telefoniche dovrebbero riportare la dinamica dei prezzi al consumo sul sentiero di moderati aumenti visti nell’ultimo anno.
Anche le vendite al dettaglio di marzo sono state deboli, in calo di -0,2% m/m, in parte ovviamente anche per via della correzione dei prezzi; il dato di febbraio è rivisto verso il basso, a -0,3% m/m, da +0,1% m/m. Due elementi di freno sono stati il calo (atteso) nel comparto auto, -1,2% m/m, e la benzina ( -1% m/m). Le vendite al netto delle auto sono invariate, come a febbraio (dato rivisto da +0,2% m/m). In parte la debolezza delle vendite potrebbe essere amplificata dal clima avverso. Riteniamo che nel 2° trimestre sia probabile una ripresa dei consumi su ritmi vicini a 2,5% t/t ann. La debolezza delle vendite al dettaglio ha determinato un ulteriore scivolamento della stima nowcasting dell’Atlanta Fed per il PIL del 1° trimestre, a 0,5% t/t ann., con consumi attesi in aumento di solo 0,3% t/t ann. nei primi tre mesi dell’anno, dopo + 3,5% t/t ann.
L’indice Empire della NY Fed corregge ampiamente ad aprile e cala a 5,2 da 16,4 di marzo. I dettagli e l’indice generale dell’indagine restano coerenti con espansione del settore manifatturiero, ma su ritmi più contenuti rispetto a quelli indicati nei mesi successivi alle elezioni di novembre 2016. La correzione dell’indagine, ormai in corso da un paio di mesi, contribuisce alla chiusura del gap fra indagini e dati effettivi, e riporta le stime di crescita derivate dalle survey più in linea con quelle indicate dai dati di attività.
L’indice di fiducia dei costruttori di case ad aprile cala a 68, da 71 di marzo. Il livello di aprile rimane comunque solido e coerente con espansione dell’attività ci costruzione di nuove case.
Il WSJ riporta che la Fed sta approntando rapidamente un piano per iniziare il tapering dei riacquisti dei titoli in scadenza entro fine anno, come indicato anche nei verbali della riunione FOMC di marzo e nei discorsi recenti. Il piano dovrebbe anche determinare il livello ottimale della dimensione del bilancio, probabilmente fra 2 e 2,9 tln di dollari, con l’obiettivo di mantenere le riserve al di sopra dell’ammontare pre-crisi e di continuare a usare il tasso sui depositi come strumento di policy. E’ probabile che nei prossimi mesi il dibattito all’interno del Comitato sarà concentrato sul tema del bilancio più che sul livello dei tassi.
Trump update. In un’intervista al Financial Times, il segretario del Tesoro, S. Mnuchin, ha ammesso che le date per la riforma tributaria dovranno slittare per via delle difficoltà della riforma sanitaria, ma continua a ritenere che entro fine anno ci sarà una nuova legge per le imposte. Sui dettagli della riforma, il segretario del Tesoro ha sottolineato la correzione territoriale resta fra le opzioni sul tappeto, ma ci sono anche altre alternative per raccogliere 1 tln di dollari. Secondo Mnuchin, con ipotesi di crescita alternative di 1,8% o 3% si ottiene una differenza di entrate di circa 2 tln di dollari, ovviamente assai rilevante se si vuole avere una riforma neutrale sul deficit. Infine, Mnuchin ha ridimensionato i commenti di Trump sul dollaro, affermando che nel lungo termine “la forza del dollaro è una cosa buona”, anche se nel breve termine può avere effetti negativi sulle esportazioni, e ha ribadito che gli Stati Uniti non stanno cercando di indebolire la valuta.
Notizie di stampa riportano che l’Amministrazione potrebbe nominare R. Quarles per la posizione di vice-presidente della Fed per la regolamentazione finanziaria. La nomina dovrà poi essere confermata dal Senato. Quarles ha lavorato al ministero del Tesoro nell’amministrazione Bush e ha indicato in passato che la legge Dodd-Frank difficilmente potrà essere abrogata del tutto, affermando che la regolamentazione post-crisi in alcuni ambiti è stata eccessiva, in altri carente. Riguardo alla politica monetaria, Quarles ha detto che ritiene importante seguire regole invece di agire in modo arbitrario.
Fonte: BondWorld.it
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