Flash Macro Daily

Flash: Stati Uniti. Mercati chiusi per festività

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I market mover della settimana

Nella zona euro le seconde stime dovrebbero confermare la flessione dell’inflazione a dicembre sia nella media area euro (1,4% da 1,5%) che in Germania (1,6% da 1,8%) e Italia (1,0% da 1,1%). La dinamica annua dei prezzi al consumo sarà frenata da un effetto base sfavorevole dalla componente energia anche a gennaio e febbraio di quest’anno. Nella restante parte dell’anno ci aspettiamo un aumento moderato dell’inflazione, solo nel 2019 si vedrà un aumento più deciso dei prezzi interni.

La settimana ha molti dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti, che dovrebbero confermare il quadro positivo per l’economia americana. Le prime indagini del manifatturiero di gennaio sono attese su livelli sostenuti, in linea con espansione solida. Fra i dati di dicembre, la produzione industriale dovrebbe essere in rialzo, mentre i nuovi cantieri dovrebbero stabilizzarsi sui livelli elevati di novembre.

Venerdì sui mercati

Netto restringimento dei differenziali con la Germania per il debito italiano e spagnolo. Il differenziale decennale è calato di 7pb sulla curva italiana e di 5pb su quella spagnola, a fronte di tassi quasi invariati sulla curva tedesca. Chiusura in rialzo per i maggiori indici azionari. Euro in netto rialzo sul dollaro, scambiato a fine settimana in area 1,21 e questa mattina già balzato sopra 1,22. Quotazioni del Brent Crude ancora vicine a $70.

Italia. La produzione industriale è risultata invariata a novembre, dopo l’incremento di 0,6% m/m di ottobre. La tendenza annua è rallentata a +2,2% da un precedente +3% (ma si tratta del decimo mese consecutivo di espansione, la striscia positiva più lunga dal 2010-2011). La produzione nel manifatturiero è calata. L’industria non dovrebbe aver contribuito al valore aggiunto nell’ultimo trimestre del 2017, il che è coerente con un rallentamento congiunturale del PIL (stimiamo a 0,2% da 0,4% t/t). In prospettiva, sia la produzione industriale che il PIL dovrebbero riaccelerare già nel trimestre corrente.

Italia. Come atteso, DBRS ha confermato i rating “BBB(high)/R-1(low)” dell’Italia con trend stabile.

Francia. La seconda stima rivede al ribasso di un decimo l’inflazione a dicembre, a 1,2% da 1,3% su entrambe le misure. Il livello dell’inflazione in chiusura d’anno è rimasto quindi fermo per il terzo mese consecutivo secondo l’indice nazionale e per il secondo mese consecutivo secondo quello armonizzato. Nei primi mesi del 2018 ci aspettiamo una frenata dei prezzi sulla scia di un effetto base sfavorevole della componente energetica che dovrebbe poi esaurirsi già da prima di giugno. In media annua prevediamo che nel 2018 l’inflazione rimarrà stabile sul livello del 2017 (1,4%).

Germania. È stato raggiunto un accordo preliminare tra CDU e SPD per la formazione di una coalizione di governo. I cristianodemocratici hanno già dato il via libera all’accordo, mentre i socialdemocratici (la cui base è perplessa) si esprimeranno in via definitiva il prossimo 21 gennaio alla convention del partito.

Stati Uniti. Il CPI a dicembre aumenta di 0,1% m/m, dopo +0,4% m/m di novembre, come atteso. L’indice headline è frenato dal calo dell’energia. Il CPI core invece sorprende verso l’alto con una variazione di 0,3% m/m (1,8% m/m), la più ampia da gennaio 2017. Il core è spinto da una ripresa sia dei servizi ex-energia (+0,3% m/m) sia dei beni (+0,2% m/m). Ipotizzando un ritorno a variazioni più vicine a 0,2% m/m per l’indice core nei prossimi mesi, l’inflazione potrebbe stabilizzarsi o scendere marginalmente nel primo trimestre. Nella parte centrale dell’anno, l’effetto confronto con il 2017 dovrebbe portare il CPI core a un transitorio rialzo verso il 2% a/a. I dati della primavera saranno cruciali per determinare i ritmi della rimozione dello stimolo monetario.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a dicembre aumentano di 0,4% m/m, sia per l’aggregato totale sia per quello ex-auto, e i dati di novembre sono rivisti verso l’alto. I dati del 4° trimestre puntano a una netta accelerazione della dinamica dei consumi nel 4° trimestre, verso il 3% t/t ann., dopo 2,2% t/t ann. del 3°. Anche se una parte della spesa di fine 2017 riflette l’impatto degli uragani, la previsione per i consumi nel 2018 è di crescita su ritmi vicini al 3%, sulla scia di un mercato del lavoro al pieno impiego e dell’arrivo dello stimolo fiscale collegato alla riforma tributaria.

Fonte: BondWorld.it


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