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Gruppo Credito Valtellinese: Risultati consolidati al 30 settembre 2013

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Il risultato netto della gestione operativa è in crescita di oltre il 10% su base annua; I proventi operativi sono in miglioramento, con un margine di interesse in ripresa rispetto ai Trimestri precedenti; Gli oneri operativi sono in costante…


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riduzione (- 4,4% a/a) per effetto degli interventi attuati e finalizzati al contenimento strutturale dei costi. Il costo del rischio di credito, condizionato dal perdurate della recessione, permane su valori analoghi a quelli registrati nei primi trimestri dell’anno e si attesta a 120 basis point; I titoli di stato in portafoglio assommano a 5,3 miliardi di euro (-  0,4 miliardi rispetto a giugno 2013), con una duration modificata inferiore a 1,7, e sono in ulteriore progressiva riduzione (4,7 miliardi a fine ottobre 2013); Core tier1 a 8,2%, in miglioramento rispetto a giugno 2013 (8%).
  Raccolta diretta: 22,6 miliardi di euro (+ 2,4% su dicembre 2012)
  Raccolta globale: 33,6 miliardi di euro (+ 0,8% su dicembre 2012)
  Crediti verso clientela: 20,6 miliardi di euro (- 6,5% su dicembre 2012)
  Proventi operativi: 605 milioni di euro (+ 0,4% a/a)
  Oneri operativi: 389 milioni di euro (- 4,4% a/a)
  Risultato netto della gestione operativa: 215 milioni di euro (+ 10,6% a/a)
  Utile lordo dell’operatività corrente: 40 milioni di euro
  Risultato netto di periodo: 10 milioni di euro

Il Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2013, che confermano il miglioramento del risultato netto della gestione operativa sostenuto  dalla ripresa del margine di interesse – in crescita trimestre su trimestre – e dalla flessione dei costi operativi per effetto degli interventi di riduzione strutturale posti in atto.
Gli aggregati patrimoniali
Al 30 settembre 2013 i crediti verso la clientela si attestano a 20,6 miliardi di euro e registrano una contrazione del 6,5% rispetto a 22 miliardi a fine dicembre 2012. La dinamica, coerente con l’andamento del settore, riverbera la perdurante debolezza della domanda, segnatamente da parte delle imprese, per via della flessione degli investimenti.

La qualità del credito riflette il prolungarsi della recessione economica in atto. Alla chiusura del periodo, i crediti deteriorati, al netto delle rettifiche di valore, assommano a 2,8 miliardi euro rispetto a 2,1 miliardi a fine esercizio 2012. Nel dettaglio, i crediti in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore, si attestano a 791 milioni di euro a fronte di 615 milioni a fine dicembre 2012, evidenziando un aumento del 28,7%, con un’incidenza sul portafoglio crediti del 3,8% e un livello di copertura prossimo al 58%. Gli altri  crediti di dubbio esito si rappresentano complessivamente in 1.981 milioni di euro, in aumento del 33,4% rispetto a 1.485 milioni a fine anno, con un’incidenza sull’intero portafoglio crediti pari a 9,6%. Di questi, 1.046 milioni – rispetto a 798 milioni a fine dicembre 2012 – sono riferiti a incagli, 183 milioni – a fronte di 180 milioni a fine dicembre 2012 – sono costituiti da esposizioni ristrutturate, mentre 752 milioni sono rappresentati da crediti scaduti, a fronte di 506 milioni a fine 2012.
La raccolta diretta, con una consistenza di 22,6 miliardi di euro, registra un aumento del 2,4% su 22,1 miliardi a dicembre 2012.
La  raccolta indiretta, il cui andamento continua ad essere condizionato dalla volatilità dei mercati finanziari, assomma a fine periodo a 10,9 miliardi di euro, in flessione del 2,4% rispetto a dicembre 2012. La componente riferita al “risparmio gestito”, che si rappresenta in 5 miliardi di euro, è in miglioramento di 1,7%, mentre la componente amministrata, pari a 5,9 miliardi di euro, è in diminuzione rispetto a 6,3 miliardi al 31 dicembre 2012.
Le attività finanziarie assommano a 5,8 miliardi di euro e sono essenzialmente rappresentate da titoli di Stato italiani, principalmente iscritti nel portafoglio AFS, per 5,3 miliardi di euro, con una duration modificata inferiore a 1,7 anni.

Confermata l’ottima posizione di liquidità. Il saldo netto di liquidità complessiva a tre mesi è attualmente pari a circa 3,5 miliardi di euro.  Analogamente il  rapporto crediti alla clientela/raccolta diretta, che al 30 settembre 2013 si attesta al 90,9%.

Il patrimonio netto e i coefficienti patrimoniali

Al 30 settembre 2013 il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo registra una consistenza di 1.852 milioni di euro. Il Patrimonio di Vigilanza si attesta a 2.013 milioni di euro a fronte di attività di rischio ponderate (RWA) pari a 18.133 milioni di euro.

Il core capital ratio risulta pari a 8,2%, rispetto al 8,1% a dicembre 2012, mentre il total capital ratio si attesta a 11,1%, contro 11,5% a fine 2012.
I risultati economici
Al 30 settembre 2013 il margine di interesse si attesta a 343 milioni di euro, in riduzione su base annua (-4,3%), tuttavia in ulteriore sensibile miglioramento rispetto allo scorso trimestre (+11,1%). Tale risultato – il migliore degli ultimi sei trimestri – soprattutto riverbera gli effetti di una tenace attività di repricing e ricomposizione delle forme di raccolta più onerose o di condizioni marginali, pur in un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse a breve termine stabilmente assestati su valori minimi e dalla riduzione dei crediti alla clientela.
Le commissioni nette assommano a 194 milioni di euro e sono sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

Il risultato dell’attività di negoziazione, cessione/riacquisto di AFS e di copertura, pari a oltre 46 milioni di euro, evidenzia un progresso sensibile rispetto a 24 milioni di euro dei primi nove mesi del 2012.
Complessivamente, i proventi operativi raggiugono 605 milioni di euro rispetto a 602 milioni del medesimo periodo di confronto.
Gli oneri operativi, pari a 390 milioni di euro, sono in diminuzione del 4,4% su base annua per effetto delle azioni di rigoroso controllo e contenimento strutturale intraprese. Maggiormente accentuata, pari ad oltre il 6%, la diminuzione del costo per il personale, favorito anche dalla riduzione dell’organico nell’ambito dell’accordo sottoscritto con le OO.SS. lo scorso anno. Nel dettaglio le spese per il personale si attestano a 227 milioni di euro, a fronte di 242 milioni nel medesimo periodo del 2012, mentre le altre spese amministrative, pari a 134 milioni di euro, sono in flessione di 1,2 punti percentuali.

Il risultato netto della gestione operativa si attesta quindi a 215 milioni di euro, in aumento del 10,6% rispetto a 194,5 milioni di euro del periodo di raffronto. Le rettifiche nette di valore per deterioramento crediti e altre attività finanziarie sono pari a 183 milioni di euro rispetto a 138 milioni di euro dei primi nove mesi del 2012, con un “costo del credito”, espresso in percentuale rispetto al totale dei crediti verso clientela, di 119 basis point. Tenuto conto altresì di utili da cessione di investimenti e partecipazioni per 9 milioni di euro – essenzialmente riferiti alla cessione della partecipazione in Banca di Cividale S.p.A., con
clusa a settembre 2013 – il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte si attesta a 40 milioni rispetto a 52 milioni di euro del periodo di raffronto.  
Gli oneri fiscali del periodo, stimati in 28 milioni di euro, scontano l’effetto dell’imposizione IRAP che, in presenza di una sensibile contrazione dei ricavi, incide in misura più che proporzionale sull’utile, quale conseguenza – in base alla normativa pro-tempore vigente – dell’indeducibilità delle rettifiche di valore su crediti e del costo del personale. Considerati gli utili di pertinenza di terzi per 1,4 milioni di euro, il risultato netto di periodo si determina quindi in 10 milioni di euro. 

Le prospettive per l’esercizio in corso
Pur in presenza di alcuni timidi segnali di inversione ciclica anche in Italia, il quadro economico resta connotato da una persistente debolezza. Le incertezze legate alle prospettive di ripresa e la fragilità che ancora connotano i mercati finanziari inducono quindi a prudenti valutazioni in merito alla dinamica della redditività, che permarrà condizionata dalle sfavorevoli condizioni operative e, in particolare, dal peggioramento del rischio di credito dovuto al prolungarsi della recessione.

Fonte: AdvisorWorld.it – Credito Valtellinese


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