15 AGENDA

I market mover della settimana 12 – 16 marzo 2012

Nell’area euro lo ZEW dovrebbe confermare il recupero di fiducia legato a condizioni di mercato più distese. I dettagli del PIL italiano a fine 2011 mostreranno un calo della domanda interna e delle esportazioni dietro la contrazione di 0,7% t/t dell’economia. L’inflazione francese è attesa salire al 2,7% a/a sulla misura nazionale e al 2,9% a/a sulla misura armonizzata. L’inflazione europea dovrebbe essere confermata al 2,7%. La produzione industriale è attesa rimanere debole a gennaio. ……


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La settimana è densa di dati e di eventi negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe mantenere aperte le opzioni di ulteriore stimolo, sottolineando la fragilità della ripresa e i rischi sulla crescita. I dati di febbraio dovrebbero essere positivi, con vendite al dettaglio e produzione in aumento. I dati di inflazione di febbraio vedranno aumenti spinti dalle materie prime, ma incorporeranno solo una parte dei rialzi recenti del prezzo del petrolio: il trend proseguirà con i dati di marzo. Le prime indagini del settore manifatturiero di marzo dovrebbero segnalare ancora espansione.


Lunedì 12 marzo
Area euro

– Italia. La seconda lettura del dato sul PIL del 4° trimestre dovrebbe confermare il -0,7% t/t preliminare (con qualche rischio di revisione verso il basso) e -0,5% a/a. Il dettaglio dovrebbe evidenziare che tutte le principali componenti hanno contribuito negativamente nel trimestre. La flessione più marcata dovrebbe risultare quella degli investimenti. La contrazione del PIL dovrebbe continuare almeno per tutta la prima metà del 2012.
– Area euro. Grazie al successo del concambio, la riunione dell’Eurogruppo dovrebbe sbloccare una tranche di 5 miliardi di euro relativa al primo programma per la Grecia, oltre a dare il via libera definitivo al secondo programma di aiuti al Paese, definendone anche dimensione e condizioni.


Martedì 13 marzo
Area euro

– Francia. A febbraio, i prezzi al consumo dovrebbero essere saliti di 0,8% m/m. I prezzi dovrebbero essere sostenuti dall’aumento dell’IVA, intervenuto tra gennaio e febbraio, dall’andamento del prezzo dell’energia, che contribuisce ancora positivamente all’inflazione sebbene a un ritmo più moderato grazie anche alla dinamica del cambio, e in ultimo dalla fine dell’effetto stagionale che ha determinato una lettura dell’inflazione per il primo mese dell’anno inferiore alle attese (stagione dei saldi che ha compresso i prezzi del vestiario).
L’inflazione è attesa, quindi, accelerare al 2,7% dal 2,3% di gennaio, sulla misura nazionale e al 2,9% da un precedente 2,6% sulla misura armonizzata. Febbraio dovrebbe rappresentare il picco per l’inflazione; le previsioni, per il resto dell’anno, sono per una moderazione della crescita dei prezzi.
– Spagna. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione spagnola al 2,0% a/a invariata rispetto a gennaio sia sulla misura nazionale sia su quella armonizzata. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,1% m/m, su pressioni dalla componente energia. L’inflazione core è vista stabile all’1,2% a/a.
– Italia. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione italiana al 3,3% e al 3,4% sulla
misura armonizzata. Febbraio dovrebbe rappresentare il picco per la dinamica inflazionistica.
L’inflazione core dovrebbe rimanere stabile al 3,0%.
– Germania. L’indice ZEW dovrebbe confermare a marzo il recupero di fiducia degli ultimi due mesi, legato al miglioramento delle condizioni di mercato. Tuttavia, questo mese vediamo un aumento dell’indice sulle attese di soli 6 punti a +11,4, dopo il balzo (+27 punti) di più di mezza deviazione standard registrato a febbraio. Lo ZEW e l’IFO rimangono su livelli coerenti con un recupero di attività economica in Germania nei primi mesi di quest’anno.

Stati Uniti
– Le vendite al dettaglio di febbraio dovrebbero segnare una crescita sostenuta, con una variazione dell’1,2% m/m, spinta dalle auto e dal prezzo della benzina. A febbraio le vendite di auto hanno toccato un massimo da 4 anni, con un aumento del 6,4% m/m; anche se una parte della variazione sarà da attribuire alle imprese, le vendite nominali alle famiglie dovrebbero essere in crescita di circa il 2% m/m. Il prezzo della benzina dovrebbe registrare un incremento sostenuto (+2,5% m/m). I dati al netto di auto e benzina dovrebbero mostrare una variazione solida, vicina allo 0,6% m/m. I consumi restano su un sentiero positivo, in linea con la previsione di una dinamica compresa fra 2 e 2,5% nel 2012.

– La riunione del FOMC dovrebbe essere interlocutoria. Il comunicato dovrebbe mantenere aperte tutte le opzioni, sottolineando che, nonostante dati migliori del previsto, la ripresa rimane fragile e il mercato del lavoro è molto lontano dalla “normalità”. Sui prezzi verrà sottolineato che il recente aumento nel comparto energetico avrà effetti transitori
sull’inflazione headline, ed eserciterà un freno sulla crescita riducendo il potere d’acquisto delle famiglie. Per quanto riguarda la strategia di politica monetaria, oltre all’indicazione di tassi fermi fino a gran parte del 2014, si segnalerà che il FOMC è pronto a usare “tutti gli strumenti disponibili” per soddisfare il doppio mandato su piena occupazione e stabilità dei prezzi. Fra gli “strumenti” ci potrebbe essere la via per adottare nuovo stimolo senza aumentare la dimensione del bilancio e quindi i rischi inflazionistici paventati da alcuni critici, interni ed esterni alla Fed. Il FOMC nei prossimi mesi potrebbe considerare un nuovo programma di acquisto titoli sterilizzandone gli effetti sul proprio bilancio. Gli acquisti riguarderebbero titoli a lungo termine, probabilmente in gran parte MBS, con lo scopo di revitalizzare il mercato dei mutui e ridurre gli effetti negativi dell’ampio flusso atteso di nuovi pignoramenti conseguente all’accordo siglato a febbraio con le banche. La novità consisterebbe nella sterilizzazione attraverso l’emissione di certificati di deposito a breve termine. Al momento sembra probabile che un eventuale nuovo programma di acquisti venga introdotto in occasione di una riunione di due giorni, con conferenza stampa. Pertanto la riunione della prossima settimana potrebbe dare qualche segnale di apertura in tal senso, aspettando aprile ma più probabilmente giugno per un’eventuale attuazione di nuovo stimolo. Anche con un’ipotesi di sterilizzazione ci sarebbero dissensi all’interno del FOMC di fronte a nuovo stimolo, ma questo non sarebbe sufficiente a bloccare la volontà della maggioranza coagulata intorno a Bernanke.

Giappone
– La riunione della BoJ non dovrebbe introdurre novità rilevanti, dopo l’ampio aumento del programma di acquisto titoli annunciato a febbraio (+10 tln di yen di JGB), portato a 60 tln da 50 tln di yen. La Banca centrale potrebbe però estendere i prestiti a breve inclusi nel pacchetto di un anno, da fine marzo 2012 a fine marzo 2013. Il comunicato ribadirà che la Banca centrale intende attuare ulteriore stimolo monetario per raggiungere l’obiettivo esplicito di inflazione all’1%.


Mercoledì 14 marzo
Area euro

– La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione area euro al 2,7% a/a a febbraio. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,5% m/m su pressioni dal prezzo dell’energia. I prezzi core dovrebbero avanzare di 0,4% m/m per un’inflazione core in salita all’1,6% a/a da un precedente 1,5% a/a. Le pressioni dall’energia manterranno l’inflazione sopra il 2% fino all’estate. In media nel 2012-13, l’inflazione europea si aggirerà al 2,2-2,3%.
– La produzione industriale è attesa stabile a gennaio dopo il calo di 1,2% m/m registrato a dicembre. Se confermato il dato lascerebbe la dinamica trimestrale in calo di 0,9% t/t per effetto della debole uscita dal 2011. Non escludiamo che i dati di febbraio possano mostrare una rinnovata debolezza per effetto del clima eccezionalmente rigido in tutta Europa.

Stati Uniti
– I prezzi all’import sono previsti in aumento di 0,5% m/m, sostenuti da incrementi moderati dei prezzi delle materie prime. Il periodo di rilevazione dell’indagine è nella prima parte del mese, pertanto solo una parte del rialzo del prezzo del petrolio dovrebbe essere rilevato a febbraio.
– L’indice Empire della NY Fed a marzo dovrebbe essere in modesto calo a 18 da 19,53 di febbraio, dopo 5 aumenti consecutivi. L’ISM ha visto una correzione a febbraio e il recente rialzo del prezzo del petrolio potrebbe pesare negativamente sul settore manifatturiero. Gli indici di prezzi pagati e ricevuti dovrebbero aumentare ulteriormente.


Giovedì 15 marzo
Area euro

– L’occupazione nell’area euro dovrebbe essere rimasta circa stabile a fine 2011 o calata di un decimo. E’ possibile che il trend di espulsione della forza lavoro acceleri nei prossimi mesi dato l’usuale ritardo rispetto al ciclo. In media, nel 2012 ci aspettiamo un calo degli occupati di 0,3%, ma i rischi sono verso il basso.

Stati Uniti
– Il PPI a febbraio è previsto in aumento di 0,5% m/m, dopo due mesi consecutivi di correzioni. Energia e alimentari dovrebbero vedere rincari sostenuti. L’indice core dovrebbe crescere di 0,2% m/m, con una modesta ripresa dei prezzi delle auto che erano calati a gennaio.
– L’indice della Philadelphia Fed a marzo dovrebbe registrare un modesto incremento a 11,5 da 10,5 di febbraio. L’indagine è rimasta indietro rispetto ai rialzi delle altre indagini del settore e dovrebbe recuperare una parte del differenziale aperto con l’ISM. La correzione dell’indagine nazionale a febbraio segnala una stabilizzazione del ritmo di crescita del manifatturiero, su cui peserà anche il rialzo dei prezzi del petrolio.


Venerdì 16 marzo
Stati Uniti

– Il CPI a febbraio dovrebbe aumentare dello 0,5% m/m, spinto da prezzi energetici. La benzina è aumentata del 6% nel mese, e la variazione sarà rafforzata dai fattori di correzione stagionale. La moderazione dei prezzi dell’elettricità e del gas limiteranno solo in modo marginale l’ampio contributo dell’energia all’aumento dell’indice headline. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, con il trend verso l’alto dei prezzi dell’abitazione (soprattutto affitti) e un probabile rimbalzo dei prezzi delle auto.
– La produzione industriale a febbraio è prevista in aumento di 0,4% m/m. La componente produzione delle indagini del settore manifatturiero di febbraio rimane elevata (55,3 per l’ISM) e segnala il proseguimento della crescita a ritmi sostenuti (produzione nel settore manifatturiero in aumento di 0,7% m/m a gennaio). Anche a febbraio il contributo delle utilities e dell’estrattivo dovrebbe essere negativo, per via del clima ancora particolarmente mite.
– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (preliminare) dovrebbe confermare i livelli visti con il dato finale di febbraio, salendo a 75,5 da 75,3 di febbraio. Sia le condizioni correnti sia le aspettative dovrebbero confermare la ripresa della fiducia vista da gennaio, rispetto ai livelli della seconda metà del 2011. Il recente rialzo del prezzo della benzina dovrebbe frenare ulteriori aumenti, anche se la ripresa del mercato azionario e il miglioramento del mercato del lavoro dovrebbero restare favorevoli. Le aspettative di inflazione a 1 anno dovrebbero aumentare dal 3,3% di fine febbraio, alla luce del rialzo del prezzo della benzina.


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