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FOMC 20/21 settembre: Operational Twist per cercare di rilanciare la crescita

FOMC 20/21 settembre: Operational Twist per cercare di rilanciare la crescita L’elemento più rilevante uscito dal meeting di questi due giorni è la decisione, largamente attesa, di aumentare la maturity media delle Securities detenute nel portafoglio della Fed (cosiddetto Operational Twist), acquistando circa 400 bln USD di….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


Treasuries a lunga scadenza (con maturity residua fra 6 e 30 anni) entro fine giugno 2012, vendendo contemporaneamente lo stesso ammontare di Treasuries con maturity residua fino a tre anni (attualmente i Treasuries nel portafoglio della Fed in questo settore sono vicini ai 550 bln USD). Lo scopo della decisione è quello di far scendere i tassi a lunga scadenza, favorendo le condizioni finanziarie e supportando la ripresa economica, e quella del mercato immobiliare in particolare attraverso i tassi dei mutui. Sul sito della FRBNY sono stati pubblicati i dettagli del programma di estensione della maturity:

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Balza all’occhio come ben il 29% degli acquisti sarà effettuato sul segmento 20y-30y, cioè circa 116 bln USD. Il programma delle prime operazioni, che saranno svolte ad ottobre, sarà pubblicato sul sito della FRBNY il 30 settembre.
Contemporaneamente, è stato deciso un cambiamento della politica di reinvestimento, in corso da agosto 2010, in base alla quale la Fed ha finora reinvestito i pagamenti ricevuti da Treasuries, Agency Debt ed Agency MBS in scadenza in Treasuries. Ora il reinvestimento verrà effettuato in questo modo: i Treasuries in scadenza verranno reinvestiti in Treasuries (ora con scadenza più lunga), mentre gli MBS ed Agency Debt in scadenza verranno ora reinvestiti in Agency MBS per supportare le condizioni nel mercato dei mutui e cercare, quindi, di far ripartire il mercato immobiliare.

La Fed ha pubblicato delle FAQs riguardo il programma di estensione della Maturity e la Politica di Reinvestimento, dalle quali emerge come il programma lanciato ieri sera dovrebbe aumentare la maturity media degli attuali 75 mesi a circa 100 mesi entro fine 2012. Da queste emerge come la decisione di ieri sera non dovrebbe avere ripercussioni sulla Exit Strategy, per la quale la Fed può ancora contare su altri strumenti (es: riduzione degli interessi pagati sulle riserve in eccesso detenute dalle banche presso la Fed, intensificazione dei Reverse REPOs ed, infine, vendita di asset).

Lo Statement del FOMC pubblicato ieri sera è molto lungo proprio per cercare di dettagliare il nuovo programma lanciato. Ci sono stati però cambiamenti anche negli altri paragrafi. Infatti, la descrizione dell’attività economica riconosce le recenti delusioni e la debolezza del mercato del lavoro che non permette un’accelerazione dei consumi. Mentre fino ad agosto venivano citati fattori transitori che avevano penalizzato la crescita (rincari di materie prime e mancate riforniture dal Giappone), questi non vengono più citati, lasciando quindi intendere (come peraltro ci appariva già evidente) come la debolezza sia imputabile a fattori strutturali.

Gli Investimenti in strutture sono sempre deboli e quelli Residenziali sono sempre depressi, mentre gli Investimenti in Equipment e Software sono visti in espansione. Importante l’introduzione del riconoscimento di rischi significativi sul downside per la crescita economica, fra cui le recenti tensioni sui mercati finanziari, mentre ad agosto veniva semplicemente riconosciuto come i rischi sul downside per la crescita economica fossero
aumentati.

Per quanto riguarda la descrizione dell’outlook di inflazione, vi è il riconoscimento che il picco è probabilmente alle spalle, evidenziando l’attesa di un rallentamento nei prossimi mesi a livelli compatibili o inferiori con quanto implicato dal doppio mandato della Fed, con il graduale venire meno degli effetti dei passati rincari delle materie prime. La Fed continuerà però a monitorare con particolare attenzione l’evoluzione dell’inflazione e delle aspettative di inflazione.

E’ stato mantenuto il paragrafo riguardo il doppio mandato ed è stata anche mantenuta l’indicazione che i tassi resteranno fermi fino almeno a metà 2013, con il mantenimento e l’espansione della politica di reinvestimento come illustrato sopra.

Così come ad agosto vi è stato il voto dissenziente da parte di tre membri (Plosser, Fisher e Kocherlakota), in quanto non favorevoli ad ulteriore accomodation di politica monetaria in questo frangente.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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