Nell’area euro, l’attenzione sarà focalizzata sull’esito di Eurogruppo ed Ecofin di inizio settimana.
Il calendario macro offre la tornata di indagini congiunturali di gennaio (IFO tedesco, INSEE francese, PMI area euro), …..
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che dovrebbe mostrare segnali di stabilizzazione della fiducia. Negli Stati Uniti il focus dei mercati la prossima settimana sarà sulla riunione del FOMC. La Fed dovrebbe annunciare una rivoluzione nella sua strategia di comunicazione, pubblicando obiettivi numerici per il lungo termine e diffondendo il sentiero di politica monetaria ritenuto appropriato dai partecipanti al FOMC. I dati di dicembre dovrebbero confermare l’espansione, con aumenti degli ordini di beni durevoli e delle vendite di case nuove. Il PIL del 4° trimestre è atteso in crescita di 2,6% t/t ann.
Lunedì 23 gennaio
Area euro
L’Eurogruppo ha in calendario la preparazione del prossimo Consiglio Europeo del 30 gennaio. Dovrebbe essere approvata la versione finale della bozza di accordo fiscale predisposta nelle settimane scorse (con poche novità, riteniamo). Verrà anche ripreso il tema del potenziamento dell’EFSF e discusse le implicazioni del recente downgrade di S&P, oltre a fissare una roadmap circa il potenziamento delle risorse del fondo previsto entro marzo in vista della nascita del nuovo ESM (da giugno). Sarà oggetto di discussione anche la concessione del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia (che ha come precondizione il raggiungimento di un accordo in merito al coinvolgimento del settore privato).
Francia. La fiducia delle imprese manifatturiere secondo l’indice INSEE potrebbe stabilizzarsi a 94 a gennaio, un livello inferiore alla media storica (100). Sarebbe il primo mese in cui l’indice evita un calo dallo scorso giugno; ci aspettiamo che il trend di calo possa quantomeno interrompersi sulla scia dei segnali di stabilizzazione della crisi finanziaria. Da notare anche che l’omologa indagine della Banca di Francia aveva fatto segnare un marginale miglioramento a dicembre (a fronte di una flessione di due punti dell’indagine INSEE).
Martedì 24 gennaio
Area euro
La prima lettura dei PMI di gennaio dovrebbe confermare il rimbalzo visto negli ultimi due mesi. Peraltro, i principali indici resterebbero comunque in territorio recessivo. Stimiamo un PMI composito in salita di due decimi a 48,5, sulla scia di un miglioramento in particolare nel settore dei servizi (a 49,3 da 48,8), in presenza di un indice manifatturiero circa stabile (47 da 46,9). Nel caso in cui la crisi finanziaria mostrasse segnali di stabilizzazione, il punto di minimo del ciclo potrebbe essere nel 1° trimestre.
Mercoledì 25 gennaio
Area euro
Germania. L’indice IFO è visto rimbalzare per il terzo mese consecutivo a gennaio, stimiamo a 108,7 da 107,2 di dicembre. Il miglioramento sarebbe dovuto soprattutto alle aspettative per il futuro (in salita a 101,1 da 98,4), mentre la valutazione della situazione corrente dovrebbe restare circa stabile (come nei tre mesi precedenti) a 116,8. Riteniamo che l’economia tedesca possa evitare una recessione, in forza di condizioni monetarie e anche fiscali per la maggiore economia dell’area euro ancora espansive.
Stati Uniti
Il presidente Obama tiene lo “State of the Union Address” che fornirà le linee guida della campagna per le elezioni presidenziali dell’autunno.
La riunione del FOMC sarà seguita dalla conferenza stampa trimestrale di Bernanke. La riunione dovrebbe concludersi con l’annuncio di profonde novità nella strategia di comunicazione. La Fed dovrebbe pubblicare, oltre alle tradizionali proiezioni macroeconomiche, anche obiettivi numerici espliciti per definire il proprio mandato nel medio termine. Inoltre, dovrebbero essere diffusi i sentieri della politica monetaria ritenuta appropriata dagli attuali 14 partecipanti alla riunione del FOMC, con indicazioni sul timing probabile per il primo rialzo e proiezioni per il tasso sui fed funds da fine 2012 al 2014. Il messaggio dovrebbe essere espansivo con un’indicazione di tassi probabilmente fermi fino a buona parte del 2014. Per ora non ci dovrebbero essere segnali su QE3, ma le proiezioni macro e gli obiettivi espliciti dovrebbero indicare con probabilità relativamente elevata una disponibilità a intervenire con ulteriore stimolo monetario in tempi non troppo lunghi.
Giovedì 26 gennaio
Area euro
Italia. La fiducia dei consumatori dovrebbe rimanere vicina ai recenti minimi a gennaio. Stimiamo un indice a 92 da 91,6, che rappresentava il minimo storico nei 15 anni di rilevazione della serie. A pesare sulla fiducia è l’impatto della crisi (e della manovra) sulle possibilità di risparmio delle famiglie, nonché un’inflazione ancora percepita come elevata sia negli ultimi 12 mesi che nell’anno a venire. Il livello del morale delle famiglie è già coerente con una contrazione dei consumi nel 2012.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a dicembre sono previsti in aumento sostenuto, +3% m/m, spinti da un balzo nel comparto volatile dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero crescere dell’1% m/m. La componente ordini di tutte le indagini segnala accelerazione; anche i dati di produzione nel settore manifatturiero sono stati forti a dicembre.
Le vendite di case nuove a dicembre sono attese in aumento a 325 mila, da 315 mila di novembre. Tutti gli indicatori del settore immobiliare stanno migliorando, inclusi quelli legati alle costruzioni. L’indagine di fiducia dei costruttori ha registrato rialzi consistenti con indicazioni positive sulla valutazione di vendite correnti e future. Inoltre, il mese di dicembre è stato caratterizzato da condizioni climatiche particolarmente favorevoli.
Venerdì 27 gennaio
Area euro
La massa monetaria M3 è attesa in crescita di 2,2% a/a a dicembre, dopo il calo inatteso al 2% di novembre. Il calo del mese scorso era dovuto a un effetto base connesso alle consistenti operazioni interbancarie scambiate tramite controparti centrali nel novembre 2010: al netto di questo fattore, la massa monetaria sarebbe lievemente aumentata. La media mobile a tre mesi si attesterebbe al 2,3% a/a, dal 2,5% a/a di novembre.
Stati Uniti
Il PIL del 4° trimestre dovrebbe registrare un aumento di 2,8% t/t ann. I consumi sono previsti in aumento di 2,2% t/t ann., il dato migliore del 2011. Gli investimenti fissi delle imprese dovrebbero rallentare a 7% t/t ann, dopo un 3° trimestre molto brillante (+15,7% t/t ann.). Il canale estero potrebbe dare un marginale contributo negativo. Anche la spesa pubblica dovrebbe rappresentare un freno alla crescita, per via della conclusione delle operazioni in Iraq. Le scorte dovrebbero invece contribuire positivamente alla crescita.
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