15 AGENDA

I market mover della settimana 11 – 15 giugno 2012

Nell’area euro, il focus rimarrà sugli sviluppi della crisi del debito con particolare riferimento alla Spagna. I pochi dati congiunturali in calendario per l’Eurozona mostreranno un deciso calo per la produzione industriale ad aprile, una conferma del contenimento delle spinte inflazionistiche a maggio e un’accentuazione del trend al ribasso per l’occupazione nel 1° trimestre…..


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La seconda lettura dei dati sul PIL italiano confermerà l’ampia contrazione della domanda domestica.

La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti, generalmente all’insegna di un rallentamento della crescita. CPI e PPI a maggio dovrebbero essere in calo, spinti verso il basso dalla correzione dei prezzi energetici, mentre gli indici core dovrebbero proseguire sul trend di variazioni mensili di 0,2% m/m. Sempre a maggio, le vendite al dettaglio dovrebbero contrarsi per via dei prezzi della benzina e delle vendite di auto; anche la produzione industriale è attesa in calo. I primi dati di giugno non dovrebbero modificare il quadro, con una correzione attesa sia per la fiducia dei consumatori, sia per l’indagine Empire.

Lunedì 11 giugno

Area euro

Francia. La produzione industriale di aprile è vista in debole rialzo, dopo la contrazione sperimentata a marzo. La variazione mensile potrebbe essere pari allo 0,2%, dal -0,9% del mese precedente, che porterebbe a una crescita nulla sia su base tendenziale sia trimestrale. Al di là del possibile limitato rimbalzo di aprile, gli indici di fiducia stanno dando indicazione per il proseguimento della debolezza dell’attività produttiva in Francia nei prossimi mesi.

Italia. La seconda lettura del dato sul PIL del 1° trimestre dovrebbe confermare il calo di -0,8% t/t (dopo il -0,7% del 4° trimestre 2011) e -1,3% a/a. Il dettaglio dovrebbe evidenziare che la flessione è diffusa a tutte le componenti domestiche. Gli investimenti dovrebbero essere i più colpiti, con un calo di circa due punti percentuali e mezzo. Per i consumi si prospetta una flessione circa in linea con quella visita a fine 2011 (-0,7%). Gli scambi con l’estero sono l’unica componente che dovrebbe aver dato un contributo positivo al PIL (stimiamo di circa mezzo punto percentuale).

Martedì12 giugno

Stati Uniti

I prezzi all’import a maggio dovrebbero calare di -1% m/m, segnando il secondo calo consecutivo spinto verso il basso dall’ampia correzione dei prezzi energetici e dall’apprezzamento del dollaro. Su base tendenziale, i prezzi dovrebbero essere in calo di -0,6% a/a, il primo dato negativo dall’autunno 2009.

Mercoledì 13 giugno

Area euro

Francia. L’inflazione a maggio è prevista in lieve discesa al 2% rispetto al 2,1% di aprile. Sul mese, l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe registrare un calo dello 0,05%, che seguirebbe il rialzo dello 0,1% di aprile. Il rallentamento dell’inflazione potrebbe essere guidato dal ridimensionamento della componente energia, che dovrebbe proseguire la moderazione seguita ai forti rialzi di inizio anno. Le previsioni sono per un ritmo più lento dell’inflazione nei mesi estivi, salvo poi osservare un lieve incremento nella parte conclusiva dell’anno, in seguito agli effetti attesi dell’incremento dell’IVA. L’indice dei prezzi armonizzati dovrebbe essere invariato sul mese, mentre l’inflazione armonizzata dovrebbe attestarsi al 2,3%.

La produzione industriale nell’area euro è vista in calo di almeno l’1% m/m ad aprile, dopo il – 0,3% m/m precedente. La variazione annua scenderà in territorio ancor più negativo, a -2,5% a/a. Ancora una volta il dato area euro è stato frenato da Italia (-1,9% m/m) e Spagna (-0,7% m/m), ma anche, soprattutto, dalla Germania (-2% m/m). Da notare la volatilità in Portogallo (- 6,5% m/m ad aprile dopo il +3,2% di marzo).

Stati Uniti

Il PPI a maggio è previsto in calo di -1% m/m, sulla scia della correzione dei prezzi energetici. Le indicazioni dell’indice prezzi dell’ISM e dei prezzi del petrolio e degli alimentari sono chiare e puntano a un’accelerazione del trend discendente dei prezzi alla produzione. Il core dovrebbe proseguire sul trend di aumenti di 0,2% m/m visto negli ultimi 6 mesi.

Le vendite al dettaglio a maggio sono attese in calo di -0,3% m/m, sulla base di un ampio effetto prezzo negativo unito a debolezza nel settore auto. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in calo di -0,1% m/m. L’aggregato al netto di auto, benzina e materiali da costruzione dovrebbe essere in aumento di 0,3% m/m. Le auto hanno registrato un calo delle vendite nel mese e dovrebbero determinare la prima correzione per la componente autoveicoli delle vendite al dettaglio da gennaio. La benzina ha segnato un nuovo ampio calo a maggio e contribuire al calo dell’aggregato totale. Invece si dovrebbero avere indicazioni positive dall’abbigliamento dopo due mesi negativi. Le vendite settimanali hanno dato indicazioni miste. I dati relativi al 2° trimestre danno supporto alla previsione di rallentamento della dinamica dei consumi verso ritmi appena superiori al 2% t/t ann., rispetto a un 1° trimestre particolarmente sostenuto (+2,7% t/t ann.).

Giovedì 14 giugno

Area euro

La seconda lettura dei dati sui prezzi al consumo di maggio dovrebbe confermare la stima preliminare a 2,4% a/a (da 2,6% a/a precedente). Il dato è coerente con prezzi in calo di un decimo nel mese. Il CPI core potrebbe risultare in lieve calo a 1,5% a/a. La recente flessione dei prezzi delle materie prime ha ridotto decisamente i rischi inflattivi. Il CPI potrebbe restare all’incirca invariato nei prossimi mesi per scendere sensibilmente solo a fine 2012 o più probabilmente inizio 2013.

Stati Uniti

Il CPI a maggio dovrebbe calare di -0,2% m/m, segnando la prima variazione mensile negativa da maggio 2010; l’indice core dovrebbe mantenersi sul trend recente di aumenti di +0,2% m/m. Il calo dell’indice headline dovrebbe essere determinato dall’ampia correzione dei prezzi dell’energia, guidata dalla benzina. La dinamica tendenziale dell’indice headline dovrebbe proseguire sul trend di correzione iniziato in autunno, scendendo al di sotto del 2% a/a per la prima volta da febbraio 2011. Per l’indice core la variazione tendenziale dovrebbe calare a 2,2% a/a da 2,3% a/a, tornando sui livelli di febbraio. La dinamica del core risente del trend verso l’alto degli affitti e di una variazione media degli affitti figurativi intorno a 0,2% m/m ormai da circa un anno. Nella seconda metà dell’anno prevediamo un graduale rientro dell’inflazione core al di sotto del 2% a/a.

Venerdì 15 giugno

Area euro

L’occupazione potrebbe essersi contratta di almeno tre decimi nel 1° trimestre, dopo il calo didue decimi registrato negli ultimi tre mesi del 2011. Anche su base annua si dovrebbe registrare una flessione di -0,3% (da -0,2% a/a precedente). A pesare è soprattutto l’andamento dell’occupazione nei Paesi periferici. La componente occupazione dell’indagine PMI non depone a favore di una ripresa dell’occupazione nei prossimi trimestri.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a giugno dovrebbe calare a 14,2 da 17,1 di maggio. L’indagine a maggio era stata positiva, con aumento di ordini, consegne, ordini inevasi e occupazione. Il calo dell’ISM di maggio e la debolezza diffusa ad altre indagini del settore manifatturiero puntano a una correzione dell’indice complessivo verso la media degli ultimi 6 mesi. L’indagine dovrebbe comunque continuare a segnalare espansione del settore.

La produzione industriale a maggio è prevista in calo di -0,1% m/m. Le ore lavorate nel manifatturiero sono scese di -0,4% m/m a maggio e i produttori di auto segnalano un calo dell’attività nel settore dopo molti mesi di ampi aumenti. Le utilities dovrebbero contribuire positivamente alla produzione complessiva per via del clima insolitamente mite. La componente produzione dell’ISM è calata a maggio, dopo un forte rialzo ad aprile, e anche altre indagini segnalano rallentamento dell’attività nel manifatturiero dopo molti mesi di espansione robusta. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe calare marginalmente a 79,1% da 679,2% del mese di aprile.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (preliminare) dovrebbe calare a 78 da 79,3 della rilevazione finale di maggio. A maggio l’indagine aveva registrato un aumento di quasi 3 punti, a 79,3, sulla scia soprattutto del calo del prezzo della benzina. Invece l’indagine del Conference Board a maggio è calata ampiamente (a 64,9 da 68,7). Il peggioramento di molti indicatori, inclusi quelli del mercato del lavoro, punta a una correzione della fiducia anche per l’Univ. Of Michigan verso livelli più vicini a quelli dei mesi precedenti maggio.


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