15 AGENDA

I Market mover della settimana : 12 – 16 novembre 2012

Nell’area euro sono in calendario i dati preliminari sul PIL del 3° trimestre. L’attività economica nell’Eurozona dovrebbe essere calata di appena un decimo, in linea con la media dell’ultimo anno e in coerenza con il mantenimento di un sentiero di recessione “lieve”…….


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L’unico tra i principali Paesi con un PIL in crescita sarà la Germania, mentre l’attività economica è vista invariata in Francia e ancora in calo in Spagna e Italia (in quest’ultimo caso tuttavia il ritmo di contrazione sarà inferiore rispetto a quello visto nella prima metà dell’anno). In ogni caso, in tutti i principali Paesi e nell’area euro nel suo insieme una accentuazione del rallentamento dell’attività economica appare solo rimandata al trimestre in corso. Per quanto riguarda gli altri dati in agenda, l’indagine ZEW di novembre potrebbe continuare nel recente trend di minor pessimismo sulle aspettative a fronte di un peggioramento della condizione corrente, la produzione industriale area euro confermerà il crollo visto in tutti i principali Paesi a settembre e l’inflazione di ottobre dovrebbe essere confermata in calo di un decimo al 2,5%.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di novembre inizieranno a incorporare gli effetti dell’uragano Sandy e dovrebbero essere in calo. A ottobre, le vendite al dettaglio dovrebbero essere in calo per la prima volta da tre mesi, la produzione industriale dovrebbe essere in contrazione. Il CPI e il PPI di ottobre dovrebbero mostrare aumenti molto contenuti sia per gli indici headline sia per quelli core. I verbali della riunione del FOMC di ottobre dovrebbero dare segnali di apertura per espandere QE3 quando termina l’Operation Twist e segnalare dibattito su cambiamenti della comunicazione.

Martedì 13 novembre

Area euro

Germania. L’indagine ZEW potrebbe mostrare aspettative a sei mesi sull’economia tedesca poco variate a novembre (-11 da -11,5 di ottobre), a fronte di un ulteriore peggioramento della valutazione sulla situazione corrente (a 7,5 da 10 precedente). L’economia tedesca comincia a risentire in misura tangibile del rallentamento nei Paesi periferici.

Mercoledì 14 novembre

Area euro

La produzione industriale è attesa in calo di ben il 2% m/m a settembre, dato l’andamento disastroso in quasi tutti i Paesi dell’area (Germania -2,1%, Francia -2,7%, Italia -1,5%, Spagna +2,8%; da notare anche il -12% m/m del Portogallo e il -12,6% dell’Irlanda). La produzione dovrebbe essere in crescita comunque dello 0,4% t/t nei mesi estivi (primo trimestre di crescita da un anno), dati i forti incrementi di luglio e agosto, ma la flessione è solo rimandata alla fine dell’anno.

Francia. I prezzi al consumo sono attesi stabili sul mese a ottobre, per un’inflazione annua in calo di tre decimi all’1,6% sull’indice nazionale e di quattro decimi all’1,8% in base all’armonizzato. I rischi sulla previsione sono verso il basso. Come nel resto dell’area euro, nel mese le pressioni al ribasso sono arrivate dall’energia, a fronte di rincari stagionali in altri comparti.

Stati Uniti

Il PPI a ottobre è previsto in aumento di 0,2% m/m; l’indice core dovrebbe registrare una variazione nulla. L’indice headline basato su rilevazioni nella prima parte del mese registrerà solo la stabilizzazione vista nelle prime due settimane del mese: i dati di novembre invece incorporeranno la correzione di circa il 6% vista dal 18/10 alla prima settimana di novembre. Sull’indice core si dovrebbe sentire una modesta pressione verso il basso da parte dei prezzi delle auto.

Le vendite al dettaglio a ottobre dovrebbero segnare una battuta d’arresto dopo tre mesi di aumenti sostenuti (+1% m/m in media). La variazione per le vendite totali dovrebbe essere – 0,2% m/m (il primo calo mensile da giugno); al netto delle auto, le vendite sono attese in aumento di 0,3% m/m (dopo +1,1% m/m di settembre). Le vendite totali risentiranno come effetto principale del calo nel settore auto (vendite dai concessionari a 14,2 mln da 14,9 mln di settembre). I dati al netto delle auto saranno influenzati dagli effetti dell’uragano Sandy: il comparto degli alimentari, dei medicinali e del materiale per la casa sarà gonfiato dall’approvvigionamento pre-uragano, mentre negli altri comparti le vendite risentiranno pesantemente della chiusura dell’attività per diversi giorni. Anche i dati di novembre saranno influenzati dall’uragano.

I verbali della riunione del FOMC di ottobre probabilmente mostreranno un ampio dibattito sulla comunicazione e sull’espansione del programma QE3. Sulla base dei discorsi recenti, appare chiaro che si sta discutendo attivamente sul tema di condizionare lo stimolo a variabili macroeconomiche (disoccupazione) piuttosto di ancorare la guida a date di calendario. Tuttavia per ora non sembra esserci ancora un consenso e riteniamo che sia i verbali, sia la riunione di dicembre segnalino la volontà di analizzare ancora il tema, ma anche la necessità di prendere ancora tempo. Sul fronte del QE3 potrebbe emergere qualche informazione su quello che il FOMC intende fare a dicembre, quando finirà l’Operation Twist (OT): a nostro avviso, gli acquisti sul tratto lungo della curva dei Treasuries attuati con OT verranno mantenuti, ma finanziati con espansione del bilancio della Fed.

Giovedì 15 novembre

Area euro

Il PIL area euro dovrebbe essere calato di appena un decimo in estate, dopo il -0,2% t/t del 2° trimestre. Il dato è in linea con la media dell’ultimo anno e mantiene l’Eurozona nel suo insieme su un sentiero di recessione “lieve”. Il rischio però è che si possa vedere un calo più marcato negli ultimi tre mesi dell’anno. Il PIL su base annua è visto scendere a -0,6% a/a nel trimestre estivo. L’unico tra i principali Paesi con un PIL in crescita sarà la Germania (stimiamo uno 0,2% dopo lo 0,3% dei mesi estivi, per un rallentamento di due decimi allo 0,8% su base annua); tuttavia anche per la maggiore economia dell’area si potrebbe poi vedere una flessione nel trimestre in corso. In Francia, il PIL è atteso stabile nei mesi estivi come nei tre trimestri precedenti, vista la tenuta sia dei consumi che della produzione industriale; anche su base annua il PIL è visto invariato (dallo 0,3% precedente). In Spagna, il PIL dovrebbe confermare la lettura preliminare a -0,3% t/t, -1,6% a/a. In Italia, l’attività economica dovrebbe essere calata a un ritmo inferiore rispetto al -0,8% t/t visto nella prima metà dell’anno; stimiamo un -0,4% t/t, in virtù di una stabilizzazione (la prima dopo un anno) del valore aggiunto nell’industria, a fronte tuttavia di un’ulteriore contributo negativo dai servizi (e dalle costruzioni).

L’inflazione dovrebbe essere confermata al 2,5% a/a in ottobre, con prezzi in aumento sul mese di due decimi. La dinamica al netto di alimentari ed energia è vista stabile all’1,5% a/a (con qualche rischio di marginale aumento di un decimo). Nel nostro scenario, l’inflazione calerà significativamente nei prossimi mesi, scendendo sotto il 2% già nei primi mesi del 2013.

Stati Uniti

Il CPI headline e quello core a ottobre dovrebbero aumentare di 0,1% m/m. L’indice headline sarà frenato dalla stabilizzazione dei prezzi della benzina che segue il forte rialzo dei due mesi precedenti; come per il PPI, gran parte della correzione dei prezzi energetici sarà però registrata dall’indice dei prezzi a novembre. Sull’indice core, la variazione modesta dovrebbe dipendere da una correzione dei prezzi delle auto e da un rallentamento dell’abbigliamento.

Le tariffe aeree anche a settembre saranno in ampio rialzo, ma con il calo del prezzo del petrolio visto a ottobre-novembre, questo rialzo è transitorio. Su base tendenziale l’inflazione dovrebbe restare a 2,2% a/a per l’indice headline e a 2% a/a per quello core.

L’indice Empire della NY Fed a novembre sarà influenzato dagli effetti dell’uragano Sandy. Senza l’uragano, la previsione sarebbe stata di miglioramento da un livello eccessivamente negativo di ottobre (-6,2) e di ritorno poco al di sopra dello zero. Tuttavia la devastazione e le conseguenze durature dell’uragano avranno un impatto negativo sull’indagine: la previsione è di un calo ulteriore a -8,5, con un peggioramento dell’attività e forse anche degli ordini per via della lentezza del ritorno all’operatività in molti settori e molte aree. Forse questo mese sarà più rilevante vedere le indicazioni dell’indice anticipatore a 6 mesi che sarà meno influenzato dal fattore transitorio, per quanto drammatico, dell’uragano.

L’indice della Philadelphia Fed a novembre è previsto in calo a -1 da 5,7 di ottobre. La relazione con l’ISM implicherebbe una correzione dell’indice più vicino a 0, e la variazione attesa è amplificata dagli effetti dell’uragano Sandy. Inoltre, lo spaccato dell’indagine a ottobre era già meno promettente rispetto al miglioramento dell’indice composito, con un ritorno in territorio negativo dei nuovi ordini. I dati di ottobre-novembre saranno tutti di difficile lettura per l’impatto dell’uragano, che si sovrappone a una situazione di crescita appena positiva nel settore manifatturiero.

Venerdì 16 novembre

Stati Uniti

La produzione industriale a ottobre dovrebbe registrare una correzione di -0,1% m/m. Nel settore manifatturiero le ore lavorate e il calo dell’attività nel settore auto puntano a una variazione nulla. L’impatto dell’uragano, pur limitato agli ultimi due giorni del mese, dovrebbe avere effetti negativi sulla produzione nel settore delle utility.


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