8 AMERICA

Flash: Usa: Le vendite al dettaglio a ottobre sono attese in marginale aumento

Da seguire: Stati Uniti: Il CPI a ottobre è previsto stabile su base mensile (+1% a/a), per via di una correzione dei prezzi dell’energia, in particolare della benzina. L’indice core dovrebbe registrare una…


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


variazione di +0,2% m/m (1,7% a/a), con la previsione di una modesta accelerazione del trend degli aumenti per abitazione e sanità. L’abbigliamento aveva segnato un ampio calo a settembre (-0,5% m/m), che seguiva 4 mesi di incrementi, e potrebbe rimanere ancora debole a ottobre. Il trend dell’inflazione è estremamente contenuto ma per l’indice core non significativamente lontano dall’obiettivo del 2% della Fed.   

Le vendite al dettaglio a ottobre sono attese in marginale aumento, +0,1% m/m, con un modesto contributo positivo delle auto. Le vendite complessive di auto nel mese di ottobre sono state in linea con quelle di settembre, nonostante la chiusura del governo per circa 2 settimane; il progressivo aumento della quota di vendite di prodotti nelle fasce di prezzo più alto e l’ulteriore riduzione di incentivi alle vendite indicano che in termini nominali le vendite di auto dovrebbero essere in aumento. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere invariate. I dati dovrebbero risentire temporaneamente del blocco del governo delle prime due settimane del mese, con l’aspettativa di un rimbalzo nel mese di novembre.

Le vendite di case esistenti a settembre dovrebbero registrare un calo a 5 mln di unità ann., da 5,3 mln di unità di agosto (e 5,4 mln di giugno e luglio). Le vendite nel 3° trimestre sono state molto sostenute, spinte dall’aspettativa di possibili rialzi dei mutui nella parte finale dell’anno, in attesa di interventi della Fed che poi non si sono materializzati. I contratti di compravendita (pending home sales), in calo per 4 mesi consecutivi, hanno registrato una correzione particolarmente marcata a settembre (-5,6% m/m) e preludono all’ampio calo atteso per le vendite effettive. Anche con la riduzione prevista, le vendite resterebbero comunque sul modesto trend positivo precedente i rialzi estivi.  

La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di ottobre. Come sappiamo la riunione era interlocutoria senza pressione per decisioni sulla riduzione degli acquisti. In parte i verbali sono un documento “datato”: all’ultima riunione c’erano anche meno dati del normale, ed è difficile che a fine ottobre i partecipanti avessero delle opinioni forti sui tempi della riduzione degli acquisti con il blackout dei dati. Nell’ultima settimana la pubblicazione di due analisi della Fed sulla politica monetaria ha dato il via a crescenti speculazioni su una possibile modifica del livello del tasso di disoccupazione indicato come soglia per successivi rialzi dei tassi. In particolare, uno di questi lavori mostra che una riduzione della soglia del tasso di disoccupazione dal 6,5% al 5,5% potrebbe avere effetti espansivi. Se il FOMC, a fronte di dati più positivi delle attese, decidesse di ridurre marginalmente gli acquisti già a dicembre, potrebbe simultaneamente associare una riduzione del tasso di disoccupazione-soglia per compensare potenziali risposte di rialzo dei rendimenti. La Fed ha già ribadito più volte che il 6,5% è una soglia, non un “grilletto” che faccia scattare i rialzi. La Fed ha ripetuto anche che i tassi resteranno fermi probabilmente per un certo periodo dopo il raggiungimento del 6,5%. Se i verbali mostreranno che c’è stata una discussione sull’argomento, la probabilità di una modifica della forward guidance aumenterebbe. Sarà comunque più rilevante seguire i dati (in particolare l’employment report di novembre) e l’evoluzione della politica fiscale (con eventuali progressi del Budget Conference Committee) per valutare le probabilità di una riduzione degli acquisti prima di fine 2013. 

Ieri sui mercati

Seduta debole per i mercati azionari europei con i principali indici che ripiegano dai nuovi massimi registrati nelle seduta di ieri; le prese di beneficio sono state alimentate dalle preoccupazioni circa il fatto che le valutazioni implicite nei prezzi siano al momento elevate. Movimenti molto contenuti per i BTP, in un contesto di liquidità che resta abbondante e che vede invece un’impostazione negativa per il debito dei paesi core. Il decennale si conferma poco variato a quota 4,07%. Il contestuale lieve rialzo dei tassi tedeschi favorisce il calo dello spread BTP-Bund sotto quota 230pb. Ancora una seduta debole per il dollaro dopo le dichiarazioni di Bernanke secondo cui la politica accomodante potrebbe essere mantenuta a lungo; nei confronti del biglietto verde tonici sia l’euro (che si consolida sopra 1,35) che lo yen (sceso sotto quota 100).

Area Euro

BCE. Dal Vice Presidente della BCE, Constancio, arrivano ulteriori indicazioni che un programma di QE rimane una possibilità anche se non sono state discusse le modalità tecniche. Asmussen ha confermato che la BCE potrebbe intervenire in caso di sorprese sull’inflazione e ha ribadito che un tasso negativo sui depositi è una possibilità, anche se la BCE dovrà ponderare bene una tale mossa. A riguardo si è espresso con toni simili anche Constancio. Pensiamo che il taglio dei tassi di 25pb non sarebbe sufficiente a ridimensionare il rischio di deflazione e che la BCE dovrebbe considerare nuove misure non convenzionali. E’ difficile che un programma di QE possa avere come oggetto titoli governativi sul mercato secondario. Potrebbe partire un programma di acquisto di titoli cartolarizzati ma vi potrebbero essere ostacoli date le differenze nella regolamentazione all’interno dell’area. Per il momento, il nostro scenario centrale è che la BCE non taglierà ancora i tassi e al più annuncerà un’altra asta lunga per marzo 2014. Il vicepresidente della BCE ha indicato, inoltre, che i risultati dell’AQR (asset quality review) dovrebbero allontanare i dubbi sulla solidità del sistema bancario europeo e che si augura verrà trovato un accordo sulle modalità per condurre gli stress test entro gennaio.

L’OCSE, con l’Economic Outlook di novembre ha confermato lo scenario globale di ripresa molto graduale, 3,6% nel 2014 dopo 2,7% nel 2013. Rispetto allo scenario di maggio, la crescita è stata rivista verso il basso per le economie emergenti. Per la zona euro l’OCSE rivede al ribasso di un decimo le stime di crescita all’1,0% il prossimo anno dopo il -0,4% del 2013 e un’accelerazione a +1,6% nel 2015, in linea con le nostre stime più recenti. L’OCSE sottolinea che i rischi rimangono ancora verso il basso e originano dall’incertezza sui negoziati fiscali negli Stati Uniti e in parte ancora rischi di instabilità sui mercati finanziari una volta che la FED darà inizio al tapering. Inoltre va ricordato che molte delle fragilità strutturali possono riemergere dal momento che il processo di aggiustamento degli squilibri rimane incompleto. Per gli Stati Uniti, l’OCSE suggerisce di eliminare il limite del debito negli Stati Uniti e raccomanda di sostituire le misure contingenti con un piano di riforma di medio periodo. Per la zona euro, l’OCSE indica che nel caso in cui i rischi di deflazione dovessero intensificarsi, sarebbe opportuno un ulteriore allentamento della politica monetaria.

Germania. Lo ZEW è salito a 54,6 da un precedente 52,8, circa in linea con le attese (54), avanzando quindi ulteriormente al di sopra della media di lungo periodo. Tuttavia è calato marginalmente l’indice sulla situazione corrente a 28,7 da 29,7, si ricorda che tale indice è assai volatile e quindi la variazione di novembre è del tutto trascurabile.

Italia. Gli ordini all’industria sono cresciuti per il secondo mese consecutivo a settembre, di 1,6% m/m dopo il 2,2% di agosto. Su base annua, gli ordini sono tornati in territorio positivo, a +7,3% da -5,5% precedente, ai massimi dal maggio del 2011; si tratta però di dati grezzi, che andrebbero ridimensionati tenendo conto del fatto che a settembre 2013 i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di settembre 2012. Anche il fatturato è cresciuto, sia pure in misura molto limitata, di appena un decimo dopo l’incremento di un punto percentuale registrato ad agosto; in questo caso la tendenza annua (corretta per gli effetti di calendario) resta in rosso, ma migliora a -1% da -4,7% precedente.

Stati Uniti

In un intervento nella notte al National Economists Club Bernanke ha dichiarato che la politica monetaria della Fed è destinata a rimanere ultra-accomodante per tutto il tempo necessario, il che potrebbe significare tassi prossimi allo zero anche “ben dopo” un eventuale stop al programma di acquisto bond e la discesa del tasso di disoccupazione sotto quota 6,5%. Bernanke ha in sostanza ricalcato le considerazioni espresse di recente dalla presidente designata Yellen


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.