L’Usda taglia le stime sul raccolto Usa
Tornano a crescere le quotazioni del Granoturco. Dopo aver guadagnato la poco ambita palma di peggiore commodity nel 2013 (-40%) e……
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aver toccato i minimi dall’agosto del 2010 nelle prime sedute dell’anno, il Granoturco scambiato al Chicago board of trade (Cbot) ha riguadagnato terreno portandosi agli attuali 4,33 dollari per bushel. I minimi da quasi tre anni e mezzo sono stati toccati in scia alle indicazioni diffuse dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, l’Usda (U.S. Department of Agriculture), che al 2 gennaio ha registrato esportazioni di Mais per 155.300 tonnellate, il secondo dato peggiore della stagione 2013-14 (iniziata lo scorso primo ottobre) e il 79% in meno rispetto alla media mobile a quattro settimane. La risalita dei prezzi è riconducibile alla revisione dell’output del primo produttore e primo esportatore mondiale di questa commodity: gli Stati Uniti.
Output globale stimato in aumento
Secondo i dati contenuti nell’ultimo Wasde (World Agricultural Supply and Demand Estimates), il resoconto pubblicato lo scorso 10 gennaio dall’Usda, il raccolto della prima economia, che da solo rappresenta quasi il 40% del totale a livello mondiale, nel 2013/14 dovrebbe attestarsi a 353,7 milioni di tonnellate, quasi 2 milioni in meno rispetto al dato precedente. La causa dell’inattesa revisione è riconducibile alla minore redditività delle coltivazioni, passata dai 160,4 bushel per acro stimati a dicembre a 158,8 bushel. Nonostante il taglio del dato a stelle e strisce, la stima sull’output globale è stata incrementata da 964,3 a 966,9 milioni di tonnellate grazie ai maggiori raccolti attesi in Cina, dove la view è stata aumentata di 6 milioni a 217 milioni di tonnellate (che però non finiranno sul mercato internazionale visto che, come spesso accade per le commodity agricole, il Dragone destina tutta la produzione al consumo interno). “Le condizioni meteo favorevoli spingono a pensare che la resa dei terreni sia destinata a crescere nelle maggiori aree produttive”, si legge nel report dell’Usda. Stando alle stime diffuse dall’ente governativo brasiliano Conab (Companhia Nacional de Abastecimento) l’output del secondo esportatore mondiale scenderà a 79 milioni di tonnellate (anche se l’Usda stima una contrazione più consistente a 70 milioni). Dal fronte delle richieste, l’agenzia statunitense si attende un incremento di poco inferiore ai nove punti percentuali a 939,7 milioni di tonnellate. La crescita della domanda sarà guidata, si legge nel resoconto pubblicato lo scorso 15 gennaio dall’Economist Intelligence Unit (Eiu), “dal maggior utilizzo come mangime, nelle applicazioni industriali (produzione di etanolo e amido) e nell’alimentazione umana”.
Per risalita prezzi bisognerà attendere
Per quanto riguarda i prezzi, non sono attesi grandi scossoni al Cbot. L’Usda stima che nella stagione corrente un bushel di mais oscillerà tra i 4,1 e i 4,7 dollari (4,05-4,75 dollari nel report di dicembre). Spinte ribassiste potrebbero arrivare dalla Cina le cui importazioni dagli Stati Uniti sono destinate a scendere a causa della crescita della produzione interna e della messa al bando di una qualità di granoturco geneticamente modificata, pari, secondo le stime, a oltre il 10% di quello esportato dalla prima economia.
Fonte: RBS
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