Flash: Verbali FOMC: l’inizio della fine?

Da seguire: In Giappone, sono stati molto negativi i dati sugli ordinativi di macchinari in maggio (-19,5% m/m contro attese di aumento). Inferiore alle attese anche la crescita dell’export in Cina (+7,2% a/a in giugno, due decimi più che a maggio), così come quella dell’import (+5,5% a/a)….


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  • In India, è stato presentato il nuovo budget, che conferma il target di 4,1% del PIL per il deficit dell’anno fiscale in corso: fra le proposte, l’innalzamento dei tetti agli investimenti diretti esteri nel campo della difesa e delle assicurazioni, un aumento della pressione fiscale e un’applicazione più selettiva dei sussidi su carburanti e alimentari.
  • Nel Regno Unito, l’indagine RICS sul mercato immobiliare ha mostrato qualche segnale che il mercato potrebbe raffreddarsi nei prossimi mesi: l’indice sulle tendenze dei prezzi è calato da 56 a 53.

Area Euro

  • Francia. I prezzi al consumo a giugno sono stabili per il secondo mese consecutivo. L’inflazione rallenta a 0,6% a/a da 0,8%.
  • Francia. Come in Germania, anche in Francia la produzione industriale è calata bruscamente in maggio, nonostante la ripresa della produzione di energia (+1,3% m/m). Il calo è stato di -1,7% m/m, che si allarga a -2,3% m/m per il settore manifatturiero. In termini tendenziali, l’output cala di -2,3% a/a (-0,7% a/a per il settore manifatturiero). La pesante flessione è trainata soprattutto dal settore dei mezzi di trasporto, ma forti cali hanno interessato anche altri comparti.
  • Italia. La produzione industriale a maggio è attesa ristagnare (+0,1% m/m) dopo il rimbalzo di aprile (+0,7% m/m). Su base tendenziale, l’attività nell’industria calerebbe dell’1,5% a maggio in termini grezzi (precedente: 0,1%), ma aumenterebbe dell’1,6% come ad aprile in termini rettificati per i giorni lavorativi. Difficilmente l’output nel trimestre primaverile farà meglio rispetto al dato stagnante del trimestre invernale.
  • Aste. L’Italia colloca oggi 6,5 miliardi di BOT annuali. La Grecia ha annunciato il collocamento fra oggi e domani di una nuova obbligazione triennale in euro; l’importo è previsto in 2,5-3,0 miliardi. Nuova carta viene offerta anche da Irlanda (500 milioni di decennali) e Spagna (linkers decennali).

Ieri sui mercati

Sul mercato secondario, ieri i rendimenti dei titoli periferici sono saliti ancora, così come i differenziali rispetto al debito tedesco (sulla scadenza decennale, lo spread Btp-Bund è tornato ai livelli di maggio). La debolezza è relativamente più marcata per il debito portoghese. In Germania, il nuovo Schatz è stato piazzato a un rendimento di 0,01%.

Rimbalzo degli indici azionari, più marcato per l’indice italiano che per gli altri indici europei. Sui mercati valutari, l’euro si consolida in area 1,3600-1,3650. Dollaro cedente anche contro yen, sterlina e dollaro canadese.

Area Euro

BCE. Praet, capoeconomista BCE e membro del comitato esecutivo, si è unito alle dichiarazioni di Coeuré e Noyer degli ultimi giorni, ed ha indicato che la BCE è pronta ad usare ulteriori misure non convenzionali se necessario, ma che la BCE vuole valutare l’impatto delle misure già annunciate a giugno. Nouy, capo del SSM, ha indicato che il processo di valutazione degli attivi delle banche sistemiche è pressoché completo. Draghi ha ribadito che la BCE rimane pronta ad usare nuove misure non convenzionali per contrastare il rischio di inflazione troppo bassa troppo a lungo.

Francia. All’interno del piano di riduzione della spesa pubblica per 50 miliardi nel triennio 2015-2017, è stato reso noto dal ministro dell’Economia Sapin che le spese dei ministeri centrali dello Stato caleranno l’anno prossimo di 1,8 mld, 2,1 nel 2016 e 2,3 nel 2017. L’evoluzione del deficit nel 2015 (atteso a -3,4 dalla Commissione) tuttavia potrebbe risentire della semi stagnazione in corso, aumentando i rischi al mantenimento del sentiero prospettato per quest’anno (dal -4,3 al -3,9) e di conseguenza ripercuotendosi sul 2015 dato che il Governo non dispone al momento di margini di manovra per eventuali correzioni (che richiederebbero quindi ulteriori nuove misure).

Focus – Verbali FOMC: l’inizio della fine?

Gli elementi centrali che emergono dai verbali della riunione del FOMC di giugno, pubblicati ieri, sono i seguenti: 1) le informazioni nuove sulla strategia di uscita e 2) la presenza di opinioni molto diverse nel Comitato riguardo all’entità delle risorse inutilizzate, ai rischi per la stabilità finanziaria e al sentiero dei prezzi. Riguardo al primo punto, il Comitato ha deciso di terminare gli acquisti di titoli a ottobre, se la congiuntura si evolve secondo le aspettative. Il FOMC ha anche discusso l’utilizzo del tasso sulle riserve in eccesso, che “dovrebbe giocare un ruolo centrale” nel sentiero di aggiustamento dei tassi. Tuttavia rimane un consenso per il mantenimento del tasso sui fed funds come tasso di riferimento per cui probabilmente verrà “annunciato un intervallo obiettivo”. Per quanto riguarda invece i punti che determineranno i tempi e la velocità della svolta i verbali rivelano un ampio spettro di opinioni piuttosto diverse. Manteniamo la previsione che con il continuo calo delle risorse inutilizzate, tasso di disoccupazione e inflazione si avvicineranno agli obiettivi entro il 1° trimestre del 2015 e la Fed dovrà muovere i tassi entro giugno 2015.


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