Flash: Stati Uniti La spesa personale a febbraio è prevista in aumento

Da seguire: Area Euro Francia La spesa per beni manufatti è aumentata di solo +0,1% m/m (contro attese di  recupero di 0,8% m/m) a febbraio dopo il brusco calo (-2,1% m/m) del mese precedente. Le vendite di auto sono in crescita di +5,1% m/m….


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


  • I beni durevoli (+2,4% m/m) recuperano parte del calo del mese precedente. Il calo dell’abbigliamento era previsto, dopo il forte aumento di gennaio legato a sconti stagionali più aggressivi della norma. Dopo la debole entrata nel trimestre invernale le vendite rimangono in rotta per un calo di 1,4% t/t nel primo trimestre, dopo il +0,7% t/t di fine 2013.
  • Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in aumento di un decimo a marzo  a 0,1% a/a sulla misura nazionale e a 0,2% a/a sull’armonizzato. Sul mese i prezzi al consumo sono attesi in crescita di 0,5% m/m per effetto di fattori stagionali. Il minimo per l’inflazione spagnola dovrebbe essere alle spalle, il profilo stagionale mensile suggerisce un ritorno dell’inflazione armonizzata verso l’1,0% anche tenendo conto dell’ampio output gap.
  • Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,4% m/m. L’aumento dei prezzi a marzo dovrebbe essere spiegato da fattori domestici e da un marginale aumento dei prezzi alimentari, mentre l’energia dovrebbe offerto un contributo marginalmente negativo dato il calo del prezzo del petrolio in euro. L’inflazione è attesa in calo di un decimo all’1,1% a/a sulla misura nazionale e a 0,9% a/a sull’armonizzato. Marzo dovrebbe rappresentare il minimo per l’inflazione tedesca. Non escludiamo sorprese verso il basso per l’indice tedesco dal momento che sul mese pesa un effetto base assai sfavorevole sia in Germania che nella media area euro.
  •  La dinamica stagionale e il nostro profilo di previsione per l’energia suggeriscono un ritorno dell’inflazione tedesca al di sopra dell’1,0% a/a già in aprile.
  • Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è visto in lieve aumento a 101,5 da un precedente 101,2. Non escludiamo un calo della fiducia nell’industria a -3,8 da un precedente -3,4, ma ci aspettiamo un ulteriore recupero di fiducia nei servizi a 3,9 da 3,2 e nelle costruzioni.

Stati Uniti

  • La spesa personale a febbraio è prevista in aumento di 0,2% m/m. Il reddito personale dovrebbe registrare una variazione di 0,3% m/m alla luce dell’aumento di salari orari e ore lavorate. Il tasso di risparmio dovrebbe aumentare a 4,4% da 4,3% di dicembre e gennaio. Il deflatore dei consumi dovrebbe registrare una variazione di 0,1% m/m sia per l’indice core sia per quello headline; l’inflazione dovrebbe essere ancora più vicina all’1% a/a che all’obiettivo della Fed del 2%, con la variazione del deflatore headline a 1% a/a e del deflatore core a 1,1% a/a.
  • La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) dovrebbe essere rivista verso l’alto a 80,5 da 79,9 del dato preliminare.  

Ieri sui mercati

Seduta interlocutoria per le borse europee in un clima intimorito dal peggioramento delle tensioni in Ucraina. Negli Stati Uniti, le borse hanno chiuso in modesto calo, riflettendo ancora  la bocciatura da parte della Fed del piano di pagamento di dividendi di Citi. Sull’Ucraina, il FMI ha approvato un pacchetto di 18 mld di dollari di prestiti per permettere di affrontare le scadenze finanziarie del 2014-15. Il Fondo Monetario ha però sottolineato che il pacchetto verrà erogato solo dopo pesanti tagli al budget e profonde riforme strutturali. L’accordo con il FMI permetterà all’Ucraina di ricevere prestiti anche da altre istituzioni (fra cui Stati Uniti e UE), portando il supporto complessivo per il biennio in un intorno di 27 mld di dollari.

Impostazione positiva per il mercato governativo italiano, in linea con l’intero comparto dei titoli di stato dell’area euro, supportato dalle speculazioni sulla possibilità di nuove mosse espansive da parte della BCE. In questo clima continuano ad arrivare indicazioni positive anche dai collocamenti di primario domestico. Il Tesoro ha collocato 7,5 miliardi di BOT a 6 mesi. L’attenzione si sposta ora sul collocamento a medio lungo termine quando saranno offerti titoli per un totale tra i 7,5 e 10 miliardi di euro.

Area Euro

Francia. L’indice di fiducia dei consumatori migliora oltre le attese a marzo salendo a 88 da 85 del mese precedente e stabilisce il massimo da luglio 2012, pur rimanendo al di sotto della media di lungo periodo (100). Lo spaccato dell’indagine mostra un quadro di omogeneo rasserenamento. L’inatteso miglioramento del morale dei consumatori probabilmente sconta le recenti rassicurazioni del presidente Hollande riguardo alla possibilità di una prossima riduzione delle tasse per i redditi più bassi, nonché il vociferato rimpasto di governo che dà come sempre più probabile la sostituzione del primo ministro Jean-Marc Ayrault.

Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere resta ai massimi da quasi tre anni a marzo. La fiducia delle imprese manifatturiere è risultata poco variata a marzo, a 99,2 dopo il balzo a 99,1 registrato a febbraio. Il dato è inferiore alle aspettative di consenso, che si attendeva un aumento più marcato a 99,5. Si tratta in ogni caso (come per la fiducia dei consumatori) di un massimo da giugno del 2011. Più marcato che per il solo manifatturiero il miglioramento (il quinto consecutivo) dell’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese, a 89,5 da 88,2 di febbraio. Si tratta di un massimo dall’agosto del 2011. Il dettaglio per settore mostra in realtà luci e ombre: se la fiducia è rimasta pressoché invariata nell’industria ed è migliorata significativamente nei servizi (a 92,4 da 90,3), è viceversa calata nel commercio al dettaglio (a 94,6 da 96,3) e nelle costruzioni (a 75,8 da 76,9), che si confermano come il comparto di gran lunga più lontano da un recupero ciclico. In sintesi, il dato mostra che l’effetto benefico sulla fiducia dell’evoluzione del quadro politico (con la predisposizione di un ambizioso programma di riforme e in particolare l’annuncio di sgravi fiscali) sembra aver sostenuto meno la fiducia delle imprese che quella delle famiglie, come comprensibile dal fatto che la scelta finale sulla destinazione del taglio al cuneo fiscale sia stata fatta a vantaggio dei lavoratori anziché delle aziende. Peraltro, il trend per la fiducia delle imprese e di conseguenza per l’attività produttiva in particolare nel settore manifatturiero resta quello di una (modesta) ripresa.

M3. L’aggregato M3 è cresciuto dell’1,3% a/a a febbraio da un precedente 1,2%a/a. La media mobile a tre mesi è ferma all’1,2% a/a. La dinamica di M1 è accelerata al 6,2%, da un precedente 6,1%. Tra le controparti di M3 la dinamica dei prestiti al settore privato continua a calare del 2,3% a/a stesso ritmo di gennaio. I prestiti alle imprese calano a un ritmo più severo -3,0% a/a mentre i prestiti alle famiglie recuperano a -0,1% a/a da -0,2% grazie in particolare ad un leggero aumento della crescita dei mutui (+0,6% a/a da +0,5% a/a). Continua a migliorare la posizione sull’estero che sale a 389 mld di euro da un precedente 340 mld.

Spagna. Il Ministro per il Budget Montoro ha assicurato che lo sforamento del budget 2013, -7,1% nelle stime della Banca di Spagna, rispetto al target concordato con Bruxelles (-6,5%) non è significativo. I dettagli dovrebbero confermare lo sforzo strutturale. Il Ministro ha insistito che lo sforzo attuato negli ultimi due anni consente di procedere a tagli dell’IRPEF annunciati da Rajoy. L’economia è in fase di ripresa e la crescita, secondo Montoro, è accelerata a inizio anno, dal +0,2% t/t di fine 2013. Ricordiamo che la Spagna si avvicina alle elezioni del 2015 e non vorrà quindi implementare una correzione fiscale massiccia, come sarebbe necessario per rispettare i target (deficit in calo -4,2% del PIL) concordati con Bruxelles. Per il 2015 le raccomandazioni di luglio 2013, prevedevano un miglioramento strutturale di 0,8% del PIL che implicherebbe una stretta di circa due punti di PIL il prossimo anno. Secondo la Commissione il deficit strutturale nel 2015 peggiorerà a-5,8% del PIL, dal -4,2% del 2014. E’ possibile che si apra un dibattito tra la Commissione e la Spagna sulla gestione dei conti pubblici e sul mancato rispetto dei tempi di rientro dal deficit eccessivo.

Stati Uniti

La revisione finale del PIL del 4° trimestre 2013 registra una crescita di 2,6% t/t ann. (da 2,4% t/t ann. della seconda stima). Anche se la revisione complessiva è modesta, la disaggregazione dà informazioni positive sulla crescita: la nuova stima include infatti meno scorte e più consumi, mentre la revisione verso il basso degli investimenti delle imprese è relativamente modesta e potrebbe risentire degli effetti della chiusura del governo I dati non modificano il quadro della crescita per il 2014, che dovrebbe essere frenata a inizio anno dal clima avverso, ma poi riprendere a ritmi di poco superiori al 3% per gran parte dell’anno.

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 22 marzo sorprendono vero il basso, calando a 311 mila da 321 mila della settimana precedente. I sussidi mostrano un trend verso il basso più chiaro da qualche settimana, dopo la volatilità di inizio anno legata al clima rigido. Sulla base dei nuovi sussidi della seconda settimana di marzo, relativi alla settimana di rilevazione dell’employment report del mese, prevediamo che i nuovi occupati di marzo siano pari a 215 mila.

Il Senato ha approvato un disegno di legge che finanzierebbe i sussidi di disoccupazione per i disoccupati di lungo termine, estendendo il programma scaduto a fine dicembre fino a fine maggio 2014. Il costo del programma sarebbe pari a circa 9 mld di dollari. Al momento non è chiaro se la Camera a maggioranza repubblicana sia disposta a confermare il disegno di legge del Senato.

Evans (Chicago Fed) prevede che la Fed inizi ad alzare i tassi nella seconda metà del 2015.

Giappone

L’inflazione a febbraio aumenta ancora a 1,5% a/a da 1,4% a/a di gennaio; l’indice al netto degli alimentari freschi registra una variazione di 1,3% a/a come il mese precedente. I dati di febbraio e i preliminari di marzo mostrano quindi ancora un modesto trend verso l’alto e sono generalmente in linea con le proiezioni della BoJ, che prevede il CPI al netto degli alimentari freschi intorno a 1,25% a/a “per un certo tempo”. Gli effetti del rialzo dell’imposta sui consumi si vedranno su domanda e prezzi dal 2° trimestre in poi e saranno monitorati con attenzione dalla banca centrale per decidere eventuali interventi di stimolo. 

Il tasso di disoccupazione cala ancora a febbraio, scendendo a 3,6% da 3,7% di gennaio, e toccando il minimo dal 2007; gli occupati aumentano di 0,2% m/m, a fronte di un calo di -3,7% m/m dei disoccupati. Il jobs to applicant ratio sale a 1,05 da 1,04 di gennaio, confermando la presenza di eccesso di domanda di lavoro, che dovrebbe dar luogo ad aumenti salariali, cruciali per contenere gli effetti negativi della restrizione fiscale del biennio 2014-2015.

La spesa delle famiglie in termini reali cala di -2,5% a/a a febbraio; i dati mostrano aumenti nel comparto dei beni durevoli, e sono stati influenzati negativamente da forti nevicate nel mese di febbraio, dopo una variazione molto forte nel mese di gennaio. Probabilmente si vedrà ancora un significativo aumento dei consumi a marzo, prima dell’aumento dell’imposta sui consumi. 

Il ministro delle finanze Aso ha detto che il governo intende attivare entro giugno il 40% dei nuovi progetti programmati per l’anno fiscale che inizierà ad aprile, e il restante 60% entro settembre, in modo da contrastare il più possibile gli effetti negativi del rialzo dell’imposta sui consumi.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.