HSBC annuncia che la Bce alzerà i tassi anche dopo l’estate, altri 3 aumenti fino a settembre.
Secondo gli analisti HSBC, la BCE continuerà ad alzare i tassi anche dopo l’estate, con ulteriori aumenti di 25 pb a luglio e settembre, oltre al rialzo di un quarto di punto già previsto a giugno. Ciò porterebbe il tasso di riferimento sui depositi al 4,0%. Ma nelle sue previsioni, che vanno fino alla fine del 2024, HSBC non vede ancora alcun taglio dei tassi.
Cinque motivi per cui la BCE continuerà…
– L’attività rimane straordinariamente vivace nel settore dei servizi. La compressione dei redditi si sta attenuando e la fiducia dei consumatori è ben lontana dai suoi minimi.
– Il mercato del lavoro rimane piuttosto rigido e la crescita dei salari è in costante aumento.
– La produttività è stata scarsa, il che, insieme all’aumento dei salari, implica una crescita del costo del lavoro delle imprese superiore a quella compatibile con un obiettivo di inflazione del 2%.
– I responsabili politici ritengono che ci sia “più terreno da percorrere” e alcuni vogliono alzare i tassi fino a quando non vedranno segnali di un calo “sostenuto” dell’inflazione di fondo, cosa che secondo noi non avverrà prima dell’estate.
– La politica fiscale rimane di sostegno, con la riallocazione dei fondi per le misure di sostegno all’energia a spese più generali e crediti d’imposta diffusi.
… nonostante cinque motivi di cautela
– Gli indicatori del credito mostrano che la stretta monetaria comincia a farsi sentire.
– La politica monetaria funziona con “ritardi lunghi e variabili”.
– La forte dipendenza dell’eurozona dai prestiti bancari implica un rischio maggiore di un’eccessiva stretta, in particolare quando la BCE riduce il proprio bilancio.
– I margini di profitto potrebbero non essere così inflazionistici come sembra, dato che gran parte dell’aumento degli utili unitari si è concentrato nel settore energetico.
– Un’eventuale acuta volatilità dei mercati che incidesse in modo sostanziale sulle prospettive di inflazione – come un forte aumento dei costi di finanziamento delle banche o degli spread dei titoli sovrani della periferia – potrebbe bloccare la BCE e costringerla addirittura a tagli.
Fonte: BondWorld.it
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