Da seguire: Area Euro: La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero area euro a 51,1 a febbraio, circa invariato rispetto a gennaio. Si spera che il PMI francese sia rivisto marginalmente al rialzo dopo il crollo dell’indice in territorio ampiamente recessivo a 47,7 mostrato dalla stima preliminare……
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Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione area euro sia rimasto stabile a gennaio dopo il calo di un decimo del mese precedente. Per il momento la ripresa manca dell’impulso necessario a generare una creazione significativa di posti di lavoro nella zona euro. Se l’economia Eurozona dovesse accelerare dal 2° trimestre è possibile che la disoccupazione scenda in modo più deciso dall’estate.
La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in recupero di un decimo a febbraio a -0,5% a/a. Il rimbalzo del prezzo del greggio dai minimi di gennaio dovrebbe aver contribuito ad un aumento dei prezzi al consumo di 0,4% m/m. Al netto del contributo di energia ed alimentari, i prezzi al consumo sono attesi in crescita di 0,2% m/m per un’inflazione core in calo di ancora un decimo a 0,4% a/a. Gennaio dovrebbe aver segnato un minimo per l’inflazione area euro, ma la dinamica dei prezzi al consumo si manterrà in ogni caso in territorio negativo in media 2015.
Italia. Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione sia tornato a salire lievemente al 13% a gennaio dopo il deciso calo di dicembre. Il dato relativo al 4° trimestre 2014 dovrebbe mostrare un tasso dei senza-lavoro in aumento al 13,2% dal 12,8% dei mesi estivi. Al di là della volatilità su base mensile, riteniamo che il tasso di disoccupazione possa se non altro stabilizzarsi nei prossimi mesi e che possano continuare i segnali di aumento degli occupati.
Italia. I dati annui su PIL e deficit dovrebbero mostrare un PIL in calo di -0,4% in termini reali e di -0,1% in termini nominali (da -1,9% e -0,6% rispettivamente) e un deficit al 3% del PIL nel 2014. Il ritorno alla crescita sia su base nominale che reale è atteso nel 2015, quando anche il disavanzo dovrebbe ridursi (al 2,7%, nelle nostre stime).
La prima lettura del PMI manifatturiero italiano dovrebbe mostrare un ritorno in territorio espansivo, a 50,7 da 49,9 di gennaio.
Stati Uniti
La spesa personale a gennaio è prevista invariata. Il reddito personale è previsto in aumento di 0,4% m/m, dopo 0,3% m/m a dicembre. Il tasso di risparmio dovrebbe proseguire sul trend verso l’alto, salendo a 5,3% da 4,9% di dicembre, sulla scia della liberazione di risorse dovuta al calo del prezzo della benzina. Il deflatore dei consumi è previsto in calo di -0,4% m/m (+0,25% a/a), dopo -0,2% m/m di dicembre. Il deflatore core dovrebbe aumentare di +0,1% m/m (+1,3% a/a). La svolta del prezzo della benzina, in rialzo nel mese di febbraio, punta a una previsione di ripresa della dinamica del deflatore totale, atteso in aumento di 0,1% m/m (0,3% a/a).
L’ISM del settore manifatturiero a febbraio è previsto in calo a 52,8 da 53,5 di gennaio. Le indagini regionali hanno segnato modeste flessioni nel mese e alcuni fattori negativi, anche se di natura transitoria, potrebbero frenare l’indice composito (clima e conflitti nel rinnovo dei contratti dei portuali del Pacifico). Gli effetti negativi più strutturali, collegati alla riduzione degli investimenti e della crescita dell’attività nel settore estrattivo, sebbene duraturi, non dovrebbero essere tali da rallentare in misura significativa l’espansione nel manifatturiero.
La spesa in costruzioni a gennaio è attesa in aumento di 0,3% m/m, dopo +0,4% m/m di dicembre. I cantieri nel settore residenziale a gennaio hanno segnato una battuta d’arresto; le unità abitative completate a dicembre e gennaio sono state in netto aumento rispetto ai livelli compressi di novembre e, nonostante la debolezza dei cantieri, contribuiscono alla previsione positiva per il segmento residenziale. La spesa dovrebbe essere in aumento anche nei settori non residenziale e pubblico.
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione della BCE che dovrebbe fornire i dettagli operativi sull’implementazione degli acquisti che dovrebbero partire dalla prossima settimana. Sul fronte dei dati, la prima stima dovrebbe mostrare un recupero dell’inflazione area euro a febbraio di un decimo, a -0,5% per effetto del rimbalzo della componente energia. La produzione industriale è vista in aumento di 0,5% m/m in Germania e in recupero di 0,6% in Spagna.
La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti. L’employment report di febbraio dovrebbe mostrare una nuova accelerazione della dinamica occupazionale mensile (+290 mila) e un nuovo calo del tasso di disoccupazione a 5,6%, a ridosso dell’intervallo della stima di piena occupazione della Fed (5,2-5,5%). Gli indici ISM e le vendite di autoveicoli a febbraio dovrebbero correggere, a causa del clima avverso e dei conflitti per il rinnovo del contratto dei portuali della costa occidentale. Per gennaio, la spesa personale dovrebbe essere invariata e il reddito personale in aumento solido; la spesa in costruzioni dovrebbe crescere in linea con un trend moderato.
Venerdì sui mercati
Andamento positivo per i titoli di stato della periferia, che hanno visto i rendimenti scendere malgrado il contemporaneo rialzo verificatosi sul mercato tedesco (2-4 pb sulle scadenze lunghe). In controtendenza la Grecia.
Dollaro in ulteriore rialzo contro euro, scambiato questa mattina intorno a 1,1160, e contro yen (119,9).
In Cina, la banca centrale ha annunciato un taglio di 25pb del tasso sui depositi (2,5%) e del tasso sugli impieghi (5,35%), sostenendo che la misura punta a mantenere i tassi reali coerenti con i trend economici. Lieve rialzo del PMI ufficiale per i servizi da 49,8 a 49,9.
Area euro
L’inflazione è risalita su base annua a -1,2% da -1,5% in Spagna e a -0,1% da -0,5% in Germania a febbraio (dati armonizzati). In Germania, i prezzi sono saliti nel mese di 0,9% m/m sull’indice nazionale e di 1% m/m sull’armonizzato. La risalita è dovuta al rimbalzo dei prezzi dei carburanti. I dati segnalano qualche rischio verso l’alto sulla nostra stima di un’inflazione area euro a -0,5% a/a a febbraio. La risalita dai minimi del prezzo del petrolio e i segnali di ripresa del ciclo confermano una attenuazione dei rischi deflazionistici.
Grecia. Approvata l’estensione del programma per la Grecia; l’EFSF ha comunicato che sono disponibili ancora 1,8 miliardi, ma che lo sblocco di questa tranche è condizionato alla conclusione della valutazione del piano di riforme, atteso entro fine aprile. Nel frattempo, lo sblocco preventivo di fondi o l’autorizzazione all’emissione di T-bills sono vincolate all’applicazione dell’accordo da parte della Grecia, che per ora è ancora dubbia.
Stati Uniti
La seconda stima del PIL del 4° trimestre 2014 registra una revisione verso il basso: la crescita a fine 2014 è stata di 2,2% t/t ann., da 2,6% t/t ann. della stima advance. La revisione riguarda molte voci: 1) consumi in crescita di 4,2% t/t ann., da 4,3% t/t ann. della stima advance, con una dinamica dei beni un po’ meno sostenuta, quasi compensata da servizi in aumento più forte; 2) investimenti fissi non residenziali rivisti verso l’alto, a +4,8% t/t ann., da +1,9% t/t ann.; 3) investimenti residenziali rivisti verso il basso a +3,4% t/t ann. da 4,1% t/t ann; 4) esportazioni in crescita più rapida (a 3,2% t/t ann. da 2,8% t/t ann.), importazioni più forti (10,1% t/t ann. da 9,8% t/t ann.), con un contributo delle esportazioni nette di -1,15pp da -1pp della stima advance; 5) scorte più deboli, con un contributo di +0,1pp da +0,8pp della stima advance. Nel complesso i dati sono positivi, alla luce della revisione verso l’alto degli investimenti delle imprese e delle esportazioni, e della revisione verso il basso delle scorte. Il quadro di ripresa solida dell’economia rimane intatto: manteniamo la previsione di crescita del PIL del 3,4% t/t ann. nel 2015.
Williams (San Francisco Fed) in un’intervista al WSJ ha dato un quadro molto positivo dello scenario per l’economia USA e ha affermato che con le informazioni che si raccoglieranno nella primavera, i tassi potrebbero salire da giugno in poi. Williams ha sottolineato che c’è una “frattura” fra le aspettative dei membri del FOMC e quelle dei mercati riguardo al sentiero dei tassi e che si augura che questo divario possa chiudersi attraverso una comunicazione efficace. Il messaggio è chiaro: il mercato dovrebbe rivedere il sentiero dei tassi attesi verso l’alto. Williams ha concluso dicendo che prevede un sentiero di rialzi graduali, ma non è scontato che questo ciclo riproduca i piccoli rialzi regolari visti nel ciclo precedente. Lockhart (Atlanta Fed) ha segnalato aperture per una svolta sui tassi dopo giugno, dicendo che a suo avviso ”tutte le riunioni da giugno in poi dovrebbero essere sul tavolo”. Sulla stessa linea era stato Bullard (St Louis Fed) in una recente intervista.
Focus Italia: in calo i rischi di deflazione
Dopo essere scesi assai più del previsto a gennaio, i prezzi al consumo sono risaliti a sorpresa a febbraio, di 0,3% m/m. L’inflazione annua è salita a -0,2% da -0,6% sull’indice NIC ed è tornata in positivo (a +0,1% da -0,5%) in base all’indice armonizzato UE.
Il rimbalzo dei prezzi nel mese è spiegato in egual misura (per un decimo ciascuno) da tre fattori: 1) i rincari tariffari sul tabacco e sulle sigarette in particolare (+4,2%); 2) il rialzo nei trasporti (0,7%), dovuto sia al rimbalzo del prezzo della benzina dopo i cali dei mesi scorsi (+1,4%) che agli aumenti stagionali nei servizi di trasporto aereo e marittimo; 3) il secondo aumento mensile consecutivo di 0,6% dei prezzi alimentari, dovuto principalmente ai rincari stagionali dei vegetali freschi (+8,2%).
In prospettiva, anche tenendo conto del fatto che alcuni dei rincari congiunturali che spiegano il rimbalzo di febbraio sono di natura una tantum (tabacco) o stagionale (servizi di trasporto e alimentari freschi), l’inflazione a nostro avviso potrebbe rimanere in territorio negativo ancora per qualche mese (almeno sul NIC). In ogni caso, il dato conferma quella che è da tempo la nostra ipotesi e cioè che per l’Italia il rischio di uno scenario di vera e propria “deflazione” fosse contenuto. Il graduale materializzarsi di una ripresa del ciclo (di cui si vedono segnali sempre più convincenti) non potrà che aiutare a ridimensionare ulteriormente i rischi deflattivi.
Fonte: BONDWorld.it
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