Il terzo programma di aiuti alla Grecia (MoU) è stato approvato il 19 agosto. L’accordo prevede lo stanziamento di 86 mld di euro per il triennio 2015-18..…
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La crisi di governo e le elezioni di settembre hanno già prodotto ritardi nella fase di implementazione delle misure.
Rimangono perplessità riguardo alla fattibilità del piano di privatizzazioni e di un’agenda di riforme molto serrata, mentre non è ancora chiaro di quanto sarà ridotto l’onere per il servizio del debito e se il FMI parteciperà al sostegno finanziario.
A breve, dovrebbe essere sciolto il nodo della ricapitalizzazione delle banche.
Il PIL 2015 potrebbe fornire una sorpresa positiva rispetto alle stime prudenziali del programma.
Il terzo programma di assistenza finanziaria 2015-18 è partito
L’accordo fra il Governo greco e i creditori internazionali in merito al terzo programma di assistenza finanziaria è stato raggiunto il 13 luglio 2015 dopo una lunga e turbolenta trattativa.
Sono state individuate quattro aree prioritarie di azione: ripristino della sostenibilità fiscale, salvaguardia della stabilità finanziaria, promozione di crescita e investimenti, riforma della Pubblica Amministrazione. Il programma è stato poi formalizzato il 19 agosto scorso. L’importo massimo complessivo del piano è stato fissato a 86 mld di euro da qui al 20 agosto 2018, erogato interamente dall’ESM1. Le destinazioni ufficiali dei fondi sono stabilite in: servizio del debito, ricapitalizzazione del settore bancario, pagamento di arretrati e finanziamento del bilancio statale. L’effettivo erogato potrà ridursi in ragione della quota di partecipazione del FMI, che al momento però non è coinvolto nel piano ed è in attesa che i creditori europei agiscano a riduzione/alleggerimento del debito prima di garantire la sua partecipazione.
La prima tranche stanziata del piano è pari a 26 mld di euro, suddivisa in due sub-tranche. Il primo esborso effettivo (parte della sub-tranche A) è avvenuto il 20 agosto ed è stato pari a 13 mld di euro, destinato immediatamente alla copertura di arretrati e scadenze imminenti, oltre che al pagamento di debiti a breve termine. Riguardo a questi ultimi, il 20 luglio, in attesa dell’approvazione ufficiale del piano, era stato garantito un prestito ponte di 7,16 mld di euro, erogato dall’EFSM, per coprire le esigenze di cassa immediate. Parte dei 13 mld, perciò, sono stati girati all’EFSM per il rimborso del prestito ponte. La prima tranche vede pertanto un primo stanziamento di 16 mld (su 26), di cui 13 già erogati, mentre i 3 restanti saranno sborsati entro novembre, al completamento della prima revisione periodica. Lo scopo della prima tranche è fare fronte al finanziamento del budget statale e al servizio del debito. La seconda subtranche da 10 mld è destinata alla ricapitalizzazione delle banche e verrà completamente erogata entro il 31 gennaio 2016, alla conclusione della revisione della BCE della situazione del sistema bancario. La seconda sub-tranche è stata prefinanziata sotto forma di tre obbligazioni (due da 3 e una da 4 mld) attualmente vincolate in un conto lussemburghese gestito dall’ESM. Infine, rispetto al pesantissimo piano di rimborsi 20152, il 2016 vedrà un carico più leggero, con la restituzione di circa 700 mln di quota interessi e circa 3,3 mld di quota capitale (al FMI), per complessivi 4 mld.
La crisi ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici, rendendo molto più arduo per il tesoro greco rispettare gli obiettivi di avanzo primario. Le entrate tributarie sono crollate, obbligando il Tesoro a ridurre drasticamente gli esborsi. A settembre, il flusso cumulato delle entrate ammontava a 32,3 miliardi di euro, 5,6% sotto il target rivisto. L’avanzo primario a settembre si attestava a 3,1 mld: inferiore di circa mezzo miliardo rispetto ai 3,6 previsti e in calo dai 3,8 di agosto. Il fabbisogno a settembre è pari a 1,9 mld di euro. Il programma prevede che il Paese riduca complessivamente di 6 miliardi il fabbisogno finanziario lungo l’orizzonte del piano.

L’ingresso del FMI nel terzo piano di aiuti, come detto, è stato vincolato dal Fondo stesso alla ristrutturazione del debito. Al momento non sono state discusse possibili nuove misure di alleggerimento: solo dopo il completamento della prima review si potrà esaminarne la praticabilità. La prima review, poi, attesa originariamente per ottobre, è ormai già slittata a novembre per via delle elezioni politiche3. Il Governo sostiene che quasi il 90% dei provvedimenti preliminari è stato approvato dal Parlamento.

Sempre sulla base degli accordi estivi, a fronte dei prestiti erogati e a garanzia del loro rimborso sarà predisposto entro fine anno da Atene un fondo per le privatizzazioni4 che a regime dovrebbe raggiungere i 50 mld, con lo scopo anche di ripagare la ricapitalizzazione delle banche (stimata originariamente in 25 mld), ridurre il debito totale (12,5 mld) e finanziare nuovi investimenti strategici (12,5 mdl). L’importo indicato è molto ambizioso. I lavori sono allo stadio iniziale: in base al MoU, la data prevista per la creazione di questo nuovo ente era la fine di ottobre; entro dicembre dovranno poi essere fissate le linee guida delle operazioni con il Governo greco e i partner europei ed entro marzo 2016 le raccomandazioni ricevute a dicembre dovrebbero essere implementate. Il piano delle privatizzazioni era stato da sempre un argomento spinoso che aveva originato il rallentamento, prima, e l’arenamento, poi, del secondo programma. Sulla base del nuovo accordo, il fondo dovrà generare entrate annue totali per 6,4 mld nel triennio, così distribuite: 1,4 mld nel 2015, 3,7 mld nel 2016 e 1,3 mld nel 2017.
La ricapitalizzazione delle banche greche potrebbe essere meno onerosa del previsto Il sistema bancario è stato notevolmente danneggiato dalla crisi economica e dalla crisi politica del 2014-15: a marzo, il 36% dei prestiti risultava non-performing e l’8% in ristrutturazione, mentre la crisi ha privato il sistema di ogni accesso ai mercati dei capitali e lo ha assoggettato nel 1° semestre 2015 a una pesante emorragia di depositi. La Banca di Grecia rileva che nel 2° trimestre le condizioni per i prestiti alle aziende non finanziarie sono diventate più restrittive rispetto al 1° trimestre e stima che nel 3° trimestre le condizioni peggioreranno ulteriormente per la scarsa liquidità a disposizione delle banche e le notevoli difficoltà ad accedere al mercato.
Sul fronte dei prestiti alle famiglie, le condizioni rimangono stabili rispetto al 1° trimestre.
Tuttavia, l’ELA concesso dalla BCE a ottobre è scesa a 86,9 mld: il netto calo rispetto ai picchi estivi è spiegato dal ripristino della fiducia seguito all’approvazione del piano, che ha posto fine alla fuga di capitali.

La BCE sta portando avanti l’analisi delle quattro banche greche che rivestono importanza sistemica (Banca nazionale di Grecia, Piraeus Bank, Eurobank Ergasias e Alpha Bank): il processo di stress testing e revisione approfondita dei bilanci dovrebbe concludersi il 31 ottobre, in modo che la ricapitalizzazione possa avvenire già entro l’anno. Venerdì 30 ottobre il Governo renderà noto il suo piano per la ricapitalizzazione, che dovrebbe essere votato dal Parlamento già domenica 1 novembre. Secondo Dombrovskis, l’operazione sarà comunque conclusa entro il 15 novembre. La fretta è motivata dal fatto che a partire dal 1 gennaio 2016 anche i creditori senior delle banche sarebbero coinvolti nel processo di rafforzamento patrimoniale.
Le banche greche starebbero facendo il possibile per migliorare l’esito degli stress test, riducendo la necessità di aiuti pubblici: secondo quanto riportano le agenzie5, sarebbero in grado di recuperare sul mercato collettivamente circa 5 mld e un funzionario della Banca di Grecia ha dichiarato che il fabbisogno di capitale derivante dallo scenario base sarebbe coperto senza necessità di fondi pubblici. Sempre il Financial Times riferiva nei giorni scorsi di attese che il fabbisogno stimato dalla BCE sia largamente inferiore ai 25 mld ipotizzati dalla Commissione Europea. La ricapitalizzazione del sistema bancario durante il secondo piano di aiuti era costata 48,2 mld di euro.
Abortita la ripresa, l’economia greca è tornata a contrarsi; tuttavia, la situazione potrebbe essere migliore del previsto
Il lungo periodo di negoziazioni e il blocco alla libera circolazione dei capitali hanno sensibilmente peggiorato lo scenario macroeconomico greco, che a inizio anno sembrava avviato alla ripresa. L’impatto sui settori finanziario, produttivo e sui consumi è stato evidente nel 1° semestre. Le importazioni di beni e servizi sono calate sia nel 1° (-8,4% t/t) sia nel 2° trimestre (-3,8% t/t), ma meno nel 2°, come confermato dal maggior contributo al PIL registrato dai consumi. Le esportazioni hanno visto anch’esse un calo sia nel 1° (-17% t/t) sia nel 2° trimestre (-0,8% t/t), tuttavia il calo è meno marcato rispetto all’import. Sulla base degli ultimi dati, il fatturato delle imprese è in calo del 18,3% a/a, dovuto in particolare al settore estrattivo e manifatturiero, ma l’attività è in contrazione praticamente in tutti i settori. Per quanto riguarda i mercati di sbocco dei prodotti delle aziende greche, il fatturato riferito al mercato domestico ha registrato un calo (-18,2% a/a) in linea con quello estero (-18,5% a/a). Infine, sul mercato estero, la riduzione del fatturato è stata molto più ampia tra i Paesi extra-UE (-30,2% a/a) rispetto a quelli UE (-18,7% a/a). La fiducia delle famiglie rilevata dall’indagine della Commissione Europea registra il livello più basso dell’intera Eurozona e da inizio anno è crollata (da -49 circa di gennaio a -64 di settembre). Le vendite al dettaglio, dopo aver recuperato fino ad aprile sulla spinta di fenomeni di accaparramento, sono tornate a contrarsi a seguito della chiusura delle banche e del congelamento dell’attività economica (v. grafici).

Il rimbalzo seguito all’accordo con i creditori, che ha consentito la ripresa dell’attività produttiva e commerciale e ha salvato la stagione turistica 2015, potrebbe portare a risultati meno negativi di quanto inizialmente previsto. Guardando all’andamento del settore turistico, sulla base dei dati finora disponibili la stagione turistica 2015 è stata salvata per i mesi di luglio, agosto e settembre6. Il peggioramento del clima di fiducia si è arrestato per le famiglie, mentre le imprese manifatturiere e dei servizi hanno ripreso un po’ di fiducia in settembre dopo un vertiginoso crollo continuato fino ad agosto.
Le previsioni sul PIL sono state oggetto di ampie revisioni al ribasso dopo l’acutizzarsi della crisi. Il consenso vede ora il PIL 2015 attorno a -1,5% da +0,8% del 2014. Nella seconda metà dell’anno è attesa una variazione attorno al -4,5% a/a dopo un +1,1% a/a registrato nel 1° semestre (1° trimestre in stagnazione e 2° a +0,9% t/t, sostenuto dal contributo dei consumi): tuttavia non è escluso che il risultato del 2° semestre potrebbe sorprendere al rialzo. Nel 2016 il consenso vede il PIL contrarsi nuovamente di -1,2%.

1 L’EFSF da luglio 2013 non è più in grado di partecipare a nuovi piani di salvataggio e il suo ruolo è stato preso in carico definitivamente e unicamente dall’ESM.
2 Nel 2015 alla Grecia è richiesta la restituzione di 9,17 mld al FMI (di cui 1,36 ancora da pagare) più circa un miliardo di quota interessi, per un totale di circa 10,2 mld. Ci sono poi anche i 10,9 mld destinati alla prima ricapitalizzazione delle banche e non utilizzati, che sono già stati restituiti all’EFSF dall’Hellenic Financial Stability Fund.
3 Il programma è stato approvato con i voti determinanti dei partiti di opposizione, fatto che il 20 agosto ha indotto Tsipras a dimettersi per riorganizzare il partito. La fazione di SYRIZA contraria al programma è uscita dal partito, fondando un movimento che però non è riuscito a entrare in Parlamento. Le elezioni del 20 settembre hanno assegnato 149 seggi a SYRIZA e 10 ad ANEL, 8 in più di quelli necessari per riproporre la stessa coalizione di governo che aveva governato tra febbraio e agosto.
4 Attualmente, i due enti per le privatizzazioni sono l’ETAD, l’ente statale che amministra i beni dello Stato e l’HRADF (Ellenic Republic Asset Development Fund). Non è ancora chiaro se il nuovo ente assorbirà i due preesistenti.
5 E. Kourtali, M. Arnold, J. Brundsen: “Greece’s banks race to boost capital ahead of stress tests”, Financial Times, 26 ottobre 2015; “Stress test results for Greek banks better than expected, BoG official says – ATHMAC”, 27 ottobre 2015.
6 Dai primi dati disponibili, nei primi otto mesi dell’anno il flusso turistico aereo sarebbe aumentato del 6,3% a/a, raggiungendo in termini assoluti quasi 26 milioni di presenze e 15 mld d’introiti. In termini assoluti, tuttavia, la stagione 2015 sarà quasi certamente meno buona rispetto al 2014, sia per via delle ondate di migranti che hanno avuto ricadute in particolare sulle isole (dove molti hotel hanno subito chiusure anticipate anche di 30 giorni), sia perché il 2014 era stato un anno record per il settore. Il giro d’affari legato al settore turistico è circa pari al 15% del PIL.
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