Flash: Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a marzo dovrebbero essere in modesto calo

Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare ancora una marginale flessione del PMI composito ad aprile a 55 da 55,2, dopo i cali marcati dei due mesi precedenti…..

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È probabile che l’indice per il manifatturiero continui a scendere fino a 56,3 da 56,6 mentre potrebbe vedersi un recupero del PMI servizi a 55,2 da 54,9. È possibile che si veda un recupero dell’indice composito tedesco a 55,4 da 55,1 grazie ad un rimbalzo dell’indice per i servizi che è calato di tre punti e mezzo nei due mesi precedenti. Dal momento che il settore dei servizi è strettamente legato alla dinamica della domanda interna, pensiamo che il rallentamento sia temporaneo, dati i fondamentali solidi per consumi e investimenti in Germania. L’indice PMI composito per la zona euro rimarrebbe in ogni caso su livelli coerenti con una crescita del PIL euro zona di 0,5% t/t nei mesi primaverili.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a marzo dovrebbero essere in modesto calo, a 5,42 mln di unità ann. da 5,54 mln di febbraio. I contratti di compravendita sono stati volatili nei mesi recenti ed hanno dato segnali mediamente deboli. Il rialzo dei tassi dei mutui, la carenza di offerta e i prezzi elevati restano fattori di freno per le vendite.

I market mover della settimana

Nella zona euro, il focus sarà sulla riunione BCE. Il Consiglio vorrà fare il punto sul ciclo, anche alla luce dei dati in uscita a ridosso della riunione. Nonostante le sorprese negative dai dati, riteniamo che la BCE manterrà una valutazione positiva dello scenario e confermerà una maggiore fiducia in un ritorno duraturo dell’inflazione al target.

Sul fronte dei dati, la settimana vede la pubblicazione delle indagini di fiducia di aprile che potrebbero flettere ancora, ma nel complesso sono attese rimanere su livelli coerenti con un proseguimento della fase di espansione dell’economia Eurozona, anche se a ritmi meno solidi che a fine 2017. Il PMI composito è atteso a 55 da 55,2, l’indice di fiducia economica della Commissione UE a 112,3 da 112,6, l’indice IFO a 102,7 da 103,2, l’indice INSEE a 109 da 111, la fiducia presso le imprese italiane a 108,6 da 109,1. Solo in Belgio, è possibile che si veda un recupero di morale. Le primissime stime sulla crescita del PIL dovrebbero mostrare un lieve rallentamento in Spagna a 0,6% t/t da 0,7% t/t e Francia a 0,4% t/t da 0,6% t/t. Le stime preliminari di inflazione per aprile dovrebbero mostrare un aumento di un decimo sia in Spagna (1,4%) che Francia (1,8%). Nel mese di aprile peserà il rincaro del prezzo del petrolio che stimiamo spingerà i prezzi dell’energia in media di 0,7% m/m nella zona euro. I prezzi core dovrebbero salire marginalmente nella maggior parte dei paesi per effetto di una stagionalità meno favorevole rispetto a marzo.

La settimana ha molti dati in pubblicazione negli Stati Uniti. La stima advance del PIL del 1° trimestre dovrebbe mostrare un rallentamento rispetto a fine 2017, con la crescita frenata dalla debolezza dei consumi e dal canale estero, e sostenuta dagli investimenti delle imprese, sia fissi sia in scorte. La fiducia delle famiglie ad aprile dovrebbe risentire dei timori per le tensioni sui dazi. Fra i dati di marzo, le vendite di case nuove e le vendite di case esistenti dovrebbero segnalare stabilizzazione, la bilancia commerciale dei beni dovrebbe registrare un modesto allargamento e gli ordini di beni durevoli dovrebbero essere in rialzo.

Venerdì sui mercati

BCE. Draghi ha dichiarato che sebbene il grado di fiducia in un ritorno dell’inflazione al target sia aumentato le restanti incertezze ancora richiedono un approccio paziente, persistente e prudente nel gestire la politica monetaria. Draghi ha sottolineato che la tenuta dell’economia euro zona non è indipendente dagli sviluppi globali. Preservare il libero scambio è indispensabile per favore una crescita economica sana a livello globale. Il Presidente della BCE ha detto che le minacce protezionistiche potrebbero essere in parte responsabili del calo degli indici di fiducia globali.  Draghi ha anche indicato che nonostante i dati recenti siano stati peggiori delle attese i rischi per le stime di crescita BCE di marzo (2,4% nel 2018 e 1,9% nel 2019) sono ancora circa bilanciati. Commento: il rallentamento segnalato dai dati macro non sembra preoccupare il Consiglio tuttavia riduce l’urgenza di uscire dal programma di acquisto titoli. Rimaniamo dell’idea che difficilmente la BCE estenderà l’APP oltre dicembre 2018 o al più tardi per i primissimi mesi del 2019. Sebbene l’inflazione sottostante rimanga vicina all’1,0%, già da giugno l’inflazione headline euro zona dovrebbe tornare all’1,6% spinta dal recente rincaro del prezzo del greggio. Il rischio deflazione è del tutto rientrato e le prospettive di proseguimento della fase di crescita al di sopra del potenziale anche se a ritmi più blandi che a fine 2017 suggeriscono che anche l’inflazione core dovrebbe muovere al rialzo.

Area euro la stima flash ha mostrato un rimbalzo dell’indice di fiducia dei consumatori a 0,4 da 0,1.  Il recupero di fiducia presso le famiglie indica come probabile una stabilizzazione della fiducia presso le imprese data l’elevata correlazione tra gli indicatori.

Regno Unito. Saunders, uno dei ‘falchi’ nel MPC della Bank of England, ha parlato della necessità di alzare i tassi a un ritmo sì “graduale”, ma non “glaciale”. Saunders ritiene anche le pressioni sul mercato del lavoro siano maggiori di quanto appaia e che il peggioramento dei dati del primo trimestre sia da prendere con beneficio di inventario. Vlieghe ha detto di attendersi uno o due rialzi all’anno, e che ora è più fiducioso che sia partita la crescita salariale.

Fonte: BONDWorld.it


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