Da seguire: Francia. La seconda stima dovrebbe confermare che il PIL è cresciuto di 0,5% t/t nel 2° trimestre, allo stesso ritmo del 1° trimestre.……
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La variazione annua dovrebbe anch’essa essere confermata in accelerazione a 1,8% da 1,1% del quarto invernale. Il contributo principale stavolta è venuto dalle esportazioni nette (+0,8% t/t), mentre l’apporto della domanda finale interna è risultato nella prima stima minore che a inizio anno (+0,4% t/t). La crescita acquisita nell’anno è all’1,4%; confermiamo pertanto la nostra previsione di un PIL in crescita di 1,7% in media annua, dopo l’1,1% del 2016.
8:45h Francia. La spesa per consumi a luglio è attesa recuperare parte del calo di giugno, risalendo di +0,4% m/m dopo il -0,8% m/m precedente. La variazione annua migliorerebbe a 1,3% da 0,5%. I consumi di contabilità nazionale sono cresciuti di 0,3% t/t nel trimestre primaverile, dallo 0,1% di inizio anno. Il recupero di luglio, se confermato, sarebbe di buon auspicio per un’ulteriore crescita nel trimestre estivo.
Stati Uniti
16:00h La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad agosto è prevista in modesto calo a 120 da 121,1 di luglio, mantenendosi all’interno dell’intervallo elevato visto negli ultimi mesi, sui massimi da inizio 2001. La situazione corrente dovrebbe stabilizzarsi intorno a 146, record da agosto 2001, proseguendo sul trend verso l’alto pressoché ininterrotto iniziato a fine 2011. Le aspettative potrebbero segnare una modesta correzione da 104,2, pur mantenendosi all’interno del range solido in vigore da novembre 2016. I fondamentali della fiducia delle famiglie hanno continuato a migliorare, con un mercato del lavoro sempre più positivo e continui aumenti della ricchezza netta, nonostante la volatilità politica e la mancanza di informazioni sulla riforma tributaria.
17:00h FED discorso di Evans (Chicago FED)
Mercati azionari poco variati negli USA e in calo in Europa e Giappone, con pochi spunti di mercato. Negli Stati Uniti pesano gli effetti economici della tempesta tropicale Harvey e l’incertezza politica alla vigilia di un mese irto di difficoltà (limite del debito, legge di spesa, riforma tributaria, tensioni fra il presidente e parte dei senatori repubblicani). In Europa, il cambio sui massimi da inizio 2015 e la chiusura di Londra ieri hanno frenato le borse; il FTSE MIB, invariato, ha offerto la migliore performance.
Per i mercati obbligazionari, il clima ieri è stato marginalmente positivo, dopo le ampie correzioni della settimana scorsa. Negli USA, i rendimenti sono rimasti stabili (T-note 10 anni a 2,17%), a fronte di correzioni minime per il Bund (-1 pb a 0,37%)e il BTP (-2 pb a 2,08%); lo spread BTP-Bund è poco variato, intorno a 170 pb. Con il via delle aste italiane di fine mese, sono stati collocati 2 mld di CTZ con rendimento a -0,139%, massimo da maggio. Oggi tocca ai BOT semestrali e domani ai titoli a medio-lungo termine.
Sui mercati valutari, l’euro/dollaro a 1,1977, sui massimi da gennaio 2015, risente della debolezza del dollaro (effetti di Harvey e tensioni politiche) e della forza relativa dell’euro, in assenza di indicazioni calmieranti da parte di esponenti della BCE. Il dollaro è debole anche contro yen (a 108,8 questa mattina).
Sul mercato petrolifero si aggravano le tensioni conseguenti agli effetti della tempesta tropicale Harvey, che ha colpito anche numerose raffinerie in Texas. Mentre il WTI scende sotto 47 dollari al barile, i prezzi della benzina USA hanno toccato i massimi di due anni sulla scia dei danni alle strutture che trasportano i prodotti raffinati dal Texas al resto degli USA. Il petrolio statunitense è debole in quanto lo stop dell’attività di raffinazione potrebbe ridurne la domanda, per l’impossibilità di raffinarlo e trasportarlo.
Area euro
Italia L’indice Istat di fiducia composito presso le imprese è salito più delle attese ad agosto a 107,0 da un precedente 105,6, più che recuperando la flessione di luglio e collocandosi sui valori medi del 2007. Il rimbalzo di agosto lascia l’indice sintetico in media a 106,3 nel trimestre estivo circa lo stesso livello dei mesi primaverili (106,5), quando l’economia italiana cresceva di 0,4% t/t (1,5% a/a). L’indagine Istat suggerisce, quindi, che la fase di espansione dell’economia italiana prosegue su ritmi simili a quelli dei trimestri precedenti, sostenuta dal buon andamento dell’industria e da un’accelerazione dei servizi presso le imprese. Dal lato della domanda i consumi potrebbero fare meglio delle attese dato il continuo miglioramento di morale presso le famiglie. La nostra previsione per l’anno in corso è di crescita media dell’1,4%. Migliora nettamente il morale delle famiglie a 110,8 da 106,9 (rivisto al rialzo da un precedente 106,7), confermando la tendenza dei mesi precedenti. Il dettaglio dell’indagine presso i consumatori mostra una maggiore fiducia nell’andamento dell’economia in generale 128,1 da 123,1 e nella situazione del paese (-44,5 da -49,8). Risultano in miglioramento anche i giudizi sulla disoccupazione e sulle opportunità future di risparmio, mentre calano l’opportunità di acquisto di beni durevoli. Il dettaglio dell’indagine presso le imprese, mostra un clima più positivo in particolare nel manifatturiero a 108,1 da 107,8, livello al di sopra della media di lungo termine e un massimo da fine 2007. Il maggiore ottimismo riguarda non solo la tendenza recente ma anche le attese per i prossimi mesi (17,3 da 13,8), nonostante la flessione del giudizio sugli ordini. Il miglioramento delle attese interessa in particolare i beni di consumo e intermedi. Il calo degli ordinativi è concentrato per lo più nel settore dei beni intermedi e capitali, mentre presso le imprese produttrici di beni di consumo le condizioni di domanda sono circa stabili. Nei servizi alle imprese la fiducia è salita a 107,0 da un precedente 105,1, grazie al netto miglioramento di morale nei servi turistici (112,7 da 106,4). Il clima peggiora, altresì, nel commercio al dettaglio (passando a 105,3 da 108,8, per effetto di un calo delle attese di vendita) e nella grande distribuzione (104,3 da 110,1). Tiene, invece, il morale nella distribuzione tradizionale. L’indice di fiducia peggiora presso le imprese di costruzione a 131,1 da 128,4. Nel comparto peggiorano sia i piani di costruzione per i prossimi mesi che le attese sulla creazione di nuovi posti di lavoro. In particolare il morale è in flessione nell’ingegneria civile e in modo più marcato nei lavori di costruzione.
Area euro La dinamica di M3 è rallentata più del previsto a luglio a 4,5% a/a da un precedente 5,0% a/a. La frenata interessa in particolare l’aggregato M1 a 9,1% da un precedente 9,7%. Il tasso di crescita dell’aggregato M2 è stato più negativo che nel mese precedente (-3,2% a/a da -3,0% a/a. Rallenta in modo marcato la crescita dell’aggregato M3-M2 (-2,8% a/a da -0,6% a/a). Crescono a ritmi più lenti sia i depositi delle famiglie che quelli delle imprese. Tra le controparti di M3 hanno contribuito negativamente le attività sull’estero. I presti alle famiglie sono cresciuti sui ritmi del mese precedente (2,6% a/a), mentre quelli presso le imprese aumentano al 2,4% da un precedente 2,0%.
Fonte: BondWorld.it
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