Da seguire: Area Euro La produzione industriale area euro è vista in aumento di 0,3% m/m a febbraio dopo il calo di 0,1% m/m di inizio anno. Le indicazioni dalle indagini di fiducia sono per una lieve accelerazione della produzione nei primi mesi di quest’anno…..
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Se confermato, il dato di febbraio lascerebbe al produzione in rotta per un aumento a marzo di 0,4% t/t come a fine 2013.
Italia. L’inflazione dovrebbe essere confermata in calo a marzo di un decimo, a 0,4% sulla misura nazionale e di due decimi sull’indice armonizzato, a 0,3%. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,1% m/m per effetto di un contributo negativo degli alimentari freschi. I prezzi core sono saliti di due decimi meno che negli anni precedenti per effetto della cadenza della Pasqua e del calo dei prezzi delle telecomunicazioni. Il minimo per l’inflazione italiana dovrebbe essere alle spalle e ci aspettiamo che risalga di due decimi già in aprile.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a marzo sono previste in rialzo di 0,9% m/m, dopo +0,3% m/m di febbraio. Al netto delle auto, la variazione dovrebbe essere pari a +0,4% m/m. Le vendite dovrebbero essere spinte da un rimbalzo ampio nel comparto auto: le vendite registrate dai concessionari a marzo sono state in aumento di 6,9% m/m e sono tornate sui massimi di novembre 2013. Anche le altre voci dovrebbero essere in ripresa, grazie alla normalizzazione del clima. I dati dovrebbero segnalare che i consumi nella parte finale del trimestre sono in netta accelerazione, con la ripresa nel comparto dei beni e la conferma di espansione solida per i servizi (legata all’acquisto di polizze sanitarie conseguente all’entrata in vigore della riforma sanitaria).
I market mover della settimana
Nell’area euro, l’indice ZEW darà le prime indicazioni sul morale delle imprese ad aprile, l’assuefazione alla crisi ucraina dovrebbe essere coerente con un rimbalzo dell’indice sulle attese. La produzione industriale area euro è vista in crescita di 0,3% m/m a febbraio dopo il calo di inizio anno. L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata in calo a marzo a 0,5%, un minimo dal 2009 e a 0,3% in Italia. Marzo dovrebbe segnare un minimo per la dinamica inflazionistica sia in Italia che nella media area euro, ma i rischi sono verso il basso.
La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di aprile dovrebbero mantenersi in territorio espansivo. I dati di marzo dovrebbero essere omogeneamente positivi, con incrementi dei cantieri e stabilizzazione delle licenze su livelli elevati, vendite al dettaglio in ampia crescita, espansione solida della produzione industriale. Il CPI dovrebbe confermare a marzo una dinamica moderata. Il Beige Book dovrebbe segnalare un consolidamento dell’espansione con la normalizzazione del clima.
Ieri sui mercati
Il MEF ha collocato quasi l’ammontare massimo previsto dei 3 BTP offerti, con tassi in netto ribasso rispetto alle precedenti aste e domanda discreta. Nessuna richiesta di BOT, invece, alla riapertura per gli specialisti. Sul mercato secondario hanno prevalso le prese di beneficio, con riallargamenti piuttosto ampi dei premi al rischio su Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Il movimento è coerente con un generale aumento dell’avversione al rischio, espresso anche dalla nuova flessione degli indici azionari. Il cambio euro/dollaro, pressoché invariato nel corso della giornata, successivamente ha corretto verso 1,384 e ha ceduto terreno anche contro franco svizzero e yen.
Mercati russi di nuovo in tensione, a seguito dell’intensificarsi delle violenze nella zona sudorientale dell’Ucraina; si teme che ciò preluda a un nuovo intervento diretto delle truppe russe, che richiederebbe l’imposizione di nuove sanzioni economiche alla Russia.
Area Euro
Benoit Coeuré ha riaffermato l’impegno unanime del Consiglio BCE ad intervenire con nuove misure nel caso in cui l’inflazione dovesse deviare dal profilo centrale BCE, e ha fornito la più dettagliata analisi delle possibili modalità e finalità di un programma di acquisto di titoli mai uscita finora dalla BCE.
Lo scopo sarebbe quello di abbassare la struttura a termine dei tassi sui vari segmenti di mercato. Ciò significa che gli effetti dovranno valutarsi non sulla base della dimensione del bilancio della BCE, ma su quella degli effetti sui tassi di interesse. Coeuré non dubita che lo strumento sia compatibile con il trattato, anche se non dovrà “distorcere indebitamente i processi allocativi di mercato” o generare “effetti redistributivi”.
Per garantirne l’efficacia, le scadenze degli acquisti saranno collegate a quelle più importanti per le decisioni di investimento e consumo di famiglie e imprese, cioè quelle “intermedie e lunghe della curva dei rendimenti”. Inoltre, “si dovrà tenere conto dei tassi di interesse nelle diverse giurisdizioni che rappresentano i benchmark per i tassi sugli impieghi”.
Ma quali attività acquistare? Dice Coeuré che gli acquisti di titoli di stato sono più efficaci “quando i mercati finanziari sono integrati, con un elevato grado di sostituibilità fra le attività”. Nell’Eurozona, l’efficacia non si può dare per scontata, e “la segmentazione dovrà essere presa in considerazione nella nostra strategia”. Questo commento, assieme a quello sulla necessità di influenzare i parametri rilevanti per la fissazione dei tassi attivi bancari, suggerirebbero una struttura dell’operazione più complessa rispetto alle ipotesi prevalenti.
Infine, secondo Coeuré è difficile che gli acquisti abbiano effetti significativi senza una “rigorosa implementazione della Valutazione Approfondita delle banche dell’area euro e una veloce azione correttiva che rimedi alle carenze di capitale”.
Stati Uniti
Il PPI a marzo aumenta di 0,5% m/m (+1,4% a/a), sorprendendo verso l’alto le aspettative di consenso (+0,1% m/m). Il core segna una variazione di 0,6% m/m (+1,4% a/a). I prezzi dei servizi aumentano di 0,7% m/m, la variazione più ampia da gennaio 2010. I dati del PPI mettono rischi verso l’alto sulla previsione del CPI di marzo in uscita la prossima settimana.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) sale più delle attese toccando 82,6 (consenso: 81) da 80 della lettura finale di marzo; il livello di aprile è il massimo da luglio 2013. Le aspettative sono in aumento a 73,3 (massimo da agosto 2013) da 70 di marzo, la situazione corrente sale a 97,1 (massimo da dicembre 2013) da 95,7 del mese precedente. I dati sono coerenti con la previsione di ampio rialzo della dinamica dei consumi a marzo e nel 2° trimestre.
Bullard (St Louis Fed) ha detto che a suo avviso non ci sono motivi validi per mantenere i tassi al di sotto del loro livello “normale” di lungo termine nel 2016.
Focus – Sugli ABS i lavori sono appena iniziati
BOE e BCE hanno pubblicato il position paper sul mercato degli ABS nell’Unione Europea, del quale vorrebbero promuovere il rilancio. Il processo avrà necessariamente tempi lunghi, e presenta al momento poche intersezioni con le urgenze della politica monetaria.
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