La survey IFO prosegue a settembre il trend di correzione a fasi alterne iniziato a marzo, scendendo a 107.5 da 108.7 di agosto e registrando così il minimo da giugno 2010, pur risultando comunque ancora consistentemente superiore alla propria media storica (101.1). Il calo registrato dall’Ifo è comunque inferiore a quello atteso dalla stima di consenso ….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi
(106.5). Il calo di settembre risulta maggiormente accentuato nella componente delle aspettative, scesa a 98.0 da 100.0 (quest’ultimo rivisto modestamente al ribasso da 100.1 originariamente rilevato), riflettendo i timori di un rallentamento globale più forte delle attese, che a sua volta avrebbe delle ripercussioni negative sulle esportazioni tedesche. Un altro elemento che dovrebbe aver pesato sul sentiment tedesco è il possibile effetto di spillover dai mercati finanziari all’economia reale, in seguito al cattivo andamento e alla forte volatilità registrata nelle ultime settimane. Un ulteriore elemento che dovrebbe aver influito negativamente sulle aspettative è dato dai timori che la Germania debba pagare in modo consistente per la crisi dei debiti sovrani europei. Anche la componente delle condizioni correnti è scesa, sia pure in modo molto più modesto, a 117.9 dal 118.1 di agosto, riflettendo il generale rallentamento del settore manifatturiero in atto.
Dal dettaglio settoriale della survey di business climate emerge come tutti i settori abbiano registrato un peggioramento della fiducia a settembre: Construction (-9.9 da -6.5), Trade & Industry (7.5 da 9.8), Manifatturiero (10.6 da 15.5), Wholesale Trade (13.1 da 7.1) e Retail Trade (2.9 da 1.5).
Dall’istituto Ifo sottolineano che la componente delle condizioni correnti si è assestata ad un livello molto simile a quello del mese precedente. Le condizioni ancora piuttosto favorevoli delle società tedesche mostrano come l’economia tedesca sia riuscita finora a mantenersi distaccata dalle turbolenze politiche. Relativamente alle aspettative, invece, la proporzione delle società che riporta scetticismo sulle prospettive per i prossimi sei mesi è aumentata. Le imprese non si aspettano infatti uno stimolo ulteriore dalle esportazioni. Nonostante questo, continuano comunque a pianificare un incremento del numero degli occupati.
Sinn, un economista dell’istituto Ifo, stima una probabilità del 50% di una recessione negli Stati Uniti, mentre esclude un’eventuale recessione in Germania. L’economista ribadisce però che gli Stati dell’Eurozona devono annunciare ed implementare riforme per favorire la crescita.
Da segnalare come l’indice di diffusione dell’IFO sotto riportato sia rimasto in area di rallentamento per la seconda volta nell’attuale business cycle.
La survey Ifo ha finora dato indicazioni meno negative di altre business survey tedesche, quali ad esempio la ZEW o il PMI manifatturiero, che hanno registrato correzioni molto più forti. In particolare, il PMI manifatturiero è sceso con la release advance di settembre a 50.0, avvicinandosi quindi all’area di contrazione. Le nostre attese sono per una possibile contrazione del settore manifatturiero a cavallo tra Q3 e Q4 che dovrebbe essere comunque solamente temporanea, seguita da una ripresa del comparto a tassi moderati.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




