La seconda lettura dei PMI manifatturiero dell’area euro dovrebbe confermare ad aprile la stima preliminare che ha visto l’indice in aumento a 53,3 da 53,0 di marzo. L’accelerazione oltre le attese del manifatturiero tedesco (a 54,2 da 53,7) ha più che compensato l’inatteso….
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ribasso dell’indice francese (a 50,9 da 52,1). La prima lettura del PMI manifatturiero italiano dovrebbe confermare il trend in rialzo a 52,7 da 52,4 di marzo.
Il tasso di disoccupazione area euro dovrebbe essere confermato all’11,9% per il quarto mese consecutivo (non si può escludere una revisione al ribasso). Soltanto a partire dall’estate potrebbe accentuarsi un trend di calo se la ripresa ciclica sarà confermata.
Stati Uniti
L’employment report di aprile dovrebbe essere ancora una volta piuttosto solido. Gli occupati non agricoli sono previsti in aumento di 210 mila unità. I nuovi sussidi di disoccupazione sono su un trend in calo: nella settimana di rilevazione dell’employment report di aprile sono scesi a 304 mila; nella prima metà del mese i livelli dei sussidi sono sui minimi da settembre 2007. Gli indicatori sul mercato del lavoro delle indagini presso le imprese e le famiglie confermano i trend di aggiustamento in termini sia di occupazione sia di disoccupazione. Sarà importante vedere la dinamica degli occupati part-time per motivi economici, vista l’importanza attribuita dalla Fed a questo indicatore: la componente occupati part-time per bassa domanda dovrebbe continuare a calare, riducendo ancora la quota complessiva di lavoratori a orario ridotto sul totale degli occupati.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere in calo a 6,6%, pur in presenza di un tasso di partecipazione al livello di marzo (63,2%, in aumento di 2 decimi e sul massimo da settembre 2013). Anche per la disoccupazione saranno da monitorare diverse misure; in particolare, la disoccupazione allargata a sotto-occupati e individui marginalmente attaccati alla forza lavoro e la quota di lavoratori disoccupati a lungo termine. I salari orari dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m, dopo un mese di crescita nulla a marzo: le indagini delle imprese, il Beige Book e la chiusura dell’output gap puntano chiaramente a un’accelerazione della dinamica salariale almeno per i lavoratori specializzati, che iniziano a scarseggiare e creano problemi di assunzione per i datori di lavoro. Nel complesso quindi l’employment report dovrebbe dare segnali positivi, con accelerazione della dinamica degli occupati, ulteriore calo del tasso di disoccupazione e salari in crescita.
Ieri sui mercati
I dati americani degli ultimi due giorni sono stati mediamente al di sotto delle attese, fattore che ha favorito una netta discesa dei rendimenti sulla curva UST ancor prima dei dati occupazionali di oggi. Mercoledì il movimento si è riflesso anche sui mercati europei. Il dollaro si è mosso coerentemente, indebolendosi fino a giovedì mattina e poi correggendo al rialzo; il cambio contro euro è attualmente intorno a 1,386, poco sotto il massimo di 1,3885 segnato ieri. La Sterlina è sostenuta dalle crescenti preoccupazioni per il rischio di bolla immobiliare: ieri Cunliffe, vice-governatore della BoE, ha avvisato che stiamo vedendo “un film già visto” e che “sarebbe pericoloso ignorare lo slancio che si è venuto formando nel mercato immobiliare del Regno Unito”. Per il momento la BoE potrebbe reagire con misure regolamentari, o raccomandare un ridimensionamento del programma di aiuti statali.
Area euro
La stima flash dell’inflazione dell’eurozona mostra un aumento inferiore alle attese a 0,7% da 0,5% di marzo, risalendo però dal punto di minimo toccato lo scorso mese. Dal comunicato di Eurostat, l’accelerazione leggermente inferiore alle attese dovrebbe essere dovuta alla componente prodotti freschi che è passata da 1,0% a/a di marzo a 0,7% a/a ad aprile. L’indice core conferma le attese e sale all’1,0% da 0,7% di marzo. Anche in Spagna la stima preliminare di aprile mostra una risalita dell’inflazione in linea con le attese a 0,4% da -0,1% sull’indice nazionale e a 0,3% da -0,2% di marzo sull’indice armonizzato.
Le stima preliminare del PIL spagnolo per il primo trimestre 2014 conferma l’accelerazione della crescita a 0,4% t/t da 0,2% t/t di dicembre, terzo aumento consecutivo dopo nove trimestri di contrazione. Su base annua il PIL torna così in territorio positivo a 0,6% da -0,2% per la prima volta da giugno 2011. Dal comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica il contributo fondamentale dovrebbe essere venuto dalla domanda interna. La stima preliminare del PIL belga invece mostra un’espansione di 0,4% t/t, in accelerazione rispetto allo 0,3% t/t di dicembre (rivisto al ribasso da 0,5% t/t): è la variazione più consistente da gennaio 2011. Sull’anno la variazione evolve a 1,2% da 0,8% (rivisto al ribasso da 1,0%).
La Bank Lending Survey della BCE mostra una ripresa della domanda di credito da parte di famiglie (13 da -3 sui mutui) e imprese (2 da -11). L’indagine riscontra un allentamento delle condizioni creditizie sui mutui immobiliari (-5) e a una stabilizzazione di quelle applicate alle imprese (+1 da +2). Fra i cinque maggiori Paesi, soltanto in Italia si è registrata un’ulteriore restrizione delle condizioni creditizie nei confronti delle imprese. Tuttavia, l’Italia è il Paese dove risulta più diffuso l’allentamento delle condizioni sui mutui (-50%, contro una media di -5% per l’Eurozona). L’indagine riscontra un netto miglioramento della percezione del rischio creato dai prestiti alle imprese in Spagna ed Olanda, mentre in Italia, tale fattore rimane la principale motivazione dietro la restrizione creditizia.
Il rapporto BCE sull’accesso alla finanza delle piccole e medie imprese (PMI) dell’Eurozona ha riscontrato cambiamenti marginali nella situazione reddituale e debitoria nel periodo ottobre 2013 – marzo 2014. La riduzione del fatturato è meno diffusa, con incrementi in Germania che compensano i contributi negativi di Spagna e, soprattutto, Italia. Le PMI italiane spiccano anche per il più diffuso deterioramento della redditività e per la crescita dell’indebitamento, che contrasta con la tendenza degli altri Paesi. In generale, gli oneri finanziari risultano in calo quasi ovunque. Fra i problemi che le PMI devono fronteggiare, le imprese italiane citano molto più dei loro concorrenti i costi di produzione e l’accesso al credito, mentre in Germania i problemi più pressanti sono la disponibilità di personale qualificato e il reperimento di clienti.
Italia. Rivisti al ribasso i dati sulla disoccupazione (ma al rialzo quelli sulla disoccupazione giovanile). L’Istat ha rivisto al ribasso i dati sulla disoccupazione degli ultimi mesi. Il tasso dei senza lavoro, che era stato stimato aver raggiunto il 13% a febbraio, è visto ora al 12,7%, stabile rispetto a febbraio. Il dato resta comunque ai massimi storici. La revisione è il risultato di una lettura più positiva sugli occupati. Il rimbalzo congiunturale è talmente modesto e disomogeneo che è ancora presto per vedere un significativo calo della disoccupazione.
Italia. L’inflazione rimbalza dai minimi, ma principalmente a causa di fattori stagionali. L’inflazione è salita più delle attese ad aprile, a 0,6% da 0,4% secondo l’indice nazionale, e da 0,3% sulla base della misura armonizzata. Nel mese, i prezzi al consumo sono aumentati di 0,2% m/m sul NIC (da 0,1% precedente) e di 0,6% m/m in base all’indice armonizzato (da 2,2% di marzo). Per l’inflazione è il primo aumento dal mese di giugno dello scorso anno. L’aumento dei prezzi di aprile è da attribuire interamente a rincari di natura stagionale legati alle festività pasquali dei servizi relativi ai trasporti (+2,2% m/m, si tratta principalmente di trasporto aereo e marittimo passeggeri) e di quelli ricreativi e culturali (+1% m/m, trainato da alberghi e simili e alloggi vacanza). Per i prossimi mesi non ci aspettiamo una ulteriore salita ma una sostanziale stabilità, almeno sino a fine estate. Solo negli ultimi mesi dell’anno l’inflazione potrebbe tornare sopra l’1%; la risalita tuttavia lascerà la media 2014 al più allo 0,8%.
Francia. La spesa per consumi aumenta leggermente oltre le attese a marzo di 0,4% m/m da -0,1% m/m (rivisto al ribasso). La variazione annua passa così a -1,2% da -0,6% (rivisto al ribasso). Nel primo trimestre 2014 i consumi sono calati dell’1,2% t/t rispetto al +0,6% t/t registrato a dicembre. Non ci aspettiamo che la spesa per consumi migliori sensibilmente nei prossimi mesi, alla luce del calo del reddito disponibile e dei livelli alti di disoccupazione.
Germania. Il tasso di disoccupazione rimane stabile al 6,7% ad aprile per il terzo mese consecutivo, ai minimi storici. Sul mese però il numero di senza lavoro è diminuito oltre le attese (25mila unità contro le circa 10mila previste dal consenso) dopo essere calato di 14mila unità a marzo (dato rivisto al rialzo). Il numero dei senza lavoro è calato per il quinto mese consecutivo e i senza lavoro ammontano ora a circa 2,87 milioni di persone. Lo spazio per un ulteriore calo del tasso di disoccupazione dipende tuttavia dall’aumento del tasso di partecipazione, che ci aspettiamo sarà piuttosto contenuto nei prossimi dodici mesi.
Stati Uniti
La riunione del FOMC si è conclusa senza novità: la riduzione degli acquisti prosegue, con un nuovo taglio di 10 miliardi. Come atteso il comunicato ha rilevato che la crescita è in ripresa dopo il rallentamento del primo trimestre.
In aprile, l’indice ISM manifatturiero è salito da 53,7 a 54,9, confermando che l’economia sta tornando su ritmi di crescita più elevati dopo il rallentamento del 1° trimestre, dovuto al maltempo. Netto miglioramento dell’indice sull’occupazione (54,7), mentre produzione e nuovi ordini sono pressoché invariati su livelli superiori a 55. L’indice PMI Markit è rimasto pressoché stabile a 55,4 (marzo: 55,5).
Nel 1° trimestre 2014 la crescita del PIL è stata ampiamente inferiore alle stime. La variazione t/t annualizzata si è fermata a +0,1%. Lo scarto rispetto alle stime è spiegato soprattutto dalle scorte, che hanno tolto lo 0,7%, ma anche l’andamento di investimenti ed esportazioni è stato deludente. Si attende un netto rimbalzo nel 2° trimestre.
Le nuove richieste di sussidio sono salite da 330mila a 344mila. La media settimanale sale marginalmente da 317 a 320mila.
I dati di marzo sui consumi mostrano una crescita sostenuta, +0,7% m/m, dopo un febbraio già robusto (+0,4%). Il reddito delle famiglie si espande di 0,5% m/m, marginalmente più che in febbraio.
Le vendite di auto in aprile sono calate un po’ più del previsto, da 16,4 a 16,04 milioni annualizzati. Meglio del previsto, però, le vendite di auto prodotte internamente.
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