Nell’area euro, l’indice di fiducia composito della Commissione e il morale delle imprese italiane e belghe, oltre agli indicatori di fiducia dei consumatori nei tre maggiori paesi, completeranno la tornata di indagini di fiducia relative al mese di luglio, confermando nel complesso un ripiegamento del morale sulla scia delle preoccupazioni legate alla crisi finanziaria …
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L’altro focus è sui dati di inflazione, che potrebbe rimanere stabile o al massimo salire di un decimo sia in Germania che in Italia che nell’intera Eurozona (riteniamo che sino a fine autunno lo scenario più probabile sia quello di una sostanziale stabilità del CPI). La massa monetaria M3 dovrebbe proseguire nel suo lento recupero. Infine, i dati tedeschi dovrebbero mostrare una disoccupazione sempre sui minimi storici e vendite al dettaglio ancora deboli.
Negli Stati Uniti, i dati in uscita la prossima settimana dovrebbero dare un quadro congiunturale meno debole rispetto a quanto visto recentemente. La prima stima del PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare una crescita modestamente migliore rispetto a quella deludente del 1° trimestre. Gli ordini di beni durevoli a giugno sono previsti in aumento moderato. La fiducia delle famiglie dovrebbe rimanere contenuta dall’incertezza sull’economia e sulla politica fiscale. Il Beige Book dovrebbe riportare proseguimento della crescita. Il Chicago PMI dovrebbe ancora recuperare terreno a luglio.
Lunedì 25 luglio
Area euro
– Italia. L‘indice di fiducia delle famiglie è atteso calare per il secondo mese consecutivo a luglio (nostra stima: 104 da 105,8 di giugno). Oltre al persistere dell’incertezza relativa alla situazione congiunturale, potrebbe aver inciso l’impatto negativo sul reddito disponibile della manovra di correzione dei conti pubblici. La fiducia dei consumatori, in particolare nella sua componente prospettica, segnala un possibile rallentamento dei consumi in un orizzonte di 6-12 mesi.
– L’indice BNB (fiducia delle imprese manifatturiere in Belgio), considerato un leading indicator per l’attività industriale nell’Eurozona, potrebbe calare per il quarto mese consecutivo a luglio (stimiamo a -2,5 da -1,1). L’indice resterebbe comunque sopra la media di lungo termine (-7,5). Negli ultimi mesi l’indice ha manifestato un’elevata correlazione con l’andamento del PMI manifatturiero dell’Eurozona (si tratta probabilmente in questa fase dei due indici di fiducia dalle maggiori indicazioni prospettiche).
Martedì 26 luglio
Stati Uniti
– Le vendite di case nuove a giugno dovrebbe essere in moderato calo a 305 mila da 319 mila di maggio. L’indagine di fiducia dei costruttori il mese scorso aveva segnato un calo di 2 punti e indicava ancora debolezza per le vendite correnti.
– La
fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a luglio dovrebbe salire a 60 da 58,5 di giugno. L’indice dell’Univ. of Michigan è crollato nella rilevazione preliminare di luglio, registrando un’ampia flessione sia nelle condizioni correnti sia nelle aspettative; tuttavia l’indice settimanale Bloomberg Comfort ha segnato due aumenti consecutivi e un miglioramento rispetto ai minimi di giugno. Il miglioramento della borsa e il calo del prezzo della benzina dovrebbero portare almeno a una stabilizzazione della fiducia.
Mercoledì 27 luglio
Area euro
– La crescita annua di M3 potrebbe proseguire nel suo trend di lento recupero. Per il mese di giugno ci aspettiamo un 2,5% a/a, in salita di un decimo rispetto al mese precedente. I dati dovrebbero anche mostrare un proseguimento del trend di rallentamento dell’aggregato ristretto M1, mente poco variati potrebbero risultare i prestiti al settore privato (in particolare alle imprese), il cui recupero resta particolarmente stentato.
– Italia. L‘indice di fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe calare per il quarto mese consecutivo a luglio (nostra stima: 100 da 100,5 precedente). Nel mese di giugno, per la prima volta da quasi due anni, le imprese segnalavano scorte su livelli superiori a quelli “desiderati” (visto il corrente ritmo di vendite), un segnale non confortante in chiave prospettica per l’attività economica nell’industria; inoltre negli ultimi mesi anche gli ordini dall’estero hanno mostrato segnali di minor brillantezza.
– Germania. I dati dai Landers dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo a luglio di 0,3% m/m, per una dinamica annua ferma al 2,3%. Sulla misura armonizzata, i prezzi potrebbero salire di 0,4%, accelerando a 2,5% a/a. Nel mese i prezzi dei carburanti sono risultati poco variati, ma la stagionalità di luglio non è particolarmente favorevole.
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli a giugno sono previsti in aumento marginale (+0,1% m/m); al netto dei trasporti gli ordini dovrebbero aumentare di +0,5% m/m. La componente ordini dell’ISM è rimasta poco sopra 50 (51,6 a giugno) dopo l’ampio calo registrato a maggio. Il trend degli ordini dovrebbe essere modestamente positivo, e migliore per quanto riguarda l’aggregato di beni capitali al netto di difesa e aerei civili.
– Il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di agosto potrebbe dare indicazioni utili per valutare la transitorietà del rallentamento recente. Nel rapporto precedente, si segnalava il proseguimento della crescita dell’attività in tutte le aree, con indicazioni meno negative rispetto a quanto visto nei dati effettivi. Le informazioni sul mercato del lavoro e sugli effetti del terremoto giapponese saranno rilevanti per la valutazione dello scenario.
Giovedì 28 luglio
Area euro
– Germania. Il tasso di disoccupazione è visto ancora stabile al 7% a giugno (il dato rappresenta un minimo storico nei quasi vent’anni di rilevazione della serie). I disoccupati potrebbero essere scesi di 5 mila unità, circa in linea con le 8 mila di aprile e maggio. Le indagini congiunturali confermano la tenuta del mercato del lavoro tedesco; peraltro, il definitivo venir meno del programma Kurzarbeit sta frenando il calo dei disoccupati già da qualche mese.
– Italia. La crescita delle retribuzioni contrattuali a giugno è vista stabile all’1,8% a/a. Il dato sarebbe coerente con una crescita di un decimo delle retribuzioni su base congiunturale. Secondo le proiezioni dell’ISTAT, in assenza di rinnovi, la dinamica delle paghe contrattuali potrebbe rallentare di qualche decimo nei prossimi mesi, restando probabilmente per tutto l’anno al di sotto dell’inflazione.
– L
’indice di fiducia economica della Commissione Europea è visto calare per il quinto mese consecutivo a luglio, a 104,5 da 105,1 di giugno. La fiducia delle famiglie, secondo la stima preliminare, è calata a -11,4 da -10,3 e la fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe (in base alle indagini nazionali) calare a 2 da 3,2. Stabili o in calo anche i restanti sotto-indici (servizi, commercio e costruzioni). Il livello dell’indice composito resta comunque superiore alla media storica (100,8) e ancora coerente con una crescita del PIL circa in linea con il 2,5% a/a registrato nel 1° trimestre, non segnalando dunque almeno per il momento una brusca inversione del ciclo.
Venerdì 29 luglio
Area euro
– Germania. Le vendite al dettaglio potrebbero rimbalzare, ma solo in parte, a giugno dopo il brusco calo di maggio (nostra stima: +1% da -2,5% m/m). Ciò significherebbe per il secondo trimestre un calo di -2,1% t/t (il più accentuato da oltre due anni), dopo il +0,7% t/t dei primi tre mesi dell’anno. Nonostante l’ottima impostazione del ciclo, l’andamento dei consumi in Germania resta deludente.
– Francia. La spesa per consumi è vista rimbalzare a giugno, ad almeno 0,5% m/m dopo tre mesi di calo. Su base annua le vendite potrebbero tornare in positivo a 1,3% a/a, tuttavia mostrerebbero un pesantissimo calo nel trimestre primaverile (-4,2% t/t), il che aumenta i rischi di un sensibile rallentamento del PIL del 2° trimestre.
– L’inflazione area euro potrebbe rimanere al 2,7% a/a a giugno (con qualche rischio verso l’alto). Il dato sarebbe coerente con un calo dei prezzi di quattro decimi nel mese, grazie principalmente alla stagionalità di luglio. In prospettiva, ci attendiamo un’inflazione circa stabile sino a novembre e cali significativi solo a cavallo tra fine 2011 e inizio 2012.
– Italia. I prezzi al consumo potrebbero crescere di 0,4% (con qualche rischio verso il basso) m/m a luglio, per un’inflazione annua in salita di un decimo a 2,8%. L’indice armonizzato vedrebbe un calo dei prezzi di -0,8% m/m e uno IACP annuo stabile al 3%. Come per l’intera area euro, ci aspettiamo un’inflazione circa stabile sino a fine autunno.
Stati Uniti
– La prima stima del PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare un’accelerazione della crescita rispetto al 1° trimestre, segnando una variazione di 2,2% t/t ann. I consumi dovrebbero rallentare ampiamente (+0,8% t/t ann.), ma dovrebbero accelerare gli investimenti fissi delle imprese (+8% t/t ann.), le scorte dovrebbero contribuire positivamente per circa 0,5pp, la spesa pubblica dovrebbe vedere un modesto incremento, e il canale estero dovrebbe contribuire positivamente alla domanda complessiva. Il contributo positivo di scorte e canale estero dovrebbe essere gonfiato dagli effetti del terremoto giapponese e dovrebbe rientrare nei trimestri successivi, quando però si dovrebbe registrare una riaccelerazione dei consumi.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio dovrebbe risalire a 68, dopo il forte calo registrato con la rilevazione preliminare. Nella prima rilevazione l’indice aveva subito un’ampia flessione rispetto a giugno, scendendo a 63,8 da 71,5. L’indice di fiducia settimanale è risalito nelle ultime due settimane e la fiducia dovrebbe rispondere positivamente al calo del prezzo della benzina e al rialzo di borsa.
– Il Chicago PMI a luglio dovrebbe salire a 63 da 61,1 di giugno, confermando la svolta dal minimo di maggio a 56,6, restando ancora lontano dal livello di aprile (67,6) e dal picco di febbraio (71,2). A luglio si dovrebbe vedere un aumento della componente produzione (scesa a 56 a maggio e risalita a 66,9 a giugno) verso il livello di aprile (70). L’indagine dovrebbe dare conferme all’ipotesi che gran parte del rallentamento della primavera fosse di natura transitoria.
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