Da seguire: Stati Uniti: – L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a luglio è previsto ancora in calo, a 15, dopo una forte correzione registrata a giugno (a 17 da 22 di maggio), ritornando sui livelli di marzo (15). L’indagine, come gli altri indicatori del settore immobiliare residenziale, riflette la fine degli incentivi per l’acquisto di case. Nelle indagini di aprile e maggio, a fronte….
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di un calo della componente delle vendite coincidenti, le altre due componenti avevano registrato miglioramenti (traffico di acquirenti e vendite a 6 mesi), indicando che la correzione dell’indice complessivo è influenzata da un fattore temporaneo. Il trend del settore non è fortemente positivo, ma neanche così negativo come segnalerebbero le correzioni dei dati relativi alla fine del 2° trimestre e attesi per il 3° trimestre.
I market mover della settimana
Nell’area euro il focus sarà sui dati sulla fiducia delle imprese nel mese di luglio (in calendario PMI, IFO e INSEE). Ci aspettiamo un lieve calo del PMI area euro e dell’INSEE francese e viceversa un lieve aumento dell’IFO. In ogni caso, gli indici di fiducia sono in una fase di stabilizzazione dopo il deciso recupero avviatosi dai minimi di 15 mesi fa, con i livelli che restano coerenti con un tasso di crescita apprezzabile (di almeno lo 0,5% t/t). La spesa per consumi in Francia registrerà un modesto aumento a giugno, circa in linea con il mese precedente, mentre la fiducia dei consumatori in Italia potrebbe mantenere un trend di calo.
La settimana negli Stati Uniti vedrà in pubblicazione dati relativi al mercato immobiliare residenziale, previsti omogeneamente deboli. Cantieri, licenze, vendite di case esistenti a giugno dovrebbero essere in calo, subendo ancora gli effetti della fine degli incentivi per gli acquisti di case. Anche l’indagine di fiducia dei costruttori dovrebbe scendere ancora a luglio.
Venerdì sui mercati
Il calo più ampio del previsto della fiducia delle famiglie americane a luglio, ha chiuso una settimana di dati generalmente deboli sul ciclo USA e ha contribuito a una forte correzione dei mercati azionari(-2.9% S&P, -3,1% Nasdaq, -2,1% Eurostoxx, -2,9% NIkkei questa mattina). I mercati obbligazionari hanno registrato cali dei rendimenti (T note 10 anni, a 2,91%, Bund 10 anni a 2,59%), senza un allargamento degli spread con i periferici. Da segnalare l’interruzione della revisione che il FMI e l’UE stavano conducendo in Ungheria sul programma di finanziamento aperto nel 2008. Secondo FMI e UE il governo ungherese dovrebbe rendere più stringente il budget attuale; al momento le condizioni fiscali non sono sufficienti a sbloccare i fondi rimanenti dal pacchetto di 20 mld di euro: secondo il FMI dopo due settimane di negoziati “molte questioni rimangono aperte” e una riconciliazione delle posizioni richiederà altro tempo. Il segnale è che i termini dei pacchetti di supporto ai paesi con problemi fiscali restano stringenti e richiedono azioni incisive. In settimana l’evento principale per i mercati saranno le audizioni di Bernanke in Congresso per la presentazione del Monetary Policy Report.
Area euro
Italia. A maggio si è registrato un disavanzo commerciale verso i paesi UE di 540 milioni di euro, dopo che il mese precedente era stato osservato un avanzo di 181 milioni. Anche il flusso commerciale verso i paesi extra-UE ha mostrato un aumento del deficit a -1417 da -1041 milioni di euro. Di conseguenza, il disavanzo totale si è ampliato a -1957 da -860 milioni di euro. Nel mese sono cresciute sia le importazioni che le esportazioni, sia verso l’Unione Europea che in totale (verso i paesi UE: import +5,4% m/m, export +0,8% m/m; nel complesso: import +4,4% m/m, export +1,1% m/m).
La bilancia commerciale dell’area euro registra a maggio un deficit di -3,4 miliardi, dopo l’avanzo di 0,3 miliardi (rivisto da un precedente 1,8 miliardi) registrato ad aprile. All’interno dell’eurozona, la crescita delle esportazioni nel mese (+1,6% m/m da un precedente -3,0% m/m) è stata più che compensata dall’aumento delle importazioni (+4,2% m/m da -3,1% m/m).
Stati Uniti
Il CPI a giugno scende di 0,1% m/m (il terzo calo mensile consecutivo, +1,1% a/a), l’indice aumenta più di quanto atteso, segnando un incremento di +0,2% m/m (0,9% a/a come nei due mesi precedenti, media 3m ann. 1,3%).
I flussi netti di acquisto di titoli a lungo termine a maggio sono stati pari a 35,4 miliardi di dollari, dopo 81,5 miliardi ad aprile. Gli acquisti netti di obbligazioni sono pari a 7,7 miliardi dopo 61,8 miliardi, di cui 24 miliardi di dollari di titoli di stato, -8,5 miliardi di corporate bonds e 0,5 miliardi di azioni.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan (prel.) a luglio scende più di quanto atteso, passando da 76 a 66,5. Le condizioni correnti scendono a 75,5 da 85,6, tornando sui livelli di fine 2009. Le aspettative calano a 60,6 da 69,8. Le aspettative di inflazione sia a 1 anno sia a 5 anni salgono da 2,8% di giugno a 2,9% di luglio.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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