Hedge Funds nel 2013: tutto e’ bene quel che finisce bene. sembrava facile…ma non lo e’ stato.

>> Una conclusione in positivo per i Lyxor Hedge Fund Indices, con una performance del +1.15% nel mese di  dicembre e del 7% sull’anno. Il 2013, anno scandito dalle decisioni di politica monetaria, ….


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ha coronato come posizionamenti vincenti posizioni lunghe sull’azionario nei mercati sviluppati e corte sia sull’oro che sul settore obbligazionario, rimanendo neutrali su tutte le altre asset class.

>> Come avevamo previsto, le strategie basate sul Beta e sulle ristrutturazioni societarie hanno registrato i rendimenti migliori, in particolare quelle L/S Equity e Event Driven. Al contrario le strategie  L/S Credit e Fixed Income hanno sofferto la disaffezione dalle loro asset class uscendo così dal gruppo delle favorite. Le strategie CTAs e Global Macro hanno contenuto gli impatti negativi grazie all’aumentata esposizione azionaria avvenuta nel corso dell’anno. Il ri-orientamento del portafoglio verso il mercato azionario è stato eseguito con successo prima della fine dell’anno, permettendo alla maggior parte delle strategie di beneficiare dei rialzi di Dicembre. A testimonianza di questa performance il beta medio sulla piattaforma Lyxor è aumentato dal 20% al 35% nel corso dell’anno.

>> Le strategie Long bias L/S Equity hanno sovraperformato. I gestori sono intervenuti con il giusto timing sui mercati prima dell’estate, quando le  prospettive di tapering annunciate dalla Fed hanno spinto ad aumentare notevolmente l’esposizione netta (passando dal 55 al 75%), controllando allo stesso tempo il rischio attraverso una ridotta esposizione lorda. I fondi Variable bias sono stati più cauti fino a settembre (esposizione netta calata dall’80% al 30%), quando hanno iniziato a ricostruire la loro l’esposizione netta. I fondi Market Neutral hanno prodotto rendimenti considerevoli, spinti dalla maggior diversificazione. Nel complesso, i fondi azionari hanno modificato adeguatamente la loro allocazione settoriale, combinando azioni ad alti dividendi con titoli ciclici selezionati per favorire i guadagni sostenuti dalle ristrutturazioni societarie e dai business-cycles di breve durata. Le Commodities e gli Emerging Markets sono stati sapientemente evitati. I titoli nipponici hanno  registrato ottimi guadagni grazie alla reflazione degli asset guidata dalla  banca centrale giapponese.

>> Anche i fondi Event Driven hanno performato bene nel 2013 e si sono ben posizionati  in questa fase del ciclo economico. Rapide svolte nei mercati e situazioni di stress finanziario, eredità causate dalla crisi, sono state ben sfruttate. I manager hanno approfittato del numero crescente di operazioni straordinarie che hanno interessato società con grande liquidità ma scarse prospettive di crescita interna. In questo contesto favorevole – economia in ripresa, grande liquidità e basso rischio di default– i fondi Event Driven hanno prosperato per buona parte dell’anno, mantenendo stabile la loro esposizione netta e lorda ( rispettivamente del 45% e 130% ca.) nonché la loro forte direzionalità.
I fondi Merger Arbitrage hanno limato l’esposizione netta, manifestando incertezza circa le valutazioni raggiunte a fine anno.

>> Considerato il contesto,  i fondi L/S Credit e Fixed Income Arbitrage hanno giocato bene le loro carte nel 2013. Con trend obbligazionari e valutari avversi e valutazioni sempre più tirate per il credito tradizionale, i fondi più virtuosi sono stati quelli che hanno cercato di replicare le caratteristiche del settore azionario, puntando su high yield e convertibles bonds. I fondi di credito europei hanno giovato di un contesto più favorevole, traendo vantaggio dal miglioramento generalizzato degli spread. Il continuo supporto della FED, che si prepara ad affrontare la fine del Quantitative Easing, ha spinto i gestori a  riesporsi sia in termini lordi che netti (esposizioni cresciute rispettivamente del 275% e del 65% a dicembre), suggerendo maggior spazio di manovra sui mercati del credito.

>> Il 2013 è stato un anno difficile per i gestori discrezionali e sistematici. Nell’attuale transizione da periodo di grande instabilità ad uno di maggiore solidità, le improvvise svolte dei mercati sono state frequenti e complicate da gestire. Inoltre, una serie di eventi inaspettati derivanti dagli squilibri provocati dalla crisi, hanno alterato gli scenari attesi a livello cross asset. Cambiamenti repentini del mercato, anomalie nelle valutazioni e correlazioni inusuali, hanno reso difficile ai gestori trend follower l’individuazione  dei trend tempestivamente. Questi ultimi hanno comunque chiuso l’anno con performance flat, limitando l’impatto negativo grazie all’esposizione azionaria. I Long Term CTAs (+4.2% quest’anno) e i Global Macro (flat nel 2013) hanno rispettivamente aumentato l’esposizione netta azionaria dall’ 1% al 5.5% e dal 10% al 50% nel corso dell’anno. Anche i fondi Global Macro hanno approfittato delle divergenze nelle politiche monetarie adottate dalle banche centrali del G3 prima della fine dell’anno, come testimonia la loro esposizione lorda su obbligazioni di breve termine, cresciuta fino al 110%.

>> Gli Hedge fund hanno attraversato con relativa calma i diversi eventi del 2013, concludendo l’anno in positivo, spinti dal rialzo azionario. Nel corso dell’anno, numerose anomalie presenti nelle valutazioni sono state corrette e il rischio sistemico è diminuito, aprendo la strada a una diversificazione più efficace e a una definizione dei prezzi maggiormente legata al rischio idiosincratico. Ci aspettiamo il 2014 come un anno di transizione da un periodo caratterizzato da grande liquidità ad uno caratterizzato da crescita sostenuta, che genererà numerose opportunità per la creazione di valore. “Uno scenario macroeconomico incoraggiante, la rinnovata attenzione per i fondamentali e il ritorno dell’alpha, potrebbero fare del 2014 l’anno ideale per gli hedge fund.” dice Jean-Marc Stenger, Chief Investment Officer for Alternative Investments, Lyxor AM.

 

Fonte: AdvisorWorld.it – Société Générale


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