In questi giorni siamo martellati dalla pubblicità di Autostrade che ci invita a sottoscrivere il suo nuovo prestito obbligazionario…
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Gabriele Bellelli – Trader e Consulente Finanziario Indipendente
Il periodo di sottoscrizione terminerà alle ore 13 di venerdì 5 giugno, salvo chiusura anticipata o proroga, e riguarderà un ammontare di 750 milioni di euro che, in caso di forte domanda, potranno essere aumentati fino ad un miliardo e mezzo.
Il taglio minimo previsto per la sottoscrizione è di 2.000 euro con la possibilità di incrementare per multipli di 1.000.
L’emittente è Autostrade che ha rating BBB+ con outloook stabile secondo l’agenzia Standard&Poor’s, come illustrato nell’immagine sottostante tratta dal Prospetto Informativo a pagina 449 ( che riporta anche il rating della controllante Atlantia ).
La nuova obbligazione avrà codice isin IT0005108490, scadrà nel 2023 ed avrà quindi durata di 8 anni.
La data di inizio delle contrattazioni al Mot di Borsa Italiana sarà definita al termine del periodo di sottoscrizione ma è probabile che sarà lunedì 15 giugno.
La struttura cedolare sarà un tasso fisso con frequenza della cedola annuale.
Ancora da definire però l’ammontare del tasso cedolare che verrà comunicato al mercato solo al termine del periodo di sottoscrizione.
In base al prospetto informativo però si evince che il rendimento sarà determinato sommando il tasso mid swap a 8 anni ( rilevato il terzo giorno lavorativo antecedente la data di emissione del prestito ) ad un Margine di Rendimento Effettivo non inferiore al 0,70%.
Considerando che il valore attuale del tasso Mid Swap 8 anni è di circa lo 0,76, la cedola minima dovrebbe ammontare intorno a ( 0,76 + 0,70 ) = 1,46%
Ipotizzando quindi un prezzo di emissione a 100 ( ma potrebbe anche essere inferiore ) e una cedola a tasso fisso dell’ 1,46%, il rendimento lordo annuo ammonterebbe al 1,46%.
Fino a qui abbiamo analizzato le caratteristiche del prestito obbligazionario ma ora è giunto il momento di capire se sia un’obbligazione interessante da inserire in portafoglio.
A prescindere dalla propria personale pianificazione finanziaria, per valutare un’obbligazione occorre effettuare dei confronti con altre obbligazioni analoghe ed in questo caso faremo riferimento ai titoli di stato italiani e ad altre obbligazioni dello stesso emittente già quotate sul mercato.
Confrontando l’obbligazione in emissione con un BTP di pari scadenza (Btp-1ag23 4,75% IT0004356843 ) scopriamo che è più conveniente il titolo di stato.
Il Btp infatti offre un rendimento lordo annuo del 1,615 % ( in base al prezzo di chiusura di venerdì scorso ) contro l’1,46% del bond Autostrade.
Inoltre il Btp è tassato al 12,50% contro il 26% che grava sulle obbligazioni corporate e questo costituisce un ulteriore punto a favore del titolo di stato.
In definitiva quindi il Btp offre un rendimento superiore ed una tassazione meno oppressiva rispetto all’obbligazione Autostrade.
Stando al comune pensare il Btp offrirebbe anche un minore grado di rischio rispetto ad Autostrade ma su questo aspetto il giudizio delle agenzie di rating è differente ed anch’io non ne sarei così sicuro.
Confrontando invece la nuova obbligazione con quelle dello stesso emittente già quotate emerge una novità interessante, come risulta evidente osservando la tabella sottostante.
L’obbligazione Atlantia 2024 infatti offre un rendimento del 1,04% lordo annuo contro l’1,46% della nuova obbligazione.
In pratica la nuova obbligazione offre un rendimento superiore con un rischio inferiore dal momento che scade un anno prima.

Tra le criticità che individuo su quest’emissione segnalo:
– tasso cedolare ufficiale comunicato solo al termine del periodo di offerta;
– rendimento inferiore a quello di un titolo di stato che presenta una tassazione più favorevole;
– struttura cedolare a tasso fisso e la lunga scadenza non rientrano tra le condizioni che in questo momento ricerco in un’obbligazione a causa del rischio tassi in prospettiva futura.
Tra i pregi invece individuo il fatto che si tratta di un’obbligazione “corporate”, oltretutto con taglio minimo “popolare” e idoneo alle tasche del piccolo risparmiatore, e questo può rivelarsi utile in ottica di diversificazione del portafoglio.
In conclusione , onestamente non è certo un’emissione che mi fa impazzire !
Come obbligazione da “cassetto”, ossia da sottoscrivere e portare a scadenza, non la sottoscriverei.
Come obbligazione mordi e fuggi, con lo scopo di cercare un’immediata rivalutazione del prezzo per riallineare il rendimento della nuova obbligazione con quello offerto da quelle già quotate potrebbe anche essere un’idea ma i margini non mi sembrano molto elevati.
Ovviamente potrebbe anche accadere il contrario, ossia le obbligazioni già quotate potrebbero scendere di prezzo in modo da aumentare il rendimento e renderlo in linea con quella di nuova emissione….giova infatti ricordare come sui mercati non ci siano spesso dei pasti gratis!
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