Nell’area euro, il perdurare dell’incertezza dovrebbe aver depresso ulteriormente il morale di imprese e consumatori nell’area euro. Vediamo lo ZEW particolarmente sensibile all’andamento dei mercati a -49 (-43,3), l’IFO dovrebbe scivolare a 106,3 da un precedente 107,5. L’indice sintetico elaborato dall’INSEE è visto a 98, da un precedente 99. La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Le prime indagini di settore per ottobre dovrebbero confermare il trend di ….
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miglioramento dai minimi di agosto. Per settembre, la produzione industriale dovrebbe essere in aumento moderato; cantieri, licenze e vendite di case esistenti dovrebbero dare qualche modesto segno di miglioramento. Per quanto riguarda i prezzi, a settembre, il CPI dovrebbe essere ancora in aumento relativamente sostenuto, con l’inflazione core al di sopra del 2% a/a per la prima volta da novembre 2008. Il PPI dovrebbe registrare un aumento sostenuto per l’indice headline e in linea con il trend di +0,2% m/m per il core.
Lunedì 17 ottobre
Stati Uniti
– L’indice Empire della NY Fed dovrebbe registrare un nuovo miglioramento salendo a -1 a ottobre, da -8,8 di settembre. Il differenziale fra l’Empire e l’ISM si è aperto in misura non giustificata dalla relazione storica. Il mese scorso l’Empire era addirittura peggiorato ancora da agosto, in controtendenza rispetto a tutte le altre indagini, che segnalano miglioramento rispetto alla caduta di agosto. I dati del 2° semestre dovrebbero essere migliori rispetto a quanto registrato nella prima metà dell’anno.
– La produzione industriale a settembre è prevista in aumento di 0,3% m/m. Sulla base dell’aumento delle ore lavorate nel manifatturiero, la produzione nel settore dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m, mentre le utilities dovrebbero registrare un’accelerazione legata al clima.
Martedì 18 ottobre
Area euro
– L’indice ZEW risentirà ancora della volatilità sui mercati finanziari a ottobre e del permanere dell’incertezza su di una soluzione istituzionale in tempi brevi alla crisi. L’indice sulle attese è visto in calo a -49 da un precedente -43,3, ben al di sotto della media di lungo termine, ma ancora al di sopra del minimo (-63,3) toccato nel post-Lehman. L’indice sulle condizioni correnti dovrebbe calare a 35 da 43,6, ma ancora ben al di sopra della media di lungo termine.
– Le immatricolazioni auto di settembre offriranno indicazioni sull’andamento del consumo di durevoli a fine estate, ci aspettiamo una crescita intorno all’1,0% m/m dopo il 7,7% m/m di agosto. I dati sulle vendite al dettaglio e immatricolazioni auto di luglio e agosto sono coerenti con un recupero dei consumi nell’area euro di 0,2% -0,3% nei mesi estivi dopo il calo.
Stati Uniti
– Il PPI a settembre dovrebbe aumentare di 0,4% m/m (dopo una variazione nulla ad agosto), spinti dai prezzi energetici elevati della prima parte del mese. L’indice core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m, dopo +0,1% m/m ad agosto. La ripresa dei prezzi delle auto dovrebbe sostenere l’indice dopo il calo di -0,4% m/m visto ad agosto nel settore.
Mercoledì 19 ottobre
Stati Uniti
– Il CPI a settembre è previsto in aumento di 0,4% m/m (3,9% a/a). Sull’indice headline dovrebbe pesare un contributo positivo della benzina: la correzione dei prezzi registrata nel mese è inferiore a quanto incluso nella correzione stagionale. L’indice core dovrebbe segnare un incremento di 0,2% m/m in linea con il trend degli ultimi mesi, spinto ancora dall’aumento del comparto abitazione (affitti e affitti figurativi), dalle auto e dall’abbigliamento. Anche l’istruzione potrebbe riaccelerare, dopo lo 0,3% m/m di agosto. Il CPI core registrerebbe così una variazione di 2,1% a/a, da 2% a/a di agosto.
– I cantieri a settembre sono attesi in crescita a 585 mila unità ann., da 571 mila di agosto. L’employment report ha mostrato un incremento di occupati nel settore costruzioni di 26 mila unità; l’attività di costruzione dovrebbe essere concentrata nel settore multi-familiare alla luce delle pressioni verso l’alto che si stanno registrando sugli affitti. Le licenze dovrebbero scendere modestamente a settembre, a 615 mila da 625 mila di agosto, per chiudere gradualmente il differenziale con i cantieri. L’indagine di fiducia dei costruttori nel mese di settembre aveva registrato un calo a 14 da 15 di agosto, con indicazioni di peggioramento sia per le vendite correnti che per quelle future.
– La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per il FOMC di inizio novembre. Il rapporto dovrebbe segnalare crescita moderata dell’attività, ancora non omogenea fra aree, ma con qualche spunto in più rispetto a quanto visto il mese precedente, alla luce del miglioramento delle indagini. Non dovrebbero esserci novità significative su mercato del lavoro e prezzi, aprendo la strada per ulteriore disponibilità da parte del FOMC a sostenere la crescita.
Giovedì 20 ottobre
Area euro
– La fiducia dei consumatori è vista in calo a -21 da un precedente -19,1, depressa dal perdurare del flusso di notizie poco rassicuranti sul quadro macro di riferimento. Il protrarsi della crisi potrebbe indurre le famigli e posticipare i piani di spesa.
– Germania. Ci aspettiamo un lieve rialzo della dinamica dei prezzi alla produzione a ottobre a 5,6% a/a, da un precedente 5,5% a/a, per effetto di pressioni residuali sull’energia. Nei prossimi mesi, la dinamica dei prezzi alla produzione è attesa rallentare, anche se non si escludono tensioni nei prezzi dei beni energetici e alimentari che maggiormente risentono dell’andamento delle commodity.
Stati Uniti
– L’indice della Philadelphia Fed a ottobre dovrebbe risalire a -7, da -17,5 di settembre. La relazione fra Philly Fed e ISM implicherebbe un valore positivo per l’indice regionale e riteniamo che nei prossimi mesi il differenziale fra i due indici si riavvicini alla normalità, con indicazioni di ripresa moderata della crescita.
– Le vendite di case esistenti a settembre sono previste in calo a 5 milioni di unità ann., da 5,03 milioni di agosto. Negli ultimi mesi i contratti di compravendita sono rimasti circa stabili e il mese scorso le vendite nel comparto sono aumentate a sorpresa di +7,7% m/m, rendendo probabile una modesta correzione a settembre. Il recente calo dei tassi sui mutui potrebbe contribuire a sostenere in misura contenuta ma positiva il mercato immobiliare.
Venerdì 21 ottobre
Area euro
– Germania. Ci aspettiamo che l’indice IFO sia calato a 106,3 in ottobre da un precedente 107,5. L’indice rimarrebbe comunque al di sopra della media di lungo termine (100,6). L’indice sulla situazione corrente è visto a 116,5, da un precedente 117,9 (media di lungo termine: 123,3). Ci aspettiamo un’ulteriore correzione delle attese a 3/6 mesi a 96,8, da un precedente 98,0 dato il peggioramento delle condizioni di domanda e dell’aumento dell’incertezza. Il PMI globale a settembre segnalava un rallentamento dell’attività manifatturiera rispetto all’inizio dell’estate. L’IFO rimane su livelli coerenti con un’espansione dell’economia tedesca ad inizio autunno anche su ritmi meno sostenuti (0,3% t/t) di quelli stimati per i mesi estivi (0,6% t/t).
– Francia. L’indice sintetico elaborato dall’INSEE è atteso in calo a 98 da un precedente 99. In particolare ci aspettiamo una revisione delle attese a fronte del calo di domanda e aumento delle scorte già segnalato dall’indagine di settembre. Ci aspettiamo una stagnazione dell’economia francese a fine anno.
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