15 AGENDA

I market mover della settimana 14 – 18 maggio 2012

Nell’area euro, il focus sarà sui dati sul PIL nel 1° trimestre nei maggiori paesi e nell’Eurozona nel suo complesso. L’area euro dovrebbe vedere il 2° trimestre consecutivo di (lieve) contrazione del PIL (stimiamo -0,2% t/t). Il PIL è visto rimbalzare in Germania, risultare poco variato o in lieve calo in Francia e in decisa contrazione in Italia. In calendario anche la prima indagine di fiducia relativa al mese di maggio, l’indice ZEW tedesco, che dovrebbe mostrare un significativo arretramento sulla scia delle rinnovate tensioni sui mercati finanziari….


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La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il deficit della bilancia commerciale dovrebbe tornare ad allargarsi a marzo, dopo la sorprendente chiusura di febbraio. Ad aprile, i prezzi all’import e il PPI dovrebbero essere calati modestamente, spinti verso il basso dalla svolta dei prezzi del petrolio.


La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini regionali del settore manifatturiero e la fiducia dei costruttori a maggio dovrebbero recuperare gran parte della correzione di aprile. Per aprile, le vendite al dettaglio dovrebbero essere deboli, in modesto calo sia per l’aggregato totale, sia per quello ex-auto. La produzione industriale dovrebbe riprendersi, con un aumento moderato nel settore manifatturiero e ampio in quello delle utilities. I cantieri dovrebbero tornare a salire confermando un modesto trend verso l’alto iniziato nell’autunno 2011. Ad aprile, il CPI dovrebbe essere invariato e l’indice core in aumento, in linea con il trend di +0,2% m/m.


Lunedì 14 maggio

Area euro
– La produzione industriale nell’area euro è vista in calo di -0,2% m/m a marzo, dopo il +0,8% m/m (dato rivisto al rialzo da +0,5% iniziale) del mese precedente. Il trimestre dovrebbe chiudere con una variazione di -0,4% t/t dopo il -2% t/t di fine 2011. Nel mese si è avuto un calo in Francia (-0,9% m/m) e Spagna (-1,8%) a fronte di un incremento in Germania (+1,3%) e Italia (+0,5%). Da notare la volatilità in Olanda (-8,8% a marzo dopo il +10,7% di febbraio).


Martedì 15 maggio

Area euro
– Francia. L’inflazione è prevista attestarsi al 2,1% ad aprile, in lieve moderazione rispetto al 2,3% di marzo. Sul mese l’indice dei prezzi dovrebbe quindi aumentare dello 0,2%, rispetto al precedente 0,8%. La moderazione dell’inflazione dovrebbe essere attribuibile al contenimento della componente energia, fortemente salita a inizio anno. Nel prosieguo dell’anno, comunque, dovremmo assistere a un contenimento dell’inflazione anche in seguito alla moderazione della crescita. Considerando l’indice dei prezzi armonizzati, dovremmo osservare un aumento dello 0,2% su base mensile, mentre l’inflazione armonizzata dovrebbe attestarsi al 2,4%.

– È in calendario la lettura preliminare sulla variazione del PIL nel 1° trimestre in Germania, Francia e nell’insieme dell’area euro. La stima per l’area euro dovrebbe mostrare un calo di -0,2% t/t, dopo il -0,3% di fine 2011 (certificando dunque una recessione in senso tecnico). Sull’anno il PIL calerebbe in territorio negativo da 0,7% a -0,2%, ai minimi dal 2009. Una delle poche economie dell’area a evitare la recessione sarà la Germania, dove il PIL è stimato in aumento di almeno 0,1% t/t dopo l’inatteso -0,2% precedente; su base annua la crescita rallenterebbe a 0,8% dal 2%. In Francia il PIL è visto contrarsi solo lievemente, di -0,1% t/t dopo la buona tenuta (+0,2%) dei tre mesi precedenti, per una variazione annua in rallentamento a 0,4% da 1,3%.

– Germania. L’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è visto tornare a calare a maggio sulla scia delle rinnovate tensioni sui mercati finanziari causate dalle nuove criticità in Grecia e Spagna. Il saldo dovrebbe peraltro rimanere improntato a ottimismo, a 8,4 da 23,4 precedente. Arretrerebbe, anche se in minor misura, la valutazione circa la condizione corrente, a 31,7 da 40,7 di aprile.

Stati Uniti
– Le vendite al dettaglio ad aprile dovrebbero essere in calo di -0,1% m/m in termini nominali, il risultato più debole da metà 2010, in controtendenza rispetto ai dati sostenuti del 1° trimestre (+0,8% m/m a marzo). Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in calo di -0,2% m/m. Sulle previsioni dei dati di aprile pesano diversi fattori negativi. Le vendite settimanali sono state complessivamente deboli nelle ultime settimane, indicando che il mese di marzo potrebbe essere stato sostenuto dall’effetto di Pasqua. Inoltre, il clima è stato particolarmente sfavorevole nella parte finale del mese. Il calo del prezzo della benzina visto da fine marzo dovrebbe influenzare negativamente il dato complessivo: l’aggregato al netto di auto e benzina dovrebbe aumentare di un modesto +0,1% m/m. Infine, i materiali da costruzione dovrebbero segnare una contrazione dopo 4 mesi di forti aumenti, sostenuti anche dagli effetti di un clima particolarmente favorevole a inizio anno. I dati segnalano che i ritmi di crescita dei consumi visti nel 1° trimestre (+2,9% t/t ann.) difficilmente potranno essere sostenuti nel resto dell’anno.

– Il CPI ad aprile dovrebbe essere invariato su base mensile; l’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (2,2% a/a) in linea con il trend. Sull’indice headline si vedrà il freno derivante dal calo dei prezzi energetici, rinforzato da fattori di correzione stagionali positivi per la benzina. Su base tendenziale si dovrebbe vedere un ampio rallentamento, dovuto all’uscita dei dati forti di aprile 2011: il CPI a/a dovrebbe scendere a 2,3% da 2,9% di marzo. L’indice core a marzo era stato spinto da abbigliamento (+0,5% m/m) e auto usate (+1,3% m/m), che dovrebbero vedere un rallentamento ad aprile. Al netto dell’energia l’abitazione ha segnato +0,2% m/m negli ultimi tre mesi e il ritmo di aumento dovrebbe rimanere in linea con il trend. Il CPI core dovrebbe registrare una variazione di 2,2% a/a da 2,3% a/a di marzo, restando nel range degli ultimi 4 mesi (2,1%-2,3%).

– L’indice Empire della NY Fed a maggio dovrebbe aumentare a 9,5 recuperando solo in parte l’ampio calo di aprile a 6,56. L’indagine a marzo era meno negativa di quanto apparisse dal calo dell’indice generale (da 20,21 a 6,56), con ordini circa stabili a 6,48 e occupati in aumento a 19,28 da 13,58. Anche gli indici di aspettative a 6 mesi sono rimasti su livelli elevati con l’indice generale a 43,12 da 47,5. Inoltre, il netto rialzo dell’ISM manifatturiero ad aprile a 54,8 da 53,4 contribuisce alla previsione di un Empire in ripresa a maggio.

– L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dall’NAHB a maggio è previsto in crescita a 26 da 25 di aprile. L’indagine aveva segnato un netto aumento a febbraio e marzo, salendo a 28 (massimo da giugno 2007), e un parziale recupero a maggio sarebbe giustificato dalle indicazioni modestamente positive del settore immobiliare, pur sapendo che una parte dei miglioramenti di dicembre-febbraio era spinta da un clima particolarmente favorevole.


Mercoledì 16 maggio

Area euro
– Italia. Il PIL è visto in calo di -0,7% t/t nel 1° trimestre 2012, in linea con quanto riportato nel 4° trimestre 2011. La variazione annua calerebbe a -1,3%, ai minimi dal 2009. L’industria potrebbe aver dato un contributo quasi altrettanto negativo che nel 1° trimestre (V.A. in calo di -2,2% t/t). La flessione del valore aggiunto nelle costruzioni e nei servizi potrebbe risultare più accentuata rispetto al -0,1% t/t visto a fine 2011. La fase di contrazione del PIL non è esaurita, ma dovrebbe estendersi almeno al trimestre corrente se non oltre.

Stati Uniti

– I nuovi cantieri ad aprile sono previsti in aumento a 695 mila, da 654 mila di marzo, per mantenersi sul moderato trend verso l’alto degli ultimi due trimestri, comune anche alle licenze e alle indicazioni dell’indagine di fiducia dei costruttori. Le licenze dovrebbero correggere a 735 mila dopo il forte aumento di marzo (a 764 mila, rivisto da 747 mila).

– La produzione industriale ad aprile dovrebbe aumentare di 0,6% m/m, dopo due mesi di stagnazione, sulla base di un aumento solido delle ore lavorate nell’industria e di una netta accelerazione nel settore delle utilities. Il settore manifatturiero dovrebbe vedere una ripresa dell’output di 0,4% m/m, dopo il calo di -0,2% m/m di marzo, alla luce delle informazioni sulle ore lavorate e di un ISM in forte aumento nel mese. Le utilities dovrebbero contribuire in misura significativa alla produzione totale dopo un periodo di debolezza fra dicembre e febbraio per via del clima particolarmente mite. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe aumentare a 79% da 78,6% di marzo.

– La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di aprile. I verbali dovrebbero confermare la fase di pausa per la politica monetaria, in attesa di raccogliere informazioni sul ciclo. Le dichiarazioni recenti confermano un atteggiamento cauto da parte dei membri nei gruppi del centro e delle “colombe”, con un generale silenzio riguardo a eventuali nuovi interventi; d’altra parte alcuni dei falchi segnalano che comunque è presto per pensare a una svolta verso l’uscita. Sul fronte politico nell’ultima settimana è tornato a scaldarsi il dibattito su varie riforme (in senso restrittivo) della Banca centrale, con la discussione alla Commissione servizi finanziari della Camera di diversi disegni di legge presentati da parlamentari repubblicani. Anche se le proposte non procederanno, la Fed manterrà un profilo basso nelle prossime settimane per ridurre le tensioni. In ogni caso il messaggio dei verbali sarà di attesa, alla luce di dati complessivamente più deboli di quanto visto a inizio anno e di un mercato del lavoro che vede un calo di disoccupazione dovuto in larga misura all’uscita di individui scoraggiati dalla forza lavoro. I rischi sulla crescita restano verso il basso, e sono rinforzati dalla graduale restrizione fiscale che appare evidente dai dati del budget federale dall’inizio di questo anno fiscale (ottobre 2011).


Giovedì 17 maggio

Stati Uniti

– L’indice della Philadelphia Fed a maggio è previsto in aumento a 12, in recupero dopo il calo di 4 punti a 8,5 ad aprile (primo calo dopo 4 mesi di incrementi). Lo spaccato dell’indagine ad aprile era poco variato rispetto a marzo, salvo l’aumento degli occupati a 17,9 da 6,8. Gli ordini negli ultimi due mesi erano particolarmente contenuti (in media: 3), dopo livelli a due cifre nei tre mesi precedenti. Il settore manifatturiero rimane su un sentiero espansivo, anche se il ritmo di crescita dovrebbe stabilizzarsi. Le aspettative a 6 mesi sono rimaste stabili intorno a 33 fra febbraio e aprile, una correzione rispetto alla media vicina a 50 nei tre mesi precedenti.


Certificazione degli analisti

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  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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