L’accordo siglato in extremis dal Congresso a inizio agosto è in larga misura un insieme di modesti palliativi e rimanda all’autunno la definizione di misure restrittive di più ampio respiro. Il Budget Control Act (BCA) prevede un rialzo del limite legale del debito in due stadi, collegato a riduzioni del deficit in gran parte ancora da determinare. Le principali caratteristiche dell’accordo sono le seguenti…..
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a) Primo rialzo del limite del debito di 900 miliardi di dollari, sufficiente a finanziare il Tesoro fino alla fine del 2011. Il rialzo è attuato in due fasi, con un aumento immediato del limite legale del debito di 400 miliardi di dollari, seguito da un incremento di altri 500 miliardi che potrebbe essere bloccato dal Congresso. Il Presidente però potrà imporre un veto sull’eventuale blocco del rialzo (il Congresso può a sua volta bloccare il veto del Presidente con una maggioranza di 2/3). La sostanza è che il rialzo di 900 miliardi è “garantito”, nonostante questo sistema di “specchi” politici. A questo aumento del limite del debito è “associata” una riduzione della spesa fra il 2012 e il 2021 pari a 895 miliardi di dollari. La riduzione è attuata attraverso un tetto alla spesa discrezionale con riduzioni crescenti nel tempo, per un totale di 756 miliardi fra il 2012 e il 2021. Per quanto riguarda la spesa programmatica gli unici tagli previsti riguardano l’istruzione per un totale di 5 miliardi di dollari su dieci anni. Queste misure determinano, secondo stime CBO, risparmi sul servizio del debito pari a 134 miliardi di dollari.
b) Istituzione di un Joint Committee che dovrà determinare nuove riduzioni di spesa sul periodo 2013-21 pari a 1,5 tln di dollari entro il 23 novembre. Il Congresso dovrà recepire misure restrittive per un ammontare equivalente entro il 23 dicembre. Se entro tale data non ci sarà un accordo, saranno attuate misure restrittive automatiche sulla spesa discrezionale per 1,2 tln di dollari sullo stesso orizzonte temporale. Dopo l’attuazione delle misure di contenimento del deficit, verrebbe attuato un nuovo rialzo del limite del debito di 1,2 tln di dollari (e fino a un massimo di 1,5 tln) soggetto alla stessa procedura di blocchi e veti descritta al punto a). Il rialzo complessivo del limite (1,2+0,9 tln) dovrebbe essere sufficiente a finanziare il Tesoro fino all’inizio del 2013.
c) Definizione di un emendamento costituzionale per il pareggio di bilancio, che richiede maggioranze qualificate e difficilmente sarà approvato. La valutazione dell’accordo è inequivocabilmente negativa, perché concentrata esclusivamente sulla spesa discrezionale, già capro espiatorio di tutti i tentativi di riduzione del deficit futuro. I tagli alla spesa discrezionale determinerebbero contrazioni di questo aggregato in termini reali nel prossimo decennio, ma non porterebbero a controllare l’esplosione del deficit cumulato, dovuto all’aumento ininterrotto della quota di spesa programmatica in termini di PIL su tutto l’orizzonte prevedibile. La spesa federale totale nel 2010 era pari a 3,5 tln di dollari (23,8% del PIL), di cui 1,9 tln di spesa programmatica (13,2% del PIL) e 1,3 tln di spesa discrezionale (9,3% del PIL) e 196 miliardi di interessi (1,4% del PIL). Gli effetti del BCA nel 2012 e 2013 sarebbero molto contenuti, con riduzioni di 22 e 44 miliardi di dollari rispettivamente. A questi si sommerebbero le correzioni di cui per ora si sa solo il totale su tutto l’orizzonte (1 tln di dollari di deficit primario e 197 miliardi di corrispondente riduzione della spesa per interessi). Il CBO suddivide la correzione in 111 miliardi all’anno fino al 2021, equamente divisi fra spese e entrate non avendo informazioni su come le misure verranno definite.
Le proiezioni del CBO a legislazione invariata, includendo gli effetti del BCA, sono apparentemente soddisfacenti: il deficit federale si stabilizzerebbe all’1,2% del PIL dal 2017 in poi, con il debito detenuto dal pubblico in calo fino al 61% del PIL al 2021 (da un picco di 72,8% del PIL previsto al 2013). Tuttavia, l’estensione di misure tipicamente reiterate nell’ultimo decennio (indicizzazione aliquote dell’alternative minimum tax, riduzione delle aliquote per la tassazione del reddito e per l’imposta di successione e di donazione, aggiustamento delle tariffe dei medici rimborsati da Medicare) aggraverebbe i deficit cumulati nel prossimo decennio di circa 5 tln di dollari. Il deficit in % del PIL nel 2021 sarebbe più che triplo rispetto allo scenario base (a 4,7% del PIL, invece che 1,2% dello scenario base) e il debito detenuto dal pubblico sarebbe in costante aumento, e toccherebbe l’82% del PIL nel 2021, restando su un sentiero esplosivo senza mai stabilizzarsi. In sostanza, quindi, l’accordo siglato con il BCA non migliora lo scenario di lungo termine, e lascia aperto comunque un periodo di conflitti in Congresso senza indicazioni su come reperire i tagli per 1,5 tln di dollari inclusi nella legislazione approvata ad agosto.
Nonostante l’attuazione di politiche fiscali restrittive nel prossimo decennio, lo scenario di crescita secondo il CBO è positivo, con un’espansione attesa nel 2012 del 2,7% e del 3,6% medio nel periodo 2013-16, assumendo lo scenario base per le variabili fiscali. Lo scenario vede un rallentamento della crescita nel 2013, (+2%) seguito poi da una netta riaccelerazione successiva. Nel caso in cui invece si estendessero le misure sulle imposte e sulle tariffe di Medicare, la restrizione fiscale sarebbe minore e la crescita prevista dal CBO sarebbe più sostenuta. Nel complesso le proiezioni economiche del CBO appaiono eccessivamente ottimistiche.
Conclusione
L’accordo di agosto non affronta e non risolve i problemi che avevano determinato il downgrade del rating del debito USA da parte di S&P. Tuttavia è cruciale ripetere che gli Stati Uniti non sono la Grecia su entrambi i fronti di liquidità e solvibilità. Il Tesoro USA continua a finanziarsi sul mercato a tassi che non risentono in alcun modo del downgrade. In secondo luogo il downgrade riflette essenzialmente l’incapacità politica di trovare un accordo per finanziare nel medio-lungo termine il sentiero di spesa determinato dai trend dei programmi sanitari e previdenziali. La mancata stabilizzazione del rapporto debito/PIL sulla base della legislazione corrente dipende da un Congresso spaccato che non intende alzare le imposte per finanziare il trend di spesa, mentre al tempo stesso non intende controllare le uscite nei comparti politicamente sensibili di sanità e previdenza. E’ probabile che dopo le elezioni presidenziali il conflitto politico verrà ricomposto e i conti federali saranno riportati sotto controllo.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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