Nell’area euro l’attenzione sarà inizialmente su Eurogruppo e riunione inaugurale dell’ESM, in agenda lunedì 8, oltre che naturalmente su un eventuale sblocco dell’impasse in Spagna e in Grecia (possibile, ma non probabile)…….
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Il calendario dei dati macro offre i numeri sulla produzione industriale di agosto nei tre principali Paesi e nell’insieme dell’Eurozona, che ci aspettiamo tutti concordemente in calo. Nessuna sorpresa dovrebbe venire dai dati di inflazione di settembre nei principali Paesi (già anticipati dalle letture preliminari in Germania, Italia e Spagna).
Pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il PPI e i prezzi all’import di settembre dovrebbero essere in aumento, spinti dai comparti energetico e agricolo. La fiducia dei consumatori a ottobre dovrebbe mantenersi vicina ai livelli di settembre. Il deficit della bilancia commerciale ad agosto è previsto in ampliamento per via dell’incremento del prezzo del petrolio a fronte di esportazioni stagnanti. Il Beige Book dovrebbe confermare il proseguimento di una crescita dell’attività molto moderata.
Lunedì 8 ottobre
Area euro
– Germania. La produzione industriale di agosto è attesa in calo sul mese, dopo il balzo di luglio (+1,3% m/m). Stimiamo una flessione di tre decimi di punto, che si tradurrebbe in un dato poco variato su base annua (a -1,3% a/a). La produzione rimarrebbe in rotta per un recupero nel trimestre estivo dopo la stagnazione primaverile, ma il recente trend dell’indice IFO segnala che l’output si manterrà in rallentamento ancora almeno sino a fine anno.
– L’Eurogruppo dovrebbe sbloccare la tranche di aiuti al Portogallo, prendendo una decisione su una possibile modifica delle condizioni del programma. Non essendo necessario un incremento degli aiuti, il tema non dovrebbe essere controverso. In agenda di Eurogruppo ed Ecofin anche la discussione sull’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie e su possibili modifiche al Semestre europeo, oltre che la preparazione del G-20 dei Ministri delle finanze e dell’incontro annuale FMI-Banca Mondiale. Si discuterà anche di Spagna e Grecia, ma è improbabile che escano decisioni in merito. L’Eurogruppo sarà preceduto dalla riunione inaugurale del board dell’ESM.
Mercoledì 10 ottobre
Area euro
– Francia. La produzione industriale di agosto è attesa in calo di due decimi, esattamente quanto guadagnato a luglio. Su base annua l’output calerebbe a -3,8%, tornando vicina ai minimi dal 2009 toccati a maggio. La produzione è in rotta per un calo nel trimestre estivo dello stesso ordine di grandezza di quelli visti nei due quarter precedenti (-0,5% t/t).
– Italia. La produzione industriale è vista ancora in calo ad agosto, stimiamo di quattro decimi su base congiunturale. Su base annua, l’output tornerebbe a calare a -6,7% (da -4,4% precedente in termini grezzi e da -7,3% rettificato per i giorni lavorativi). Il 3° trimestre sembra impostato per una flessione della produzione di poco superiore al punto percentuale, in miglioramento rispetto al -1,7% t/t precedente. Il livello delle indagini e delle condizioni finanziarie appare coerente con una contrazione della produzione probabilmente sino a tutta la prima metà del prossimo anno.
Stati Uniti
– La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di novembre. Il rapporto dovrebbe segnalare ancora crescita molto moderata dell’attività, con una modesta ripresa nel settore manifatturiero e debolezza dell’export. Il settore dell’edilizia residenziale dovrebbe essere ancora individuato come il principale fattore positivo per la crescita. Le indicazioni su prezzi e mercato del lavoro non dovrebbero essere diverse dal passato: nessuna pressione su prezzi e salari, crescita occupazionale contenuta.
Giovedì 11 ottobre
Area euro
– Francia. L’inflazione è vista calare di un decimo ad agosto, dal 2,1% al 2% in base all’indice nazionale e dal 2,4% al 2,3% secondo l’armonizzato UE. Nel mese i prezzi dovrebbero essere calati di due decimi sull’indice nazionale e di un decimo sull’armonizzato. Su una stagionalità favorevole dovrebbe essersi innestato il calo dei prezzi dei carburanti. Per i prossimi mesi ci aspettiamo una significativa moderazione dei prezzi.
– Germania. L’inflazione di settembre dovrebbe essere confermata in rallentamento di un decimo, al 2% sull’indice nazionale e al 2,1% in base all’armonizzato. Nel mese i prezzi dovrebbero essere confermati in calo di due decimi sul nazionale e di tre sull’armonizzato.
Anche in Germania nei prossimi mesi ci aspettiamo una moderazione delle spinte inflattive.
– Spagna. La seconda lettura dell’inflazione di settembre in Spagna dovrebbe confermare la stima preliminare al 3,5%, dal 2,7% di agosto (sia per l’indice nazionale sia per quello armonizzato). Sembra essere già stato trasferito in buona parte a valle l’aumento di due punti dell’IVA. L’inflazione ha ancora spazi di salita da qui a fine anno.
Stati Uniti
– I prezzi all’import a settembre sono previsti in aumento di 0,7% m/m, come ad agosto.
L’aumento dei prezzi è trainato dal rialzo del prezzo del petrolio; ma si dovrebbe vedere un rialzo dei prezzi anche al netto del petrolio, per via dell’indebolimento del dollaro. I prezzi all’export dovrebbero registrare un nuovo ampio aumento spinto dai rialzi dei prezzi delle materie prime agricole.
– La bilancia commerciale dovrebbe registrare un ampliamento del deficit a 43,8 mld ad agosto, dopo la stabilizzazione vista a luglio (a 42 mld). Sul deficit peserà l’effetto dell’aumento del prezzo del petrolio, che dovrebbe gonfiare le importazioni nominali (+1,4% m/m). Dal lato delle esportazioni, la debolezza della domanda internazionale diffusa a Europa e Asia dovrebbe determinare una crescita modesta in termini nominali, pur in presenza di nuovi rialzi dei prezzi all’export legati al comparto agricolo.
Venerdì 12 ottobre
Area euro
– Italia. L’inflazione di agosto dovrebbe essere confermata al 3,2% sul NIC e al 3,4% sull’armonizzato; i prezzi sono rimasti stabili in base all’indice nazionale e sono risultati in forte accelerazione (del 2,1% m/m) sull’armonizzato. Nel mese, hanno mostrato aumenti superiori al previsto gli alimentari (+0,6%), i servizi ricettivi e ristorazione (+0,5%) e le spese per la casa (+0,4%), meno accentuato del previsto è stato il calo dei prezzi nel settore “tempo libero” (-0,5%), circa in linea con la stagionalità del mese i rincari nell’istruzione (1,1%); viceversa, è stata più marcata del previsto la flessione dei prezzi nei trasporti (-1,3%) che sono rimasti circa stabili anziché salire come nelle attese i prezzi di abbigliamento e servizi sanitari. Da notare che l’inflazione sui beni ad alta frequenza di acquisto (che influisce sull’inflazione percepita dai consumatori) è schizzata a 4,7%. Tuttavia, manteniamo l’idea che da qui a fine anno si possa vedere un calo di qualche decimo per l’inflazione.
– La produzione industriale nell’area euro dovrebbe tornare a calare ad agosto, stimiamo di tre decimi, dopo l’incremento di mezzo punto registrato a luglio. Ciò si dovrebbe tradurre in una contrazione del 4% sull’anno, dopo il -2,7% di luglio; si tratterebbe di un minimo dal 2009. In ogni caso, l’output è in rotta per una stabilizzazione nel 3° trimestre dell’anno, dopo il calo dei tre trimestri precedenti.
Stati Uniti
– Il PPI a settembre è previsto in aumento di 0,8% m/m. I prezzi saranno spinti dall’aumento del prezzo della benzina e dai prezzi degli alimentari gonfiati dai rialzi nel comparto delle materie prime agricole. L’indice core dovrebbe proseguire sul sentiero di rialzi dello 0,2% m/m.
– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (prel.) dovrebbe correggere modestamente a 77,8 da 78,3 della lettura finale di settembre. Una modesta correzione del mercato azionario insieme ai rialzi della benzina visti a fine settembre, e a un mercato del lavoro sempre debole dovrebbero stabilizzare la fiducia vicino ai livelli della primavera.
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