Conrad Lars Flossbach von Storch

Flossbach von Storch : Tresuries USA colpiti da un sell-off generalizzato

Flossbach von Storch : I mercati sono rimasti volatili per tutto maggio, con gli investitori concentrati sugli imprevedibili annunci tariffari di Trump.


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da Investment World iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


A cura di Lars Conrad, Portfolio Director Fixed Income di Flossbach von Storch


Sebbene l’accordo commerciale iniziale tra USA e UK abbia avuto un impatto limitato, la sospensione temporanea di 90 giorni dei dazi tra USA e Cina ha innescato un ampio sell-off sui Treasury statunitensi. La reputazione dei Treasury come bene rifugio a livello mondiale è sempre più sotto pressione. I livelli del debito statunitense continuano a salire apparentemente senza limiti, così come i costi degli interessi. A ciò si aggiungono le incertezze sulla crescita e sull’inflazione nella più grande economia del mondo, qualcosa di cui anche le agenzie di rating hanno preso nota.

La loro reputazione come bene rifugio globale è sempre più sotto pressione, in un contesto in cui il debito USA continua a salire apparentemente senza freni, insieme ai costi degli interessi. A aumentare l’incertezza contribuiscono anche le prospettive sulla crescita e sull’inflazione nella prima economia del mondo — un aspetto che le stesse agenzie di rating osservano con attenzione.

Gli Stati Uniti hanno perso l’ultimo rating AAA rimasto tra le tre principali agenzie: Moody’s ha declassato il Paese da Aaa ad Aa1. La decisione riflette l’aumento del livello del debito nazionale e il crescente onere degli interessi, con il declassamento che ha esercitato ulteriore pressione sulla parte lunga della curva dei rendimenti.

I rendimenti sui Treasury decennali hanno brevemente superato il 4,6%, mentre quelli sulle scadenze a 20 e 30 anni sono saliti oltre il 5,1%. La causa è il “Big Beautiful Bill” di Donald Trump, che ha intaccato ulteriormente la credibilità fiscale percepita degli Stati Uniti. La tendenza al rialzo dei tassi di interesse sulle scadenze lunghe rimane intatta nonostante gli elevati deficit governativi. Senza il mercato, ovvero senza la fiducia degli investitori, nessuno Stato può finanziarsi: se i premi di rischio continueranno a salire, il fallimento sarà la minaccia ultima.

Come ultima risorsa, le banche centrali potrebbero intervenire, ma sorge la domanda su quanto siano realmente politicamente neutrali, dato che la loro leadership è nominata politicamente e potrebbe essere chiamata in causa per salvaguardare la stabilità finanziaria. Prevedere esiti di mercato precisi rimane estremamente difficile e la speculazione raramente favorisce gli investitori. Alla fine, il sistema globale non può funzionare senza gli Stati Uniti: il debito pubblico statunitense potrebbe superare i 37.000 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, anche una riallocazione parziale di tali somme in attività alternative è praticamente impossibile. Inoltre, il dollaro USA rimane la valuta di riserva mondiale.

Nell’eurozona, a maggio la crescita economica è rimasta debole mentre la pressione inflazionistica ha continuato a diminuire. La minaccia di Trump, poi rinviata, di imporre dazi del 50% sulle esportazioni dell’UE ha scatenato una certa volatilità. I Bund tedeschi hanno ottenuto risultati significativamente migliori dei Treasury statunitensi durante il mese.

I rendimenti dei titoli di stato giapponesi sono aumentati notevolmente sulla parte lunga, in modo simile agli Stati Uniti. In molti paesi industrializzati osserviamo tassi di interesse in aumento e curve dei rendimenti più ripide, principalmente a causa delle dinamiche del debito. La reazione degli investimenti dipende sempre dagli obiettivi da raggiungere nel mercato obbligazionario. La domanda chiave è il livello di volatilità che gli investitori sono disposti a tollerare.

Outlook e opportunità per i prossimi mesi

Nell’eurozona manteniamo un posizionamento piuttosto offensivo in termini di duration, specialmente sulle obbligazioni societarie, in considerazione del debole slancio di crescita. Siamo più cauti sulle obbligazioni governative dell’eurozona in termini di scadenze, anche in vista di un irripidimento strutturale delle curve dei rendimenti, dovuto alle dinamiche del debito. In questo ambito, ci concentriamo sulle scadenze a medio termine (il cosiddetto “belly” della curva). Per quelle più lunghe, preferiamo le obbligazioni societarie di alta qualità e quelle indicizzate all’inflazione. Si tratta, ovviamente, di una valutazione attuale e potrebbe cambiare al mutare delle condizioni di mercato.

Al momento vediamo diversi motivi a favore delle obbligazioni. i rendimenti sono tornati a livelli interessanti, consentendo loro di tornare a svolgere il loro ruolo fondamentale: generare ritorni prevedibili e fungere da cuscinetto contro il rischio nei portafogli misti quando i mercati azionari sono sotto pressione. Naturalmente, questo funziona solo se si analizzano in modo professionale i di profili rischio-rendimento e se si una strategia di investimento flessibile nella selezione dei singoli titoli, senza limitarsi a replicare indici, aree geografiche, rating o scadenze predefinite. Il successo richiede di rimanere ancorati alle realtà del mercato, che sono soggette a cambiamenti.

Fonte: InvestmentWorld


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.