2 AMERICA

Flash: USA La produzione industriale a settembre dovrebbe segnare un aumento di 0,6% m/m

Da seguire: Area Euro Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è attesa calare a 95,4 a ottobre da un precedente 96,6 e ritracciare, quindi, parte del significativo miglioramento registrato a settembre (+3,2 punti). Il calo dovrebbe essere spiegato almeno in parte dall’incertezza politica e dall’aumento dell’IVA, scattato a inizio mese…..


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L’industria italiana ha svoltato tra giugno e luglio di quest’anno grazie al recupero della domanda estera, che ci aspettiamo continui a migliorare.

Aste. L’Italia offre 1,75-2,25 miliardi di CTZ biennali e 500-750 milioni di BTPei 2,6% 09/2023. Belgio, Francia e Germania offriranno carta a breve termine.

Stati Uniti

La produzione industriale a settembre dovrebbe segnare un aumento di 0,6% m/m, spinta soprattutto dal settore utility che deve recuperare dopo 5 cali consecutivi. Le indicazioni dell’employment report, con ore lavorate in aumento modesto, fanno prevedere un aumento della produzione nel settore manifatturiero di 0,3% m/m. Le indagini di settore hanno mostrato la componente output in territorio espansivo ma su livelli meno elevati rispetto ad agosto. I dati di agosto erano particolarmente forti per via di difficoltà di destagionalizzazione nel periodo luglio-agosto per motivi legati al settore auto.

I market mover della settimana

Nell’area euro, l’indice di fiducia elaborato dalla Commissione UE dovrebbe confermare che la ripresa rimane molto lenta; ci aspettiamo solo un lieve aumento dell’indice sintetico a 97,3 da un precedente 96,9. La fiducia delle imprese in Italia (95,4 da 96,6) potrebbe ritracciare parte del sostanzioso aumento di settembre per effetto dell’incertezza politica e dell’aumento dell’IVA. Le stime preliminari dovrebbero mostrare l’inflazione tedesca in calo di un decimo all’1,5%, quella italiana in aumento di tre decimi all’1,2% per effetto del rialzo dell’IVA, nella media area euro l’inflazione dovrebbe calare all’1,0% da un precedente 1,1%. Le vendite al dettaglio sono attese in crescita sia in Germania che in Francia a settembre dopo il calo del mese precedente. La disoccupazione è vista stabile in Germania.

Negli Stati Uniti, la settimana è densa di dati ed eventi, con la riunione FOMC, la ripresa della pubblicazione dei dati di settembre e l’arrivo delle informazioni regolari su ottobre. La riunione del FOMC dovrebbe essere un non evento, con politica monetaria stabile per via di incertezza legata alla crisi fiscale. Sul fronte dei dati, quelli di settembre pubblicati con ritardo dovrebbero confermare prezzi moderati (CPI e PPI), produzione industriale in modesto aumento, vendite al dettaglio deboli per via della temporanea correzione delle auto. Per ottobre, il Chicago PMI e l’ISM manifatturiero dovrebbero confermare l’espansione del settore, le auto dovrebbero rimbalzare dopo il calo di settembre, e la fiducia dei consumatori dovrebbe calare in reazione alla crisi fiscale. Il quadro complessivo rimane però in linea con espansione dell’attività anche nel 4° trimestre, nonostante il blocco del governo. 

Venerdì sui mercati

Un moderato riallargamento dei premi al rischio ha interessato anche venerdì il mercato italiano, in un contesto di sostanziale stabilità per il debito tedesco. Il movimento è stato più ampio sulle scadenze corte. Dinamica analoga, ma più contenuta, per gli altri periferici. In calo gli indici azionari europei, in particolare quello italiano, ma successivamente sia i mercati americani, sia quelli asiatici sono risultati più tonici. I dati deboli della mattina avevano fatto arretrare l’euro fino a 1,378 dollari, ma nel corso del pomeriggio il cambio è tornato in area 1,38. Relativamente più debole lo yen, che però rimane sotto 98. Il petrolio ha chiuso la settimana al livello più basso da agosto (Brent USD 107), anche se oggi risulta in lieve rialzo.

Area Euro

Germania. L’indice IFO è sceso a sorpresa (per la prima volta da sei mesi a questa parte) a 107,4 a ottobre da 107,7 di settembre. La valutazione sulla situazione corrente è rimasta pressoché stabile (a 111,3 da 111,4), le attese sono calate a 103,6 da 104,2. In entrambi i casi si tratta comunque di valori superiori alla media storica. Nel complesso, il lieve calo dell’IFO a ottobre non appare preoccupante e il trend resta quello di un recupero di morale. In ogni caso, l’economia tedesca nella seconda parte dell’anno potrebbe essere cresciuta a un ritmo inferiore rispetto allo 0,7% t/t registrato in primavera.

La dinamica di M3 a settembre è rallentata a sorpresa al 2,1% a/a da un precedente 2,3% a/a. Di conseguenza la media mobile a tre mesi è scesa di un decimo al 2,2%. La flessione nel mese è dovuta al calo degli strumenti di mercato monetario. Tra le controparti di M3, si è lievemente attenuato il calo dei prestiti alle imprese non finanziarie (-3,5% da -3,8% a/a di settembre) mentre i prestiti alle famiglie sono rimasti vicini allo zero (0,1% a/a). Il dato conferma che la dinamica degli aggregati monetari resta molto contenuta, il che consente il mantenimento di una politica monetaria ultra-accomodante.

Italia. Le vendite al dettaglio sono risultate piatte nel mese di agosto (dopo essere scese di due decimi nei due mesi precedenti). Su base annua le vendite sono inaspettatamente tornate in territorio positivo per la prima volta dopo oltre un anno, a 0,2% da -0,8% precedente. La sostanziale stazionarietà nel confronto annuo è dovuta all’incremento registrato nella grande distribuzione (+1,7%) a fronte della flessione subita dai piccoli esercizi (-1,1%); da notare in particolare il “boom” dei discount di alimentari (+3,6%), un segnale che la crisi ha provocato una modifica nei comportamenti di spesa del consumatore. Sempre nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno, i settori più colpiti dalla crisi sono quello dei prodotti farmaceutici (-2,2%) e di cartoleria, libri, giornali e riviste (-2%), mentre gli unici gruppi di prodotti a registrare un incremento apprezzabile sono le dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia (+1,8%) e foto-ottica e pellicole, supporti magnetici e strumenti musicali (+0,6%). In sintesi, anche per il commercio al dettaglio, il momento peggiore sembra passato, anche se è ancora lontana una significativa ripresa.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a settembre aumentano di +3,7% m/m (consenso: +2,3% m/m), dopo +0,2% m/m di agosto. Il dato è spinto dall’aeronautica civile, settore tipicamente molto volatile, con una variazione di +57,5% m/m a settembre che, insieme al modesto aumento di agosto, recupera il forte calo di luglio. Al netto dei trasporti, gli ordini calano di -0,1% m/m, segnando la terza contrazione consecutiva. Al netto della difesa gli ordini aumentano di 3,2% m/m. Gli ordini di beni capitali sono in crescita di 7,5% m/m; al netto di difesa e aerei, la variazione è di -1,1% m/m. Le consegne di beni capitali al netto della difesa segnano una variazione di +0,4% m/m, spinti dagli aerei. Sulla base degli ordini e delle consegne del 3° trimestre, la crescita degli investimenti potrebbe indebolirsi nel 2° semestre, in attesa di un recupero quando saranno diluiti gli effetti negativi della crisi fiscale.    

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) cala a 73,2 (minimo da gennaio) da 75,2 della lettura preliminare, risentendo ancora degli effetti della crisi fiscale e della chiusura del Governo. L’indice coincidente scende a 89,9 (minimo da aprile) da 92,8, mentre le aspettative calano a 62,5 (minimo da novembre 2011) da 63,9. Le aspettative di inflazione a 5 anni sono stabili a 2,8%. Sulla base dell’esperienza delle crisi fiscali del passato, la fiducia dovrebbe gradualmente riprendersi, tornando sui livelli pre-crisi nel giro di 3-4 mesi. Questa previsione è basata sull’ipotesi che entro dicembre il comitato bicamerale istituito con la legge approvata il 17 ottobre riesca a trovare un accordo che eviti un altro blocco del Governo a gennaio 2014.   


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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