Flash i dati importanti della giornata

Flash: Stati Uniti. Le vendite di case nuove a maggio sono previste in aumento

Germania. L’indice IFO è atteso in calo a giugno a 101,6 da 102,2. Il peggioramento dovrebbe interessare più la situazione corrente a 105,7 da 106 mentre l’indice sulle attese dovrebbe essere circa invariato…..

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L’IFO nei mesi primaverili si è aggirato in media a 102 da 104,1 del 1° trimestre, ancora coerente con una crescita del PIL tedesco tra 0,4% t/t e 0,5% t/t nei mesi primaverili.

Stati Uniti. Le vendite di case nuove a maggio sono previste in aumento a 675 mila da 662 mila di aprile. Ad aprile le vendite hanno corretto, e maggio dovrebbe vedere la ripresa di un modesto trend positivo. Il mercato immobiliare residenziale è frenato da una persistente scarsità di offerta: ad aprile le scorte di case invendute sono salite modestamente a 5,4 mesi, in lieve rialzo rispetto alla media degli ultimi sei mesi. Alla mancanza di case sul mercato, si aggiungono i freni rappresentati dai prezzi elevati e dai tassi sui mutui, in continuo rialzo. Tuttavia, il mercato del lavoro forte e la crescita della formazione di nuove unità familiari dovrebbero prevalere nel corso dell’anno, determinando un ritmo di aumento positivo delle vendite nel 2018.

I market movers della settimana

Nella zona euro, il focus sarà ancora sulle indagini di fiducia economica e sulle stime di inflazione di giugno. Le indagini di fiducia dovrebbero flettere ancora, ma rimanere coerenti con un proseguimento della fase di crescita dell’area al di sopra del potenziale. L’IFO tedesco è atteso calare a 101,6 (da 102,2), l’indice composito ISTAT è visto a 104 (da 104,7), l’indice di fiducia economica ESI della Commissione UE è atteso a 112,2 da 112,6. Le stime flash dovrebbero mostrare l’inflazione a giugno stabile in Germania al 2,2% in aumento di tre decimi in Italia all’1,4%, di due decimi al 2,3% in Spagna, di un decimo al 2,1% nella media area euro ma in lieve flessione in Francia al 2,2%. Le vendite al dettaglio sono attese ancora in aumento a maggio in Germania (0,4% mm) e recuperare il calo del mese precedente in Francia.

La settimana ha diversi dati in uscita negli Stati Uniti, che non dovrebbero modificare il quadro di crescita sostenuta, previsto per il 2° trimestre. La fiducia dei consumatori a giugno dovrebbe segnare modeste correzioni, sulla scia dei timori legati agli effetti dei dazi. Fra i dati di maggio, le vendite di case nuove, gli ordini di beni durevoli al netto dei trasporti, la spesa e il reddito personali dovrebbero essere in aumento, confermando l’accelerazione del PIL prevista per la primavera. La bilancia commerciale dei beni dovrebbe segnare un modesto allargamento del deficit. Sul fronte dei prezzi, il deflatore core di maggio è previsto in aumento di 0,2% m/m, in linea con la media, senza segnali di nuove pressioni verso l’alto.

Ieri sui mercati

Area euro Il rallentamento era temporaneo, il PMI torna a salire a giugno grazie alla domanda interna. L’indice PMI composito per la Eurozona è tornato ad aumentare a giugno 54,8 da 54,1, contro attese di ulteriore discesa. Il PMI composito è avanzato in Francia a 55,6 da 54,2. In Germania, l’indice ha recuperato di 0,8 a 54,2. Continua a calare la fiducia nel manifatturiero con il PMI per il comparto che scende a 55 da 55,5, in linea con le attese. La sorpresa positiva viene, invece, dai servizi dove il PMI avanza a 55 da 53,8, grazie ad un netto miglioramento sia in Germania (53,9 da 52,1) che in Francia (56,4 da 54,3). Il rimbalzo del PMI a giugno offre sostegno all’idea che il rallentamento segnalato dai dati tra febbraio e maggio fosse in parte temporaneo. Confermiamo la nostra previsione di crescita del PIL eurozona di 2,1% nel 2018.

L’OPEC ha annunciato che la produzione di petrolio sarà aumentata in modo da ricondurla a un livello coerente con le limitazioni annunciate in accordo con la Russia, compensando i cali non programmati avvenuti per problemi tecnici o geopolitici. In teoria, ciò potrebbe portare a un aumento di 600mila barili al giorno, ma in pratica pochi paesi dispongono di capacità rapidamente mobilizzabile. Il prezzo del Brent Crude ha ceduto circa il 2% dal picco infragiornaliero di venerdì.

Stati Uniti. La guerra dei dazi prosegue, con effetti per ora marginali sulla crescita, ma con il potenziale di conseguenze più significative se non ci sarà un arresto della sequenza di ritorsioni. Nei giorni scorsi, Trump ha rinforzato le minacce di intervenire sul settore auto, che vede 290 mld di importazioni, identificando soprattutto l’Europa. Entro fine settimana l’amministrazione pubblicherà un rapporto che potrebbe limitare gli investimenti cinesi in imprese operanti nel settore della tecnologia e bloccare e/o aumentare i controlli all’esportazione di prodotti ad alto contenuto tecnologico. I dazi attuati finora rallenterebbero la crescita USA di circa 0,1 pp, ma se si aggiungeranno quelli minacciati dall’Amministrazione il rallentamento atteso potrebbe essere nell’ordine di -0,3-0,4 pp. Per ora, i dazi già attuati hanno avuto effetti sui prezzi delle materie prime (aumento per l’acciaio, forte calo per la soia) e su quelli delle azioni delle imprese più direttamente colpite dalle misure.

Fonte: BONDWorld.it


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