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GAM: Brexit: Analisi e posizionamento del Fondo Multi Asset Strategic Allocation (JB MuSA Fund)

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E adesso la grande incertezza…….


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A cura di Massimo De Palma, Head of Asset Management Institutional Mandates Italy di GAM (Italia) SGR


Brexit, la Gran Bretagna lascia l’Unione Europea: un cambiamento che segna la storia del Vecchio Continente e che apre ad una fase complessa e che chiameremo la Grande Incertezza.

Dopo più di 40 anni termina la relazione tra Gran Bretagna ed Unione Europea e le conseguenze politiche ed economiche sono tutte da determinare.

La Grande Incertezza rende estremamente difficile stimare oggi la profondità e l’ampiezza della turbolenza che ha travolto tutti i mercati, anche quelli non immediatamente riferibili alle vicende inglesi ed europee.

Non c’è un’immediata relazione fra l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e un ritorno alla recessione dell’area Euro, essendo questa guidata prevalentemente dalla domanda interna. Le stime di consenso prefigurano un impatto sulla crescita inglese di -1,4 punti percentuali nel 2017, mentre l’effetto sarebbe solo dello 0,3% nell’Eurozona. Tuttavia proprio l’incertezza potrebbe amplificare gli effetti depressivi sulla crescita, limitando consumi e investimenti. A questo si aggiunge un’agenda di appuntamenti politici particolarmente intensa da qui ai prossimi mesi: ricordiamo fra questi le imminenti elezioni spagnole (26 giugno), il referendum costituzionale italiano di ottobre e le presidenziali americane di novembre.

Le Banche Centrali, attraverso un’azione concertata, cercheranno di attutire la reazione del mercato alla notizia, mediante interventi finalizzati a riequilibrare valute e tassi di interesse. In particolare, la BCE potrebbe accelerare il suo programma di acquisto e a maggior ragione la Bank of England potrebbe utilizzare tutte le leve monetarie a propria disposizione per far fronte agli effetti della Brexit. Anche la Fed e la Banca del Giappone si potrebbe comportare di conseguenza, evitando nel primo caso di procedere ad aumenti dei tassi troppo repentini o adottando misure aggiuntive, temporanee o meno.

La nostra strategia Multi Asset, nel periodo di avvicinamento ad un referendum il cui esito appariva quanto mai incerto, è stata improntata ad una riduzione del rischio di portafoglio. A questo proposito, il VaR del Multi Asset Strategic Allocation (MuSA) è stato portato all’1,3% a fronte di un limite del 3% mensile. Ciò è avvenuto attraverso le seguenti scelte operative:

   Riduzione componente azionaria: abbiamo approfittato delle sedute positive prima del 23 giugno per alleggerire ulteriormente la componente azionaria, in particolare quella europea. Il peso attuale è del 13%;

   Parziale riduzione componente governativa periferica: l’ascesa dell’avversione al rischio e le eventuali conseguenze sul progetto europeo esercitano pressione sui governativi dell’area euro più vulnerabili. In questo senso abbiamo diminuito l’esposizione al BTP decennale;

   Incremento delle strategie alternative: l’aumento progressivo ha portato la nostra esposizione complessiva al 21%, con un’ampia diversificazione per strumento e natura della strategia stessa. Fra queste segnaliamo l’acquisto di volatilità;

   Incremento metalli preziosi: all’interno della componente alternativa, il peso di oro e argento è stato incrementato negli scorsi mesi e, in particolare per l’argento, nelle ultime settimane, raggiungendo il 3% complessivo;

   Ricostruzione esposizione al dollaro: nei mesi passati avevamo preso profitto del rally pluriennale della divisa statunitense nei confronti dell’euro, pensando che le aspettative sulla tempistica dei rialzi della Fed fossero esagerate. In questa fase, sull’indebolimento del dollaro abbiamo gradualmente riacquistato esposizione portandola al 6,5%.

Dal punto di vista operativo pensiamo sia opportuno, prima di impostare nuove operazioni, valutare attentamente l’evoluzione dei mercati e le reazioni sul piano politico e monetario. È probabile che la volatilità rimanga elevata e si possano verificare reazioni erratiche. Seguiremo quindi per il momento un approccio conservativo cercando di approfittare, in funzione delle dinamiche che si determineranno, delle anomalie di valutazione che potranno emergere.

In sintesi, in questo quadro di Grande Incertezza sarà fondamentale la risposta da parte delle istituzioni, in particolare dei Paesi fondatori dell’Unione Europea. Da un lato, queste ultime dovranno far fronte a nuovi attacchi da parte degli euroscettici; dall’altro, i Paesi dell’area sono chiamati a sfruttare questa crisi per imprimere nuovo slancio al progetto di integrazione europea, in modo da renderne più solida l’architettura e frenare ulteriori spinte centrifughe.

Fonte: BONDWorld.it

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