I market mover della settimana 21-25 Giugno

Nell’area euro l’attenzione maggiore degli operatori sarà sulla tornata di indici di fiducia delle imprese relativi al mese di giugno (sono in calendario PMI, IFO, INSEE, BNB). Ci aspettiamo un minor ottimismo dovuto alle preoccupazioni circa …


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i riflessi della crisi sul debito dei Paesi “periferici”, nonché agli effetti restrittivi sul ciclo, anche di Paesi “core”, delle manovre fiscali annunciate. In Francia, la spesa per consumi dovrebbe mettere a segno un rimbalzo solo modesto a maggio, dopo il calo di aprile. Infine, in Italia, la disoccupazione è vista in aumento all’8,6% nel 1° trimestre, e l’aumento dei disoccupati continua a porre pressioni al ribasso sulle retribuzioni, che dovrebbero essere rimaste ferme nel mese di maggio.

Negli Stati Uniti i dati in uscita dovrebbero mostrare ancora distorsioni sulle vendite di case, legate alla fine degli incentivi. A maggio, le vendite di case nuove dovrebbero scendere e quelle di case esistenti aumentare, per via della diversa applicazione temporale degli incentivi sui due segmenti. Gli ordini di beni durevoli a maggio dovrebbero essere positivi al netto dell’aeronautica civile. La fiducia delle famiglie a giugno dovrebbe proseguire su un modesto trend verso l’alto. Il FOMC non dovrebbe dare novità di rilievo.

Martedì 22 giugno

Area euro

Germania. L’IFO è visto in calo a giugno a 101,3, da 101,5 di maggio. Come già prospettato dai valori poco incoraggianti dello ZEW, a pesare sulla fiducia tedesca sarebbero sia le preoccupazioni circa i riflessi della crisi sul debito dei Paesi “periferici”, sia i possibili effetti restrittivi sul ciclo delle manovre annunciate nella stessa Germania. Vediamo l’indice sulla situazione corrente in aumento a 101,7 da 99,4, più che compensato da un calo delle attese a 100,9 da 103,7.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a maggio sono attese in aumento a 6 milioni di unità ann. I contratti di compravendita ad aprile erano aumentati del 6% m/m, dopo un aumento del 7,1% m/m a marzo. Questi aumenti segnalano ancora ampio spazio verso l’alto per le vendite di case esistenti, che beneficeranno fino a fine giugno degli incentivi per l’acquisto di case scaduti a fine aprile. Le vendite di case nuove invece dovevano essere chiuse entro aprile per beneficiare degli incentivi: per questo le due serie hanno andamenti opposti ad aprile e maggio. Le scorte di case invendute si sono stabilizzate intorno a 7-8 mesi da inizio anno, non molto lontano dal livello di equilibrio (circa 6 mesi). Anche il flusso di case pignorate dovrebbe rallentare, alla luce della riduzione della probabilità di peggioramento della situazione dei mutui: i dati pubblicati dalla Fed mostrano che la probabilità di passaggio dei mutui verso situazioni di stress che possono in seguito portare ai pignoramenti ha toccato il picco nei trimestri passati ed è ora in netto calo (vedi dati sul sito della NY Fed).

Mercoledì 23 giugno

Area euro

Italia. La fiducia dei consumatori è vista ancora in calo a giugno, a 104,5 da 105,4 di maggio. L’indice è ora ben al di sotto della media di lungo termine (112,6) e dei livelli toccati negli ultimi mesi del 2009 e ad inizio 2010. Sulla fiducia potrebbero aver pesato le preoccupazioni circa i riflessi sulle famiglie della manovra correttiva annunciata dal Governo.

Il PMI composito per l’area euro è visto ancora in calo a giugno, a 55,8 da 56,4 di maggio. L’indice è atteso in calo sia nel manifatturiero (a 55,3) che nei servizi (a 55,8). Il PMI dovrebbe essere penalizzato dalle preoccupazioni circa la crisi sul debito europeo e dagli effetti sul ciclo delle manovre restrittive. In ogni caso, il valore dell’indice PMI resta in territorio ampiamente espansivo e coerente con una crescita di circa 0,4% t/t.

L’indice di fiducia delle imprese della Banca Nazionale del Belgio dovrebbe mostrare un calo a -5,4 a giugno, da -4,9 di maggio. Il calo sarebbe in accordo con le indicazioni meno positive giunte da altre indagini di fiducia nell’area euro. Sul calo potrebbe aver influito l’esito incerto delle elezioni politiche. La flessione sarebbe comunque lieve perché in Belgio non è in vista per ora una correzione fiscale e perché le imprese, tipicamente esportatrici, potrebbero beneficiare dell’euro debole.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a maggio sono previste in calo a 350 mila, da 504 mila di aprile. Aprile aveva visto un ampio aumento spiegato dalla fine degli incentivi, che per le case nuove scadevano a fine aprile. Il calo atteso per maggio risente della fine degli incentivi e riporterebbe il livello delle vendite vicino ai minimi di febbraio (338 mila). Il trend di breve termine resterà debole/negativo per la necessità di smaltire gli aumenti straordinari della primavera. In seguito, il settore immobiliare dovrebbe avere un modesto trend positivo.

La riunione del FOMC si dovrebbe concludere con tassi fermi a 0,1% e con un comunicato molto simile al precedente. La Fed dovrebbe mantenere uno scenario di ripresa moderata, soggetta però a rischi derivanti dalla crisi europea, oltre a quelli domestici (elevato tasso di disoccupazione, restrizione del credito). Il testo non dovrebbe aprire spiragli per una svolta sui tassi in tempi rapidi. Potrebbe esserci un aumento dei dissensi.

Giovedì 24 giugno

Area euro

Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è visto stabile a 96 a giugno (il dato di maggio è stato rivisto a 96, da 97). La fiducia delle imprese resterebbe cosi ancora al di sotto della sua media di lungo periodo (100). Il calo del morale francese sarebbe in linea con il calo dello ZEW tedesco e le previsioni di risultati poco incoraggianti dalle altre indagini di fiducia, quali PMI area euro ed IFO. È troppo presto, comunque, per parlare di un’inversione del trend di recupero dai minimi che ha caratterizzato gli ultimi 15 mesi.

La spesa per i consumi in Francia è vista crescere di 0,4% m/m a maggio, dopo il calo di -1,2% m/m registrato ad aprile. Sull’anno, la spesa per consumi accelererebbe lievemente a 1,3%, da 1,1% a/a di aprile. Le vendite di auto, dopo aver affossato il dato sul consumer spending di aprile (-7,5% m/m), si sono stabilizzate a maggio (+0,2% m/m). I consumi resterebbero comunque in rotta per un altro calo nel 2° trimestre, sia pure meno marcato che nei primi tre mesi dell’anno (-0,5% da -1,9% t/t), confermando come la domanda domestica rimanga anche in Francia piuttosto anemica.

Italia. In base ai dati mensili già comunicati dall’Istat, il tasso di disoccupazione è visto in crescita all’8,6% nel 1° trimestre, ai massimi da 7 anni. Non è però completamente da escludere una revisione al rialzo. Nel trimestre, l’occupazione sarebbe calata di -0,4% t/t (-1,8% a/a), a fronte di una forza-lavoro in aumento di 0,1% t/t. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire sensibilmente, al 9%, nel trimestre in corso, per toccare un punto di massimo al 9,5% tra circa un anno.

Stati Uniti

_ Gli ordini di beni durevoli a maggio dovrebbero scendere del 2% m/m dopo +2,8% m/m ad aprile. Il calo dovrebbe essere spiegato esclusivamente dalla componente volatile dell’aeronautica civile, che aveva segnato uno straordinario aumento il mese precedente. Al netto della difesa e degli aerei, gli ordini dovrebbero essere in aumento. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero invece rimbalzare di +1% dopo il calo di -1,1% di aprile. La componente ordini dell’ISM è rimasta su livelli record a maggio (65,7), in linea con le indicazioni di crescita sostenuta dei mesi precedenti.

Venerdì 25 giugno

Area euro

Italia. La crescita annua dei salari contrattuali è vista stabile a 2,4% a/a a maggio. I rischi sulla previsione sono verso il basso, visto che il deterioramento ancora in corso del mercato del lavoro continua a porre pressioni verso il basso sui salari. Su base mensile, le retribuzioni dovrebbero essere rimaste ferme. Per i prossimi mesi ci aspettiamo un ulteriore rallentamento (indotto anche dalle misure sul pubblico impiego), che potrebbe portare l’indice a una crescita attorno all’1,5% a fine estate-inizio autunno.

Stati Uniti

La terza stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe rimanere invariata a 3% t/t ann. C’è un rischio di modesta revisione verso l’alto per un maggiore accumulo di scorte rispetto alla stima precedente.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno dovrebbe salire a 76 da 75,6 della stima preliminare. Le indagini di fiducia stanno dando indicazioni di modesto trend verso l’alto e l’indagine del Michigan dovrebbe condividere il miglioramento. L’indagine dovrebbe mostrare aumento sia nell’indice coincidente, sia in quello delle aspettative.


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