Lo Statement del FOMC svoltosi martedì e mercoledì (pubblicato alle 18.30 per dare spazio al Press Briefing di Bernanke) non ha visto cambiamenti significativi nelle decisioni immediate di politica monetaria, sia tradizionale che non tradizionale. Infatti, I Fed Funds sono stati mantenuti nel range 0%-0.25% ed è stata mantenuta l’indicazione che verranno mantenuti prossimi allo zero “for an extended period”. L’outlook per la politica monetaria non è quindi cambiato, mentre appare una maggiore cautela sull’outlook di crescita alla luce dei recenti dati più deboli delle attese…
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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi
Per quanto riguarda la descrizione dell’outlook di inflazione, vi è il riconoscimento della recente accelerazione, imputabile ai passati rialzi nei prezzi delle commodities ed al rincaro delle importazioni (soprattutto nel comparto auto) a causa del venire meno delle forniture dal Giappone. Comunque, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono stabili. La Fed ritiene che i recenti rialzi nei prezzi delle Commodities avranno effetti transitori sui prezzi, continuando però a monitorare con particolare attenzione l’evoluzione dell’inflazione e delle aspettative di inflazione e prevedendo un calo dell’inflazione nelle prossime settimane a livelli consistenti con il doppio mandato della Fed (od inferiori) man mano che gli effetti dei passati rincari delle materie prime vengono meno. L’outlook di inflazione resta quindi “subdued” e non vi sono maggiori rischi inflattivi nel medio termine.
E’ stato mantenuto il paragrafo riguardo il doppio mandato, sottolineando come al momento nessuno dei due obiettivi risulti raggiunto.
Per sostenere la ripresa ed assicurare che l’inflazione torni a livelli in linea con il mandato della Fed, il FOMC ha deciso di mantenere la politica di reinvestimento e di portare a termine il secondo programma di Large Scale Asset Purchases lanciato a novembre, per intero entro fine mese, senza diluizioni. La Fed si riserva sempre la possibilità di rivedere il ritmo ed il totale degli acquisti programmati nei prossimi mesi alla luce delle nuove informazioni sullo stato dell’economia, aggiustando il programma allo scopo di promuovere il raggiungimento del massimo livello possibile di occupazione e la stabilità dei prezzi. Effettivamente, al momento, sembra poco probabile che venga varato un terzo programma di acquisti. Il FOMC userà tutti i mezzi a propria disposizione per supportare la ripresa ed assicurare che l’inflazione sia, nel medio periodo, a livelli compatibili con il proprio mandato. Inoltre, la Fed è pronta ad aggiustare il proprio portafoglio come richiesto dall’evoluzione dell’outlook economico.
Così come nei due FOMC precedenti non vi è stato nessun voto dissenziente. Potrebbero esserci voti dissenzienti nei prossimi meeting dai membri più hawkish se non cominceranno ad essere inclusi negli Statement riferimenti più precisi riguardo la prontezza del FOMC a rimuovere l’accomodation di politica monetaria al momento opportuno.
Facendo seguito alla decisione del FOMC di proseguire la politica di reinvestimento, la Fed di New York ha contemporaneamente diffuso un comunicato stampa per specificare la distribuzione degli acquisti sulle varie maturities. Questo il dettaglio:


Particolarmente consistente la revisione al ribasso per la crescita attesa nel 2011, rivista al ribasso di 4 decimi nel suo punto centrale. Contestualmente le previsioni del tasso di disoccupazione sono state riviste al rialzo. Le previsioni di PCE headline sono rimaste sostanzialmente invariate, mentre le previsioni di PCE core sono state riviste al rialzo per il 2011. Le attese di Longer Run non sono cambiate per nessuna variabile.
Press Briefing:
Questo FOMC ha visto la seconda conferenza stampa del Chairman in seguito alla pubblicazione dello Statement. È emerso come difficilmente vedremo un terzo programma di acquisti nonostante il rallentamento dell’economia. Infatti, la principale differenza fra la situazione attuale e quella di un anno fa è il rischio deflazione, che oggi pare molto più remoto di un anno fa. Questo è anche merito del secondo programma di acquisti lanciato a novembre.
Ad una domanda sulla quantificazione dell’Extended Period, Bernake sottolinea come, in presenza di tale frase, non dobbiamo aspettarci movimenti dei tassi per ALMENO due o tre meeting, enfatizzando la parola “at least”. Ciò è compatibile con le nostre attese di rimozione della frase “Extended Period” a fine anno e primo rialzo tassi in Q1 2012.
Riguardo la politica fiscale, ha ribadito l’importanza di un piano credibile e di lungo termine per la riduzione del deficit.
Infine, un accenno alla situazione greca. Bernanke fa sapere come un default nel Paese, per quanto piccolo, porterebbe avere effetti significativi indiretti anche negli US. Infatti, l’esposizione delle banche US al debito greco è modesta, ma l’impatto indiretto sarebbe amplificato dall’esposizione US a banche europee core a loro volta esposte verso la Grecia.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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