Nell’area euro, il calendario macro offre il completamento della tornata di indagini congiunturali di marzo (IFO tedesco, indagine Commissione UE, fiducia di imprese e famiglie in Italia), ……
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che dovrebbe confermare i segnali di minor pessimismo visti negli ultimi mesi e i numeri sull’inflazione di marzo che, nonostante i rincari su base mensile dovuti a energia e prodotti stagionali, dovrebbero mostrare un lieve calo del tendenziale.
La settimana vede pochi dati in uscita negli Stati Uniti. La fiducia delle famiglie di marzo dovrebbe essere in calo, sulla scia del rialzo del prezzo della benzina. Gli ordini di beni durevoli a febbraio dovrebbero recuperare, dopo un ampio calo a gennaio. La stima del PIL del 4° trimestre 2011 dovrebbe essere rivista a 3,2% t/t ann., da 3% t/t ann. della stima precedente.
Lunedì 26 marzo
Area euro
– Italia. Ci aspettiamo che la fiducia dei consumatori, dopo il rimbalzo superiore al previsto di febbraio, possa tornare a calare a marzo (stimiamo a 93,5 da 94,2 precedente). Potrebbero aver pesato le rinnovate preoccupazioni occupazionali e i rincari dei prezzi, specie sui beni ad alta frequenza. Il morale delle famiglie resta vicino ai minimi storici toccati tra dicembre e gennaio, non segnalando alcuna ripresa per i consumi.
– Germania. L’indice IFO è visto in salita per il quinto mese consecutivo a marzo, stimiamo a 110,4 da 109,6 di febbraio (contro una media storica di 100,7). Il miglioramento sarebbe dovuto alle aspettative per il futuro (a 103,7 da 102,3) mentre potrebbe essere calata la valutazione sulla situazione corrente (a 117,3 da 117,5 di febbraio). I dati più recenti segnalano una possibile ripresa dell’economia tedesca nel 1° trimestre 2012 dopo il -0,2% t/t registrato dal PIL a fine 2011.
Martedì 27 marzo
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo dovrebbe calare a 68 da 70,8, cancellando solo una parte del rialzo di quasi 9 punti di febbraio. Anche altre indagini a marzo hanno corretto in gran parte per via dei rincari energetici. A febbraio l’indagine aveva registrato un aumento molto ampio sia per le condizioni correnti (a 45 da 38,8), sia per le aspettative (88 da 76,7). Il forte rialzo del prezzo della benzina dovrebbe determinare una correzione più ampia delle aspettative.
Mercoledì 28 marzo
Area euro
– La crescita annua di M3 potrebbe accelerare al 2,7% a febbraio dal 2,5% di gennaio. Il rimbalzo di gennaio rifletteva il venir meno delle operazioni interbancarie garantite condotte tramite controparti centrali situate nell’area dell’euro di fine anno, e aveva incorporato solo in parte l’impatto iniziale della prima ORLT a tre anni. Sarà importante valutare l’evoluzione a febbraio dei prestiti al settore privato, che avevano registrato una modesta riduzione a gennaio; sospettiamo che occorra del tempo prima che si concretizzi il pieno impatto delle misure non convenzionali adottate dalla BCE.
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe rimbalzare a 92 a marzo da 91,5 di febbraio.
L’attenuazione delle tensioni sul rischio sovrano dovrebbe aver indotto l’aspettativa di un miglioramento nelle condizioni economiche e al credito. In ogni caso, la fiducia delle imprese resta inferiore alla media storica (100,6) e un rimbalzo non giustificherebbe alcun ottimismo.
Tuttavia, il morale resta anche ben lontano dai minimi toccati nel 2009 (71,1).
– Germania. I dati sui Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,4% m/m a marzo, solo per un decimo dovuto agli usuali fattori stagionali e per tre decimi al rincaro dei prezzi energetici. L’inflazione dovrebbe attestarsi al 2,3% sia sulla misura nazionale, che in base all’indice armonizzato. Stimiamo che il CPI possa rimanere circa stabile nei prossimi mesi (per scendere solo dall’autunno).
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli a febbraio sono previsti in ripresa, +2,8% m/m, dopo il calo di gennaio (-3,7 % m/m). Anche il dato ex-trasporti dovrebbe essere in netto miglioramento, con una variazione prevista di +2,2% m/m, dopo -3% m/m a gennaio. In parte, l’ampia contrazione di gennaio è legata alla fine degli incentivi per gli investimenti che avevano gonfiato i dati dei mesi finali del 2011. Gli ordini dell’aeronautica civile dovrebbero recuperare quasi tutto il calo di gennaio, sostenuti dalla ripresa di Boeing. I dati dovrebbero anche mostrare un significativo rallentamento del trend positivo delle scorte che ha caratterizzato il 4° trimestre.
Giovedì 29 marzo
Area euro
– Germania. È possibile che la disoccupazione risalga marginalmente a marzo, al 6,9% da un precedente 6,8% (che rappresenta un minimo nei vent’anni di rilevazione della serie). Da notare che il tasso di disoccupazione, secondo gli standard ILO, ha iniziato a risalire già a gennaio (di un decimo, al 5,8%). Marzo potrebbe vedere un numero di disoccupati stabile (come febbraio).
– L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe migliorare ancora (per il terzo mese consecutivo) a marzo, stimiamo a 95 da 94,4 di febbraio. La fiducia dei consumatori secondo la stima preliminare è salita a -19 da -20,3; la fiducia delle imprese potrebbe migliorare nel settore dei servizi (a zero) e rimanere poco variata nell’industria (a -6).
Il livello dell’indice resta coerente con una sostanziale stagnazione dell’economia area euro nel trimestre primaverile.
Stati Uniti
– La terza stima del PIL del 4° trimestre 2011 dovrebbe segnare una variazione di 3,2% t/t ann.
da 3% della stima precedente, rispetto al 3% t/t ann. della seconda stima. La revisione dovrebbe riguardare soprattutto i consumi, con una dinamica migliore per i servizi. Anche gli investimenti fissi dovrebbero risultare più forti alla luce dei dati di spesa in costruzioni non residenziali rivisti con le informazioni di gennaio. Gli investimenti residenziali e le esportazioni nette potrebbero essere rivisti marginalmente verso il basso.
Venerdì 30 marzo
Area euro
– Francia. Le vendite al dettaglio potrebbero rimbalzare di 0,6% a febbraio dopo il -0,4% m/m di gennaio. Il sentiero tendenziale risulterà poco variato a -2,1% da -2,2% a/a precedente. Le immatricolazioni auto suggeriscono un rimbalzo delle vendite dopo il calo di gennaio. In ogni caso, le vendite sarebbero in rotta per un calo nel 1° trimestre, che potrebbe riflettersi in una flessione del PIL.
– L’inflazione area euro è vista rallentare di un decimo al 2,6% a/a a marzo, grazie a un effetto statistico favorevole. Nel mese, i prezzi potrebbero essere cresciuti di 1,2% m/m, sulla scia sia dei rincari stagionali, che degli aumenti dei prezzi dei carburanti. L’inflazione rischia di rimanere sopra il target BCE per tutto l’anno, spinta principalmente dalle pressioni sull’energia e dagli aumenti di tariffe e imposte indirette; in ogni caso, il CPI al netto dei prodotti più volatili rimarrà ampiamente al di sotto del 2%.
– Italia. A marzo, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,3% m/m sulla misura nazionale e di 2,1% m/m (per effetto del rimbalzo dei prezzi di beni stagionali dopo il calo temporaneo di gennaio-febbraio) sull’armonizzato UE. L’inflazione calerebbe di un decimo sia sul NIC (al 3,2% a/a), che sull’armonizzato (al 3,3% a/a). Sulla dinamica mensile ha pesato soprattutto il rincaro dei carburanti (in media superiore al 3% m/m nel mese, e tale rincaro si aggiunge a quelli di entità simile dei tre mesi precedenti). In prospettiva, l’inflazione potrebbe calare solo di qualche decimo da qui a fine estate, per tornare a salire da ottobre in corrispondenza dei nuovi aumenti delle aliquote IVA.
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