Il 25 luglio Repubblicani e Democratici hanno presentato due nuovi piani, e il Presidente ha indicato che non firmerà leggi che implichino la necessità di tornare a negoziare il limite del debito prima del 2012 ………
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Il 25 luglio Repubblicani e Democratici hanno presentato due nuovi piani, e il Presidente ha indicato che non firmerà leggi che implichino la necessità di tornare a negoziare il limite del debito prima del 2012.
1) Proposta repubblicana presentata da Boehner (Rep., Camera): riduzione deficit su 10 anni di 3
tln di dollari, rialzo del limite del debito di 2,5 tln di dollari in due stadi
– Tagli per 915 tln di dollari in 10 anni su spesa (740 miliardi spesa discrezionale, 20 miliardi
spesa ricorrente, 155 miliardi interessi).
– Aumento del limite del debito iniziale di 900 miliardi di dollari.
– Richiesta che il Congresso voti un emendamento per il pareggio di bilancio fra il 1° ottobre e
fine 2011.
– Creazione di una commissione di 12 parlamentari che producano legislazione per riduzione di
altri 1,8 tln di dollari entro il 23 novembre.
– Se le misure per 1,8 tln sono state approvate, il Presidente autorizza un nuovo rialzo del limite
del debito per 1,6 tln di dollari.
Punti chiave: non ci sono rialzi di entrate, tagli alla spesa solo discrezionale, le correzioni non sono sufficienti a stabilizzare il debito, si richiedono nuovi negoziati per tutto l’autunno.
2) Proposta democratica presentata da Reid (Dem. Senato): riduzione deficit su 10 anni di 2,7 tln
di dollari, rialzo del limite del debito di 2,5 tln di dollari
Rialzo immediato del limite del debito di 2,5 tln.
Tagli per 1,2 tln di dollari su spesa discrezionale in 10 anni.
Riduzione di altri 100 miliardi di dollari di spesa (con esclusione di sanità e previdenza), fra cui
40 miliardi da razionalizzazione spese, 30 miliardi da riforma Fannie Mae e Freddie Mac.
Tagli di spesa per 1 tln di dollari, per fine missioni in Afghanistan e Iraq.
Risparmi per 400 miliardi di dollari per minori interessi sul debito.
Punti chiave: non ci sono rialzi di entrate, non ci sono tagli strutturali, la riduzione di spesa per le guerre in Iraq e Afghanistan riguarda uscite non ricorrenti, in gran parte già preventivate, i tagli di spesa non sono sufficienti a stabilizzare il debito.
La nostra view
Lo scenario più probabile oggi sembra essere un accordo che che soddisfi le condizioni irrinunciabili di Democratici, Repubblicani e Presidente. L’accordo sarebbe sub-ottimale e avrebbe le seguenti caratteristiche:
Rialzo del limite fino al 2012.
Nessun aumento di entrate.
Tagli di spesa per circa 2 tln di dollari su spesa discrezionale.
Un accordo su queste linee manterrebbe un’elevata probabilità di declassamento del rating del debito statunitense nei prossimi 6 mesi, pur evitando il rischio di default nel breve termine.
Se non si trova un accordo chi non verrà pagato per primo?
La potenziale ingovernabilità della maggioranza repubblicana alla Camera e la distanza fra le parti non permettono di escludere uno scenario apocalittico di mancato accordo.
La scadenza per garantire i pagamenti secondo il Tesoro è il 2 agosto. Aggiornamenti recenti (non ufficiali) indicano che la data ultima per mantenere la solvibilità potrebbe essere intorno al 10 agosto. Nel mese di agosto (fra il 3 e il 31) sono previste entrate per 172,4 miliardi di dollari.
Le uscite del mese sono stimate a 306,7 miliardi di dollari. Le prime scadenze sono:
3 agosto: pagamento di 23 miliardi di dollari per Social Security (29 milioni di percettori).
4 agosto: scadenze debito federale per 90 miliardi di dollari.
15 agosto: pagamento 30 miliardi di interessi sul debito.

Implicazioni macroeconomiche
1) Accordo con tagli alla spesa discrezionale per circa 2 tln di dollari su 10 anni (scenario più probabile). In questo caso, l’attuazione dei blocchi alla spesa avrebbe effetto nella parte finale dell’anno, con impatto pieno nel 2012, e crescente negli anni successivi. Il piano Boehner prevede per il 2012 tagli di spesa per 58 miliardi di dollari, includendo anche operazioni in Afghanistan e Iraq. Il piano Reid prevede invece tagli complessivi stimati a 30 miliardi nel 2012. Pertanto, gli effetti macroeconomici di un accordo su queste linee sarebbero modesti, inferiori a 0,1 pp e non modificherebbero il nostro scenario di crescita intorno al 2,5% nel 2011-12. Il CBO ha stimato che un piano di tagli cumulati dei deficit fra il 2012 e il 2021 avrebbe un effetto restrittivo sulla crescita nel breve termine. Fra il 2012 e il 2014, l’impatto negativo sul PIL sarebbe fra 0,1 e 0,6pp; i rendimenti a lungo termine sarebbero ridotti fra 0,1 e 0,4pp. Dopo il 2014, la riduzione dei deficit avrebbe un effetto espansivo sulla crescita: il PIL fra il 2015 e il 2019 aumenterebbe fra circa 0,5 e 1,4pp, e determinerebbe un ulteriore calo dei rendimenti a lungo termine (fra 0,1 e 0,2pp).
2) Mancato accordo e chiusura degli uffici federali. In questo caso l’effetto macroeconomico sarebbe direttamente proporzionale al numero di giorni di blocco dei pagamenti. Nel 1995-96 si congedarono dipendenti federali: una ripetizione di questa strategia porterebbe a rallentamento immediato della spesa per consumi dipendente dal numero di giorni di blocco degli stipendi. Nel caso di blocco per due settimane ad agosto, l’effetto sulla crescita sarebbe stimabile in una riduzione di circa 0,2-0,3pp, già dal 4° trimestre 2011.
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