Nell’area euro, il focus sarà sull’Eurogruppo di mercoledì. I dati di contabilità nazionale del 4°
trimestre mostreranno un calo del PIL ……
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
in tutte le principali economie, Germania compresa (l’Italia dovrebbe mostrare la performance peggiore); la fase negativa dovrebbe essere continuata a inizio 2012. La produzione industriale dell’area euro registrerà un significativo calo a dicembre. L’indice ZEW di febbraio dovrebbe mostrare un minor pessimismo sulle prospettive dell’economia tedesca per il terzo mese consecutivo, anche se il miglioramento sarà di entità inferiore a quello registrato a gennaio.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Le informazioni in uscita dovrebbero essere generalmente positive. Le indagini del settore manifatturiero di febbraio dovrebbero essere in aumento. Per gennaio, le vendite al dettaglio e la produzione industriale dovrebbero segnare incrementi sostenuti. Dal lato dei prezzi, prezzi all’import, CPI e PPI dovrebbero essere in aumento spinti dai prezzi energetici. I verbali del FOMC di gennaio dovrebbero dare indicazioni di apertura per ulteriore stimolo monetario.
Martedì 14 febbraio
Area euro
– La produzione industriale nell’area euro potrebbe calare di -1,1% m/m a dicembre, dopo il +0,1% m/m (dato rivisto al rialzo da -0,1% iniziale) del mese precedente. Il trimestre dovrebbe chiudere con una variazione di -0,7% t/t per l’output (primo calo da due anni e mezzo). Nel mese l’output è stato spinto al ribasso dalla forte contrazione in Germania. È troppo presto perché l’incipiente stabilizzazione di alcuni indici di fiducia si tramuti in una ripresa per la produzione industriale.
– Germania. L’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca potrebbe mostrare un calo del pessimismo per il terzo mese consecutivo. Tuttavia, il miglioramento sarà di minore entità rispetto a quanto visto a gennaio (quando si era registrato il balzo più pronunciato nella storia della serie). Stimiamo un indice a -18 da -21,6 precedente. Più contenuto dovrebbe risultare il miglioramento della valutazione sulla condizione corrente, stimiamo a 30,5 da 28,4 precedente. Il calo degli indici di rischio sul debito sovrano e il buon andamento dei mercati azionari dovrebbero aver contribuito al miglioramento del morale.
Stati Uniti
– I prezzi all’import a gennaio sono previsti in aumento di 0,5% m/m. I prezzi dovrebbero vedere
un ampio contributo positivo del petrolio. Al netto del petrolio, l’aumento dovrebbe essere di +0,2% m/m.
– Le vendite al dettaglio a gennaio dovrebbero registrare un aumento sostenuto, +0,8% m/m, spinte dalle auto, dal prezzo della benzina e da un recupero generalizzato dopo il dato debole di dicembre. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero crescere di 0,6% m/m. I dati segnalano una probabile accelerazione dei consumi nel 1° trimestre.
Mercoledì 15 febbraio
Area euro
– La riunione straordinaria dell’Eurogruppo discuterà dell’approvazione del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, che sarà accordato solo nel caso in cui siano soddisfatte tre condizioni: 1) che il parlamento greco abbia approvato il pacchetto concordato con la Troika; 2) che siano state almeno identificate le correzioni strutturali aggiuntive per 325 milioni; 3) che i rappresentanti dei partiti politici abbiano dato “forti assicurazioni politiche” circa l’implementazione del pacchetto.
– È in calendario la lettura preliminare sulla crescita del PIL nel 4° trimestre in Germania, Francia,
Italia e nell’area euro nel complesso. La stima per l’area euro dovrebbe mostrare un calo di -0,3% t/t, dopo il +0,1% (rivisto al ribasso di un decimo) del trimestre estivo. Sull’anno il PIL rallenterebbe da 1,3% a 0,8%, ai minimi dal 2009. Tutte le principali economie sono attese subire una contrazione del PIL, Germania compresa (-0,3% da +0,5%, sulla scia di un forte calo degli investimenti oltre che dell’export). Anche in Francia il PIL è visto contrarsi, di -0,2% t/t dopo il +0,4% t/t precedente, spinto al ribasso anche dai consumi oltre che dagli investimenti. Infine, ancora una volta dovrebbe sottoperformare l’Italia, dove il PIL è previsto in calo di almeno -0,6% t/t, segnando l’inizio ufficiale della recessione in senso tecnico (secondo trimestre negativo dopo il -0,2% t/t estivo). Anche l’inizio del 2012 dovrebbe registrare una contrazione del PIL all’incirca pari a quella di fine 2011.
Stati Uniti
– L’indice Empire della NY Fed è atteso in aumento a febbraio a 14,2 da 13,4 di gennaio. Le indagini regionali mantengono un differenziale rispetto ai livelli coerenti con la relazione storica con l’ISM: questo gap dovrebbe gradualmente chiudersi. L’indagine Empire a gennaio era stata ampiamente positiva anche nelle sue componenti, con ampi miglioramenti degli ordini e degli occupati. Gli indicatori del settore manifatturiero restano su un sentiero positivo che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi.
– La produzione industriale a gennaio dovrebbe vedere un rialzo di 0,8% m/m, con un aumento anche più sostenuto per la produzione nel settore manifatturiero (+1,1% m/m). I dati degli occupati e delle ore lavorate usciti con l’employment report mostrano un ampio incremento nel settore manifatturiero (soprattutto ore di straordinario, occupati +50mila). Il settore manifatturiero è su un sentiero espansivo sostenuto che dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, come indicato anche dai dati forti degli ordini di beni durevoli di dicembre. Il clima più mite del normale dovrebbe dare luogo a una correzione nel settore delle utilities.
– La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC del 24-25 gennaio. Con la nuova strategia di comunicazione adottata a gennaio, gran parte delle informazioni rilevanti è già uscita con la conferenza stampa, i comunicati e le proiezioni. Tuttavia, dai verbali potrebbero esserci maggiori dettagli sulla disponibilità a intervenire con nuovo stimolo monetario pur in presenza di dati in graduale miglioramento sul fronte dell’attività e dell’occupazione. Nelle audizioni di Bernanke, seguenti la pubblicazione di dati relativamente positivi non si è percepita alcuna variazione di tono rispetto alla conferenza stampa, lasciando aperta la porta per un QE3 se, come ora, la Fed continuerà a prevedere un’inflazione persistentemente al di sotto dell’obiettivo, a fronte di un tasso di disoccupazione molto lontano dalla normalità.
Giovedì 16 febbraio
Stati Uniti
– Il PPI a gennaio dovrebbe vedere un incremento di 0,5% m/m, dopo -0,1% m/m a dicembre. Il core è previsto in aumento di 0,2% m/m. L’indice headline dovrebbe registrare un ampio incremento della componente energetica: il rialzo del prezzo della benzina dovrebbe più che compensare l’atteso calo del prezzo del gas naturale.
– I cantieri a gennaio dovrebbero aumentare a 685 mila, dopo l’ampio e inatteso calo di dicembre (-4,1% m/m). A gennaio il clima è stato generalmente mite e l’attività nel settore è cresciuta, alla luce delle informazioni sugli occupati nel settore costruzioni visto con l’employment report (+21mila). Le licenze sono attese in crescita a 675 mila da 671 mila (rivisto da 679 mila) di dicembre.
– L’indice della Philadelphia Fed a febbraio è previsto in aumento a 10, da 7,3 di gennaio.
Anche il Philly Fed, come l’Empire, rimane da tempo su livelli più bassi di quanto prevedibile sulla base della relazione con l’ISM. L’indagine della Philadelphia Fed a gennaio non era stata molto positiva, con consegne, ordini e ordini inevasi in peggioramento e occupai stabili. Alla luce dei buoni dati visti con tutti gli indicatori del settore manifatturiero, ci aspettiamo un’indagine in chiaro miglioramento a febbraio.
Venerdì 17 febbraio
Stati Uniti
– Il CPI a gennaio dovrebbe aumentare di 0,3% m/m spinto dal rialzo dei prezzi della benzina. Il core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, mantenendo la variazione tendenziale a 2,2% a/a come a dicembre. Sull’indice headline dovrebbe pesare l’aumento del prezzo della benzina, che segue tre contrazioni consecutive nel 4° trimestre 2011. Il core dovrebbe vedere ancora una variazione compresa fra 0,1 e 0,2% m/m: il contributo principale dovrebbe ancora essere quello della componente abitazione, spinta dal trend in accelerazione degli affitti.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


