GAM : Negli ultimi giorni il nervosismo ha ripreso a scorrere sotto la superficie dei mercati finanziari.
A cura di Carlo Benetti, Market Specialist di GAM
Gli investitori cominciano a chiedersi se la tecnologia, motore della crescita dei listini, possa continuare a sfidare la legge di gravità e, venerdì, le principali borse europee hanno chiuso in ribasso, trascinate dalla flessione dei titoli tecnologici registrata il giorno precedente a Wall Street.
A innescare le vendite è stata una serie di eventi che ha attirato l’attenzione sul mercato del credito privato, il vasto universo dei prestiti concessi da entità non bancarie. Due episodi di fallimenti e problemi gravi di società americane hanno sollevato interrogativi sulla qualità del credito che, secondo analisti e investitori, si starebbe progressivamente indebolendo.
A due anni di distanza dai dissesti di alcune banche regionali, riaffiorano i dubbi sull’esposizione degli istituti di credito americani verso le istituzioni non bancarie attive nel settore del credito privato (NFDI, Non Depository Financial Institutions). Alcune banche regionali americane hanno segnalato perdite o contenziosi legati a prestiti in sofferenza. Il timore, inevitabilmente, è quello di sempre, che non siano episodi isolati e che altri casi analoghi possano emergere. I problemi del credito negli Stati Uniti hanno alimentato preoccupazioni che si sono trasformate in un’ondata di vendite che ha attraversato l’Atlantico. I titoli bancari sono stati tra i più penalizzati anche nei listini europei, la flessione riflette il timore che possano manifestarsi anche da noi esposizioni “nascoste” o rischi di credito analoghi.
La fiducia degli investitori si incrina anche sulle notizie dell’economia globale, la Cina continua a rallentare, in ottobre gli investimenti e i consumi si sono ulteriormente contratti. Negli Stati Uniti, l’indebolimento del mercato del lavoro ha fatto riconsiderare le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed nella riunione di dicembre. Sono emerse le divisioni all’interno del Board su quale sia la direzione più appropriata della politica monetaria, le probabilità di un taglio dei tassi di interesse a dicembre sono scese al 53% dal 95% di un mese fa.
In Europa, l’attenzione resta focalizzata sulle condizioni dei conti pubblici di Francia e Regno Unito. In Gran Bretagna il governo è sotto pressione nella redazione della legge di bilancio, l’inversione a U su provvedimenti fiscali si è scaricata sulla sterlina e sul rendimento dei gilt, la scadenza decennale è passata da 4,44% di giovedì a oltre 4,50%.
Per gli investitori orientati al medio-lungo periodo, queste debolezze potrebbero trasformarsi in una finestra di ingresso, a patto di mantenere consapevolezza e diversificazione. Due variabili restano centrali da monitorare:
- il percorso della politica monetaria in Europa e negli Stati Uniti
- l’evoluzione della qualità del credito.
Come fili in una trama complessa, in Europa si possono riconoscere buone storie: per gli investitori globali “in fuga da New York”, che vogliono diversificare e ridurre l’esposizione ai mercati americani, l’Europa rappresenta la prima e più interessante alternativa. Inoltre, la prospettiva di una ripresa dei tagli ai tassi da parte della Fed offre un ulteriore incentivo a cercare opportunità nel Vecchio Continente (vedi L’Alpha e il Beta del 14 luglio 2025 e del 7 ottobre 2025).
In Europa, l’inflazione sotto controllo tranquillizza gli investitori obbligazionari mentre gli investitori azionari, con un orizzonte di lungo termine, attendono che nei prossimi mesi si avvertano gli effetti degli stimoli fiscali promessi dal governo tedesco.
Tornando alle banche e alle preoccupazioni sulla loro vulnerabilità, rispetto alle banche americane la patrimonializzazione degli istituti di credito europei è migliore, la supervisione delle autorità di controllo più severa: si può dunque guardare con interesse anche al debito subordinato bancario che, scrive Gregoire Mivelaz di Atlanticomnium, ha dalla sua rendimento, tassi e fattori tecnici.
- Rendimento: il debito subordinato offre rendimenti elevati da emittenti di alta qualità, una combinazione che presenta rendimenti paragonabili a quelli degli high yield ma con società “investment grade”.
- Tassi: le banche centrali stanno tagliando i tassi, è un contesto economico favorevole per l’asset class, in particolare per gli strumenti a più lunga durata.
- Fattori tecnici: la domanda forte e persistente continua a sostenere i prezzi, poiché gli investitori cercano reddito senza compromettere la qualità del credito.
Non solo debito subordinato, ci sono buone storie anche nei listini del Vecchio Continente. Tom O’Hara di GAM Investments ricorda che investire in Europa significa orientarsi in una galassia di oltre 40 paesi: un contesto eterogeneo che valorizza l’approccio attivo.
Una delle insidie del mercato è la tendenza a costruire una narrativa e a concentrarsi su quella. Ad esempio, in questo periodo al centro dell’attenzione ci sono la tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale, le valutazioni sono arrivate a livelli difficilmente sostenibili. Una delle lezioni della bolla “dotcom”, o della bolla dei titoli ferroviari nell’Ottocento, è stata che gli investitori avevano ragione a supporre che si trattava di novità “disruptive” che avrebbero cambiato il mondo ma, ricorda Tom O’Hara, “avevano sopravvalutato la rapidità con cui ciò sarebbe avvenuto”.
Allora, se in città si parla solo di intelligenza artificiale, con valutazioni alle stelle, è possibile trovare valore in quartieri meno affollati, esercitando l’attenzione della gestione attiva, il rigore della selettività. Un esempio di opportunità di nicchia è rappresentato dal settore dell’abbigliamento sportivo, la cui crescita è spesso trainata dall’innovazione, un altro è nel settore farmaceutico.
Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump si concentra sulla riduzione del costo dei farmaci, preferendo dove possibile i farmaci generici e biosimilari, i governi europei cercano di rendere più efficienti i sistemi di assistenza sanitaria pubblica. La gran parte del volume dei farmaci acquistati è costituito da generici che forniscono consistenti risparmi a tutti i sistemi sanitari. Nel prossimo decennio, farmaci per un valore complessivo di trecento miliardi di dollari perderanno il brevetto, determinando un’importante ondata di lancio di farmaci biosimilari.
La storia dei mercati, e l’esperienza, insegnano che tutte le narrazioni dominanti sono destinate a incrinarsi, la bussola resta però sempre la medesima: comprendere il ciclo economico, valutare le decorrelazioni tra le classi di attivo, riconoscere il valore dove non tutti guardano.
La tecnologia continuerà a riconfigurare processi industriali e abitudini personali, le valutazioni non potranno sottrarsi per sempre alla legge di gravità, in questa fase di incertezza l’Europa torna a mostrarsi come un luogo interessante per gli investitori: valutazioni ragionevoli, inflazione sotto controllo, istituti bancari più solidi e nicchie settoriali con potenzialità di crescita. Tra debito subordinato bancario, nicchie settoriali e un contesto in costante trasformazione, non mancano opportunità per chi sappia muoversi con intelligenza.
Le ultime giornate di borsa sono state un monito, non una condanna: nelle pieghe della volatilità si intravedono le storie di domani.
Fonte: InvestmentWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




