Nell’area euro sono in calendario la seconda lettura (con il dettaglio delle componenti) dei dati di contabilità nazionale per l’Italia e l’intera area euro, nonché i dati sulla produzione industriale relativi al mese di luglio per Germania e Francia….
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Entrambi gli indicatori dovrebbero confermare che è in corso un rallentamento dell’attività economica, anche se i numeri sulla produzione industriale nei due maggiori paesi dell’area dovrebbero mostrare un parziale rimbalzo su base mensile a luglio. La settimana vede pochi dati in uscita negli Stati Uniti. La bilancia commerciale di luglio dovrebbe registrare una chiusura del deficit; l’ISM non manifatturiero di agosto dovrebbe
correggere modestamente pur restando sempre sopra 50. Il Beige Book dovrebbe segnalare rallentamento dell’attività anche ad agosto.
Lunedì 5 settembre
Area euro
– La lettura finale del PMI composito di agosto potrebbe vedere una revisione al ribasso ad almeno 50,7 da 51,1 della stima flash (e del mese precedente). La rilettura sull’indice dei servizi potrebbe risultare meno marcata che per il manifatturiero (riletto a 49 da 49,7 della stima flash, per la prima volta in territorio recessivo da quasi due anni). Il PMI composito è ormai coerente con una crescita del PIL area euro solo di poco superiore a zero.
– Le vendite al dettaglio sono viste in crescita di 0,2% m/m a luglio, in rallentamento rispetto allo 0,7% m/m di giugno. In base ai dati nazionali sinora comunicati, le vendite sono cresciute per il secondo mese consecutivo in Francia, mentre sono rimaste ferme in Germania e Spagna.
Le vendite risulterebbero in rotta per un lieve recupero nel trimestre estivo (+0,2% t/t) dopo tre trimestri di calo.
Stati Uniti
– Mercati chiusi per Labor Day.
Martedì 6 settembre
Area euro
– La lettura definitiva sulla crescita del PIL area euro nel 2° trimestre dovrebbe confermare la stima preliminare di rallentamento rispetto al trimestre precedente (0,2% t/t, 1,7% a/a), con qualche rischio di revisione al ribasso. Il dettaglio delle componenti potrebbe mostrare consumi privati stagnanti, spesa pubblica in calo (stimiamo di tre decimi) e investimenti in crescita di circa mezzo punto su base trimestrale. Il contributo dall’export netto dovrebbe risultare positivo di un paio di decimi, quello dalle scorte negativo di un decimo. Insomma la (poca) crescita continua a venire da investimenti ed export, ma pure queste due componenti potrebbero mostrare in prospettiva una minore brillantezza. Nel trimestre in corso si potrebbe assistere a un lieve rimbalzo del PIL, ma, al di là della volatilità trimestrale, gli indicatori anticipatori segnalano oramai concordemente che l’area euro è avviata verso un rallentamento congiunturale piuttosto marcato, sulla scia degli effetti della crisi sul debito e di un quadro internazionale meno brillante.
– Germania. Gli ordini all’industria sono visti in calo a luglio, stimiamo di -1,5% m/m, dopo tre mesi di eccezionali incrementi (in media superiori a 2% m/m tra aprile e giugno). Il tasso di crescita su base annua potrebbe risultare poco variato visto l’analogo calo registrato a luglio dell’anno scorso. Le indagini congiunturali segnalano un progressivo affievolimento della forza trainante dell’industria tedesca.
Stati Uniti
– L’ISM non manifatturiero ad agosto dovrebbe registrare un calo contenuto a 51,5 da 52,7 di luglio. L’attività nel settore dei servizi sembra essere in calo in base alle informazioni delle poche indagini regionali disponibili e l’ultima settimana del mese dovrebbe risentire negativamente degli effetti dell’uragano Irene. Complessivamente però nel settore del commercio l’attività sembra essere in modesta crescita, anche in linea con le indicazioni dell’ADP che segnala aumento degli occupati nel settore servizi, diffuso a imprese di tutte le dimensioni.
Mercoledì 7 settembre
Area euro
– Germania. La produzione industriale potrebbe rimbalzare a luglio, stimiamo dello 0,3% m/m.
Il recupero dunque sarebbe solo parziale dopo il calo di -1,1% m/m registrato a giugno. Su base annua l’output rallenterebbe solo parzialmente a 6,2% (minimo da un anno e mezzo) da un precedente 6,6%. Gli indici di fiducia segnalano un rallentamento dell’attività produttiva, che pure rimane meglio impostata che in altri paesi e lungi dall’essere avviata su un sentiero recessivo.
Stati Uniti
– La Fed pubblica il Beige Book. Il rapporto a fine luglio segnalava espansione in rallentamento: a settembre, alla luce dei risultati delle indagini del settore manifatturiero, si dovrebbero avere nuove indicazioni di debolezza, cui dovrebbero sommarsi segnali transitori di contrazione nelle aree della costa Nord orientale colpite da Irene. Il Beige Book potrebbe dare qualche informazione riguardo al rallentamento in atto, distinguendo fra crisi di fiducia e debolezza effettiva della domanda. Su prezzi e mercato del lavoro il quadro dovrebbe essere invariato.
Giovedì 8 settembre
Stati Uniti
– Il deficit della bilancia commerciale a luglio è previsto in chiusura a 51 miliardi di dollari da 53,1 miliardi di giugno. La previsione vede un rimbalzo atteso dell’export, dopo due mesi di contrazioni in larga misura determinati dal calo della produzione automobilistica; le importazioni nel settore auto e parti dovrebbero essere in ampia crescita, ma l’import di petrolio e di altri comparti dovrebbero essere relativamente deboli.
Venerdì 9 settembre
Area euro
– Francia. La produzione industriale è vista in crescita dello 0,5% m/m a luglio, recuperando solo
in parte il calo del mese precedente (-1,6% m/m). La serie è stata caratterizzata nei mesi recenti da un’ampia volatilità. La crescita annua, già modesta (2,3%), rallenterebbe ulteriormente a 2% a/a. La componente produzione dell’indagine PMI manifatturiero per la Francia segnala un netto rallentamento dai picchi di inizio primavera, ma per ora l’indicatore continua a segnalare espansione dell’attività.
– Italia. La lettura definitiva sulla crescita del PIL nel 2° trimestre dovrebbe confermare la stima preliminare (0,3% t/t, 0,8% a/a), con qualche rischio di revisione verso il basso. Il dettaglio delle componenti dovrebbe mostrare una ripresa per gli investimenti delle imprese a fronte di una spesa pubblica in frenata e consumi privati non molto variati rispetto ai modesti ritmi di crescita dei trimestri precedenti. Non dovrebbe essere decisivo il contributo da scorte e commercio con l’estero. In ogni caso, sulla base dei dati di produzione industriale, il PIL, dopo il rimbalzo primaverile, potrebbe essere tornato a rallentare nel trimestre estivo.
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