15 AGENDA

I market mover della settimana 01-05 agosto

Nell’area euro, il focus sarà sugli sviluppi della crisi del debito e sulla riunione BCE. I pochi dati congiunturali in calendario mostreranno un probabile calo per gli ordini all’industria tedeschi e per la produzione industriale sia in Germania che in Italia, …


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oltre a un rimbalzo per le vendite al dettaglio area euro e a un tasso di disoccupazione stabile o in lieve calo nell’Eurozona e in Italia.

La stima preliminare sul PIL italiano del 2° trimestre dovrebbe evidenziare un apprezzabile rimbalzo dopo la sostanziale stagnazione vista tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011.

Negli Stati Uniti, la settimana vede molti dati importanti in uscita, con segnali di miglioramento congiunturale. A luglio, gli indici ISM del settore manifatturiero e servizi dovrebbero aumentare, confermando la natura transitoria di gran parte del rallentamento dei mesi precedenti e le vendite di autoveicoli dovrebbero iniziare il recupero dopo il calo di maggio e giugno. La spesa in costruzioni dovrebbe aumentare modestamente a giugno. L’employment report è atteso in miglioramento dopo le indicazioni deboli di giugno, con una riaccelerazione delle dinamica occupazionale. La spesa e il reddito personale di giugno dovrebbero essere in modesto aumento, con l’inflazione core in ulteriore rialzo.

Lunedì 1 agosto

Area euro

Il tasso di disoccupazione di giugno è visto in calo di un decimo nell’area euro (a 9,8%) e stabile in Italia (a 8,1%). Il dato sull’area euro mostrerà ancora una notevole divergenza tra Paesi core (in particolare la Germania, dove il tasso dei senza-lavoro ha toccato un minimo storico a giugno) e periferici (la disoccupazione resta a due cifre in Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo, oltre che in Slovacchia). In questo quadro, la performance dell’Italia non è disprezzabile, anche se il calo del tasso di disoccupazione osservato nell’ultimo anno (il picco si è registrato a 8,7% nell’aprile del 2010) è anche dovuto a un aumento degli inattivi probabilmente indotti dall’effetto-scoraggiamento.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a luglio dovrebbe mostrare un aumento a 55,5. L’ISM non ha subito la forte correzione vista nelle indagini regionali a maggio e giugno. L’indice composito si è mantenuto su livelli inferiori ai picchi di febbraio, ma non ha indicato contrazione di attività come il Philly Fed e l’Empire. A luglio si dovrebbe vedere una ripresa della componente produzione che a giugno era rimasta ferma a 54,5 (da 54 di maggio). Anche gli ordini dovrebbero migliorare, con una spinta anche dagli ordini all’export. La componente prezzi dovrebbe registrare un ulteriore calo, più contenuto rispetto ai 17,5 punti cumulati a maggio e giugno. I dati del settore manifatturiero dovrebbero migliorare nei mesi estivi grazie alla fine degli effetti del terremoto giapponese.

La spesa in costruzioni dovrebbe aumentare a giugno di 0,2% m/m, dopo -0,6% m/m a maggio. I cantieri a giugno hanno registrato un aumento sorprendente e questo dovrebbe determinare una ripresa dell’attività nel comparto dell’edilizia residenziale. La spesa nel settore non residenziale privata è cresciuta per tre mesi consecutivi e potrebbe segnare ancora un modesto aumento.

Martedì 2 agosto

Area euro

I prezzi alla produzione potrebbero essere rimasti stabili (con qualche rischio verso l’alto) a giugno, dopo il -0,2% m/m di maggio. La variazione annua rallenterà a 5,9% da 6,2% (il massimo era stato toccato a 6,8% lo scorso marzo). Il trend di rallentamento delle pressioni a monte della catena produttiva dovrebbe continuare nei prossimi mesi.

Stati Uniti

La spesa personale a giugno è prevista in aumento modesto, +0,2% m/m in termini nominali. Il reddito personale dovrebbe registrare un incremento analogo. Il tasso di risparmio dovrebbe essere invariato al 5% come a maggio. Il deflatore dei consumi dovrebbe essere in calo di 0,2% m/m, segnalando una dinamica della spesa in termini reali positiva. Il deflatore core dovrebbe invece aumentare di 0,2% m/m e su base tendenziale l’indice core dovrebbe proseguire sul sentiero verso l’alto salendo a 1,3% a/a da 1,2% a/a di maggio.

Le vendite di autoveicoli a luglio dovrebbero tornare ad aumentare, salendo a 12 milioni di unità ann., da 11,4 milioni di giugno. Con la normalizzazione della produzione e delle scorte di auto dopo lo shock giapponese, le vendite negli Stati Uniti dovrebbero accelerare rapidamente per recuperare il terreno perduto per via della scarsità dell’offerta. Entro fine anno le vendite dovrebbero ritornare al di sopra di 13 milioni di unità, sostenendo una significativa ripresa dei consumi nel 2° semestre.

Mercoledì 3 agosto

Area euro

Ci aspettiamo un deciso recupero per le vendite al dettaglio dell’area euro a giugno, a +2% m/m dopo il -1% m/m di maggio. Nel trimestre primaverile, le vendite sarebbero in aumento solo marginale (+0,2% t/t) dopo il -0,2% t/t dei mesi invernali. In ogni caso, al di là della volatilità molto accentuata del dato su base mensile, le vendite al dettaglio non mostrano ancora un trend di significativo recupero.

Stati Uniti

L’ISM del settore non manifatturiero a luglio è previsto in aumento a 54 da 53,3 di giugno. Lo spaccato dell’indagine a giugno era relativamente debole con ordini in calo e attività circa stabile rispetto a maggio. Le condizioni di attività a luglio dovrebbero essere migliori anche per i servizi e l’aspettativa è un parziale recupero del terreno perso nei mesi scorsi, senza però aspettarsi un recupero sui picchi di febbraio (59,7).

Giovedì 4 agosto

Area euro

La riunione di agosto della BCE potrebbe risultare abbastanza interlocutoria. La BCE saluterà con soddisfazione l’accordo raggiunto dall’Eurogruppo lo scorso 21 luglio per la gestione della crisi del debito, che consente alla Banca centrale di dedicarsi all’obiettivo di stabilità dei prezzi mentre ha prevalso la linea, da tempo propugnata da Francoforte, secondo cui non rientra tra le competenze della Banca centrale (ma sarà affidato all’EFSF) il compito di acquistare titoli sul mercato secondario (sebbene in circostanze eccezionali di mercato che saranno stabilite dalla stessa BCE). Tuttavia, il perdurare del contagio della crisi a Spagna e Italia rende al momento incerta la prosecuzione del percorso “programmato” di un rialzo dei tassi ogni tre mesi con un obiettivo di refi al 2%, e non è da escludere che nel frattempo la BCE possa riattivare il programma di acquisto di titoli. Sospettiamo che, vista la situazione di incertezza, la BCE voglia al momento evitare ogni pre-commitment, pertanto difficilmente dalla riunione di agosto emergeranno segnali chiari circa la futura evoluzione della politica monetaria.

Germania. Gli ordini all’industria sono visti in calo di almeno -0,5% m/m a giugno dopo il forte balzo registrato a maggio (+1,8% m/m). Sia l’indagine IFO che la survey PMI hanno evidenziato un rallentamento delle valutazioni delle imprese sugli ordini nei mesi primaverili, che prelude a una minor brillantezza della produzione nel trimestre estivo.

Venerdì 5 agosto

Area euro

Italia. La produzione industriale potrebbe calare per il secondo mese consecutivo a giugno, stimiamo di -0,2% dopo il -0,6% m/m di maggio. L’output rallenterebbe su base annua a 1,7% da 1,8% rettificato per i giorni lavorativi e a 1,9% da 4,9% grezzo. In ogni caso, il calo di maggio e giugno non impedisce un incremento apprezzabile per il 2° trimestre (stimiamo di 1,6% t/t dopo due trimestri di calo). Tuttavia, le indagini puntano a una moderazione dell’attività economica dell’industria nel trimestre estivo.

Italia. La prima stima sul PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare un rimbalzo (stimiamo pari a 0,4% t/t) dopo la sostanziale stagnazione registrata tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. Il dato sarebbe coerente con le indicazioni sulla produzione industriale, da sempre un buon indicatore per il PIL. Il dettaglio delle componenti sarà comunicato solo il 9 settembre, ma verosimilmente la crescita sarà trainata da export e investimenti. In ogni caso, è probabile un nuovo rallentamento dell’attività economica nel trimestre in corso.

Germania. La produzione industriale è vista in lieve calo a giugno (stimiamo di un decimo) dopo il balzo di maggio (+1,2% m/m). Il trend annuo accelererebbe comunque a 8,2% da 7,6% precedente. Le indicazioni dalle indagini di clima sono ancora coerenti con una prosecuzione del trend espansivo, ma l’attività economica potrebbe via via perdere brillantezza.

Stati Uniti

L’employment report di luglio dovrebbe migliorare su diverse dimensioni rispetto all’esito deludente di giugno, segnalando che il peggioramento era stato temporaneo. I nuovi occupati non agricoli a luglio dovrebbero essere 110 mila, mentre il settore privato dovrebbe registrare un aumento pari a 150 mila. Il settore auto dovrebbe mostrare una ripresa; nei servizi la riaccelerazione dovrebbe essere diffusa, con miglioramento soprattutto nel commercio e negli occupati del settore interinale. Nel settore pubblico la correzione dovrebbe essere anche più marcata rispetto alla media recente (-31 mila da inizio 2011, -37 mila ultimi 3 mesi), per via della chiusura degli uffici pubblici in Minnesota a seguito dello stallo sul budget (i lavoratori in congedo temporaneo in Minnesota dovrebbero essere circa 20 mila). Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere stabile a 9,2%. I salari orari dovrebbero recuperare terreno dopo la stagnazione di giugno, segnando un aumento di 0,2% m/m.


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