Generali Investments : Dopo un inizio d’anno positivo, che aveva alimentato un certo ottimismo sulle prospettive di crescita, i dati più recenti indicano un progressivo deterioramento del quadro economico.
A cura di Guillaume Tresca Senior Emerging Market Strategist di Generali Investments
- Le dinamiche di crescita hanno rallentato dopo un forte inizio d’anno. L’impatto completo del conflitto in Medio Oriente deve ancora dispiegarsi pienamente.
- La crescita delle esportazioni è stata significativamente sostenuta dagli sviluppi dell’IA e il clima di fiducia delle imprese si è rafforzato.
- L’incontro tra il Presidente Trump e Xi non ha prodotto progressi significativi, ma le relazioni sono migliorate.
La previsione di crescita del PIL resta fissata al 4,4%, riflettendo un contesto più fragile rispetto alle attese.
Il rallentamento è evidente soprattutto sul fronte della domanda interna. Gli investimenti mostrano un indebolimento generalizzato, con i primi segnali di impatto legati alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Anche la produzione industriale ha perso slancio, raggiungendo il livello più basso degli ultimi tre anni. Sul lato dei consumi, la situazione appare particolarmente debole: le vendite al dettaglio crescono appena dello 0,2% su base annua, mentre il credito alle famiglie rallenta, confermando la prosecuzione del processo di deleveraging. Il settore immobiliare evidenzia solo timidi segnali di stabilizzazione, ancora da confermare.
Questo indebolimento riflette in larga parte la delusione per il limitato allentamento fiscale osservato in aprile, dopo un forte anticipo degli stimoli nel primo trimestre. Finora, l’orientamento dei policymaker è cambiato poco, anche se la PBoC (banca centrale) ha aumentato il supporto di liquidità all’economia reale. In prospettiva, è probabile che le autorità adottino un approccio pragmatico, intervenendo con una maggiore spesa pubblica per sostenere gli investimenti qualora il deterioramento dovesse proseguire.
Nonostante le criticità, emergono alcuni elementi positivi. Gli indici PMI si mantengono resilienti, soprattutto nel settore manifatturiero, e la crescita delle esportazioni risulta molto robusta, nonostante i dazi e i controlli più severi sui flussi commerciali. La Cina beneficia in pieno del trend legato all’intelligenza artificiale, ma la forza dell’export riguarda anche comparti strategici come veicoli elettrici (EV), energia solare e batterie, contribuendo a un possibile rischio al rialzo per il PIL.
Sul piano geopolitico, il conflitto con l’Iran resta una fonte di incertezza, con un impatto economico ancora non completamente visibile. L’incontro tra Trump e Xi non ha prodotto risultati concreti rilevanti, ma ha contribuito a un miglioramento del clima delle relazioni bilaterali. I progressi sul fronte commerciale restano limitati, anche se entrambe le parti mostrano buona volontà. Possibili nuove tensioni potrebbero emergere, ma non si prevede una escalation paragonabile a quella del 2025, grazie a un atteggiamento più costruttivo. La prospettiva di ulteriori incontri tra i due leader lascia aperta la possibilità di sviluppi positivi nel dialogo futuro.
Fonte: InvestmentWorld.it
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