Nell’area euro si conclude la tornata delle indagini di fiducia relative al mese di ottobre. Indice della Commissione Europea e ISAE potrebbero stabilizzasi su livelli piuttosto elevati. I dati sul CPI per Germania, Italia e area euro, nel complesso, confermeranno che la dinamica inflazionistica è sotto controllo. I dati sul mercato del lavoro potrebbero mostrare un’ulteriore discesa nel tasso di disoccupazione tedesco e una stabilizzazione in Italia e nell’intera area euro.
Negli Stati Uniti i dati dovrebbero essere in linea con crescita modesta ma positiva. A settembre, le vendite di case (nuove ed esistenti) dovrebbero riprendersi dai minimi recenti; gli ordini di beni durevoli sono previsti in aumento moderato. La crescita del PIL del 3° trimestre dovrebbe riaccelerare. Per il Chicago PMI è prevista una modesta correzione a ottobre. …
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Stati Uniti
– Le vendite di case esistenti a settembre sono previste in aumento a 4,2 milioni di unità ann. Da 4,13 milioni di agosto e da un minimo storico di 3,84 milioni di luglio. I contratti di compravendita (“pending home sales”) sono aumentati ad agosto del 4,3% m/m, dopo il +4,5% m/m di luglio. Questo indicatore, insieme ai livelli straordinariamente bassi delle vendite, sostiene la previsione di aumento delle vendite di case esistenti a settembre. Il recente blocco dei pignoramenti esteso a molte banche grandi e sostenuto ormai in diversi stati limiterà nei prossimi mesi/trimestri l’ingresso sul mercato di case pignorate, frenando eventuali incrementi dello stock di case invendute (sceso a 11,6 mesi dal picco di 12,5 di luglio). La dinamica delle vendite rimarrà comunque debole, frenata dall’impatto dell’elevato tasso di disoccupazione sulla formazione di nuove unità familiari: al 1° trimestre del 2010, le nuove unità familiari erano in aumento di solo lo 0,3% a/a, contro un aumento medio dell’1,3% nei 30 anni precedenti, e del 2,2% fra il 1950 e il 1980.
Martedì 26 ottobre
Area euro
– Italia. La fiducia dei consumatori (indice ISAE) potrebbe correggere a 106,3 a ottobre, dopo essere balzata a 107,2 il mese precedente. L’indicatore si sta stabilizzando a un livello intermedio tra i picchi di un anno fa e i minimi del luglio 2008. Il permanere di preoccupazioni occupazionali e una dinamica ancora stagnante del reddito spiegherebbero il ripiegamento del morale.
Stati Uniti
– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board dovrebbe salire a 50 a ottobre, da 48,5 di settembre, riportandosi più in linea con la media da inizio anno (53,6), e rimanendo sempre ben al di sotto della media di lungo termine (90,3 da inizio 2000, 93,4 da inizio 1980). La modesta ripresa prevista per l’indice è giustificata dalla forbice che si è aperta con l’indicatore della Univ. of Michigan. In ogni caso, non ci sono segnali di inizio di un trend positivo per la fiducia delle famiglie, ma solo di stabilizzazione, come rilevato anche dall’indice settimanale ABC.
Mercoledì 27 ottobre
Area euro
– Italia. La fiducia delle imprese, secondo l’indagine ISAE, potrebbe rimbalzare lievemente a ottobre, a 99 dopo l’inatteso calo a 98,4 il mese scorso. L’indicatore tornerebbe cioè circa in linea con il dato di agosto che rappresentava un massimo da due anni e mezzo. Il livello ancora elevato della fiducia, assieme al recente rimbalzo di ordini e produzione, segnala che non si è esaurito il trend di ripresa dell’attività economica nell’industria.
– Il tasso di crescita annua di M3 potrebbe accelerare da 1,1% a/a a 1,3% a/a a settembre. La crescita di M1 potrebbe rallentare per il quinto mese consecutivo, mantenendo tuttavia una dinamica sostenuta (ad agosto: 7,7%). Tra le controparti di M3, i prestiti al settore privato potrebbero crescere a 1,2% a/a da 0,9% a/a, spinti principalmente dai prestiti alle famiglie, mentre i prestiti alle imprese resterebbero ancora in territorio negativo (ad agosto: -1,1%).
– Germania. A ottobre, l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe mostrare un calo mensile di -0,1% m/m, come il mese precedente. L’inflazione annua rallenterebbe a 1,1% a ottobre, da 1,3% a/a di settembre. Sull’armonizzato i prezzi dovrebbero calare di -0,2% m/m e l’inflazione rallentare all’1% dall’1,3% a/a. Per i prossimi mesi stimiamo un calo ulteriore del CPI, che dovrebbe portarsi in un intorno di 0,7% a/a tra fine 2010 e inizio 2011.
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli a settembre sono previsti in aumento dell’1,7% m/m (dopo il -1,5% m/m ad agosto). Gli ordini al netto dei trasporti dovrebbero aumentare dello 0,5% m/m (dopo il +1,7% m/m). La componente ordini dell’ISM è su un trend in calo dal picco di maggio a 65,7, fino a 51,1 di settembre. Il trend degli ordini dovrebbe rimanere modestamente positivo, ma in rallentamento. Gli ordini totali dovrebbero risentire di un nuovo incremento degli ordini per l’aeronautica civile, calati ad agosto.
– Le vendite di case nuove dovrebbero aumentare a 295 mila a settembre da 288 mila di agosto. Le indicazioni dell’indagine di fiducia dei costruttori sono più positive di quanto atteso, con un rialzo dell’indice di fiducia a 16 a ottobre da 13 di settembre, sulla base di miglioramenti di tutte le componenti. Questo segnala un possibile moderato trend verso l’alto delle vendite nel 4° trimestre, anche se i dati delle licenze a settembre danno indicazioni contrastanti.
Giovedì 28 ottobre
Area euro
– Ad ottobre, l’indice di fiducia economica della Commissione Europea potrebbe salire ancora, a
103,5 da 103,2 di settembre. La fiducia dei consumatori è rimasta ferma per il terzo mese consecutivo a ottobre, a quota -11. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ancora nelsettore manifatturiero, a 0 da -2 precedente, mentre potrebbe peggiorare nei servizi, a 7 da 8precedente. In sintesi, il livello dell’indicatore è superiore alla media storica calcolata dal 1985(100,7) e coerente con un proseguimento del trend di crescita per l’area euro.
Venerdì 29 ottobre
Area euro
– A settembre, il tasso di disoccupazione nell’area euro potrebbe essere calato al 10% dopo tre mesi consecutivi al 10,1% (massimo da oltre 12 anni). È, infatti, solo questione di tempo prima che la ripresa del ciclo avviata oltre un anno fa si traduca in un miglioramento anche per il mercato del lavoro. Peraltro, permangono forti divergenze tra i vari paesi dell’area euro: non è da escludere un’ulteriore salita della disoccupazione nei paesi periferici.
– Italia. Il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è visto stabile all’8,2% a settembre. La maggiore flessibilità del mercato del lavoro italiano rispetto al passato potrebbe aver accorciato il lag temporale con cui i miglioramenti del ciclo si riflettono sull’occupazione. Il numero di disoccupati e cassa integrati resta elevato, ma il miglioramento delle intenzioni di assunzione delle imprese lascia presagire che il peggio per l’occupazione sia ormai alle spalle.
– Sulla base della stima preliminare, l’inflazione nell’area euro potrebbe rimanere ferma all’1,8% a/a a ottobre. Il dato sarebbe coerente con una crescita dei prezzi al consumo di 0,2% m/m, come nel mese precedente. L’inflazione core dovrebbe rallentare a 0,9% a/a, da 1,0% a/a. Già a partire dal mese di novembre, il CPI potrebbe tornare a calare, anche grazie alla minor inflazione importata derivante dal recente apprezzamento del cambio. Un punto di minimo potrebbe essere toccato a inizio primavera all’1,2% a/a.
Stati Uniti
– Il Chicago PMI a ottobre è previsto in calo a 58 da 60,4 di settembre. A settembre l’indagine era stata positiva, con un rialzo di 3,7 punti e un miglioramento di quasi tutte le componenti tranne l’occupazione. La previsione per ottobre riporterebbe l’indice sulla media da inizio anno, più compatibile con le indicazioni delle altre indagini e dei dati di attività.
– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) dovrebbe stabilizzarsi vicino al livello del dato preliminare, salendo a 68 da 67,9, e mantenendosi nell’intervallo compreso fra 67 e 69 in cui l’indice è rimasto da maggio 2010. La fiducia delle famiglie rimane frenata dalla situazione negativa del mercato del lavoro e dall’incertezza sulle prospettive per le imposte, che verranno affrontate in Congresso solo dopo le elezioni midterm di inizio novembre.
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