15 AGENDA

I Market mover della settimana : 26 – 30 novembre 2012

Nell’area euro, l’indagine della Commissione Europea e i dati sulla fiducia delle imprese in Italia dovrebbero confermare che l’attività economica rimane orientata per una lieve recessione e che al momento non vi sono spiragli di miglioramento nel breve periodo. …..


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L’inflazione è attesa moderare significativamente in Germania all’1,9% a/a da un precedente 2,1%, al 2,3% nell’area euro, ma è vista stabile in Italia al 2,8%. Continua l’ascesa della disoccupazione, che a ottobre potrebbe toccare l’11,7%, un massimo dal 1995. La spesa per consumi in Francia è vista in calo a novembre. Le vendite al dettaglio tedesche dovrebbero ritracciare parte del forte aumento di settembre. La seconda riunione straordinaria dell’Eurogruppo potrebbe finalmente decidere lo sblocco della tranche di aiuti ufficiali alla Grecia, dopo il nulla di fatto del 20 novembre.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. I dati in uscita saranno modestamente positivi. La seconda stima del PIL del 3° trimestre vedrà un’ampia revisione verso l’alto, per canale estero e scorte, ma il ritmo di crescita rallenterà di nuovo a fine anno. Per i dati di ottobre, gli ordini di beni durevoli e le vendite di case nuove dovrebbero essere in rialzo, mentre la spesa e il reddito personali sono attesi poco variati. Il Beige Book non dovrebbe modificare la valutazione di mercato del lavoro ancora lontano dall’aggiustamento “sostenibile” a cui punta la Fed.

Lunedì 26 novembre

Area euro

Italia. La fiducia dei consumatori di novembre è vista stabile a 86,5, dopo il miglioramento registrato nel mese di ottobre. Il morale rimane su livelli storicamente bassi (media di lungo termine: 104,9), depresso dalle notizie negative sul quadro macro. Le attese sono per una stabilizzazione delle componenti situazione corrente (a 92) e delle prospettive future a 76. Le indicazioni che potrebbero giungere dalla fiducia sono coerenti con il proseguimento della contrazione dei consumi nei prossimi mesi.

Grecia. Attesa la decisione dell’Eurogruppo straordinario che potrebbe finalmente sbloccare la tranche da 31,5 miliardi e anche al versamento delle tranche di settembre e dicembre, che porterebbero a 44 i miliardi disponibili per il Paese. Le trattative sul finanziamento del fabbisogno finanziario necessario per il periodo 2013-16 e sulle modalità per rendere sostenibile il debito pubblico del Paese nel medio termine si sono interrotte martedì 20 novembre, a causa della necessità di analisi dettagliata delle soluzioni prospettate per risolvere il problema fiscale della Grecia (tra le opzioni discusse: il taglio degli interessi sui prestiti dei Paesi membri, l’allungamento delle scadenze e la costituzione di un fondo di 10 miliardi di euro per riacquistare debito sul mercato). Si è evidenziata in ogni caso una spaccatura tra i Paesi dell’Unione Europea che rende più complesse le trattative.

Martedì 27 novembre

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a ottobre sono previsti in aumento di 0,3% m/m, spinti ancora dal rialzo nel comparto dell’aeronautica civile. Per quanto riguarda il dato al netto dei trasporti, si dovrebbe registrare una variazione di solo 0,1% m/m. Le indicazioni degli ordini nell’ISM di ottobre erano positive, anche se il Philly Fed aveva invece un segnale di contrazione.  La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a novembre dovrebbe correggere marginalmente a 71,8 da 72,2 di ottobre. L’indagine dell’Univ. of Michigan ha registrato una contrazione nel dato finale di novembre rispetto all’aumento visto con il preliminare.

L’indice di fiducia settimanale Bloomberg Comfort dà indicazioni contrastanti, con un calo dell’indicatore coincidente e un aumento delle aspettative. L’uragano Sandy, i timori per il fiscal cliff e la correzione della borsa dovrebbero contribuire a ridurre la fiducia delle famiglie nel prossimo mese.

La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC dell’11-12 dicembre. Il Rapporto dovrebbe dare indicazioni sugli effetti dell’uragano Sandy e segnalare una generalizzata stagnazione dell’attività nel settore manifatturiero anche negli stati non colpiti dall’uragano. Su mercato del lavoro e prezzi non ci dovrebbero essere novità rispetto a quanto rilevato nei mesi precedenti. Il Beige Book non dovrebbe quindi contrastare l’aspettativa che il 12 dicembre il FOMC decida di ampliare QE3 per sostituire gli acquisti di Operation Twist, in scadenza a fine anno.

Mercoledì 28 novembre

Area euro

La crescita annua di M3 è vista in ri-accelerazione al 2,8%, dopo la frenata dello scorso mese (2,7%) riportandosi pertanto ai livelli di agosto; la media mobile trimestrale dovrebbe portarsi al 2,8%. L’andamento dei prestiti al settore privato dovrebbe essere ancora negativo, sebbene in misura minore rispetto a quanto registrato a settembre (quando si è registrata una contrazione dello 0,8%).

Germania. L’inflazione a novembre potrebbe rallentare di due decimi all’1,8% a/a sulla misura nazionale e all’1,9% a/a sulla misura armonizzata. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero calare di 0,2%, grazie al rientro delle pressioni sulla componente energia, dal 2%. L’inflazione dovrebbe scendere ancora di qualche decimo da qui a fine anno e moderare ulteriormente nei primi mesi del 2013.

Stati Uniti

Le vendite di case nuove a ottobre dovrebbero salire a 390 mila da 380 mila di settembre. Sui dati di ottobre ci sono influenze contrastanti; gli effetti dell’uragano Sandy dovrebbero portare a un calo delle vendite nel Nord-Est; tuttavia nella altre regioni dovrebbe proseguire il trend verso l’alto spinto anche dal calo dei tassi sui mutui che ha accompagnato l’apertura di QE3. La fiducia dei costruttori ha continuato a segnare ampi rialzi. Le scorte di case invendute nel 3° trimestre si sono assestate su una media di 4,6 mesi, coerente con il proseguimento dell’attività di costruzione come evidenziato dal trend positivo dei cantieri.

Giovedì 29 novembre

Area euro

Germania. Il tasso di disoccupazione di novembre è atteso stabile dopo l’aumento al 6,9% del mese precedente. Le indagini congiunturali suggeriscono che la disoccupazione potrebbe salire ulteriormente nei prossimi mesi. Il rallentamento ciclico potrebbe spingere la disoccupazione fino al 7,2% in media il prossimo anno, ancora ben al di sotto dei livelli del 2009, a 8,1%.

Italia. La fiducia delle imprese è attesa tornare sui minimi estivi (87,3) dopo il recupero di inizio autunno. La fiducia rimane significativamente al di sotto della media storica (100,4) e non lontana dai minimi del 2009 (83) ed è coerente, quindi, con un rallentamento dell’attività economica a fine anno, in linea con le nostre stime.

La fiducia stilata dallCommissione Europea in zona euro per il mese di novembre potrebbe rimanere stabile a 84,5, un minimo dal 2009. La fiducia dei consumatori dovrebbe confermare la lettura preliminare a -26,9, rispetto al -25,7 di ottobre. Il morale delle imprese dovrebbe risalire lievemente nell’industria (a -17 da -18) mentre nei servizi potrebbe segnalare un deterioramento ulteriore (a -13 da -12,1), come indicato dalla stima flash del PMI.

Stati Uniti

La seconda stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe essere rivista significativamente verso l’alto, da 2% t/t ann. del dato advance a 2,8% t/t ann. La revisione dovrebbe essere dovuta a dati più forti di scorte e esportazioni nette, che dovrebbero più che controbilanciare le correzioni verso il basso attese per spesa pubblica e consumi privati. I dati di commercio estero e scorte, usciti dopo la pubblicazione della stima advance, sono più sostenuti rispetto alle ipotesi per settembre su cui si era basato il Bureau of Economic Analysis. In particolare, le esportazioni dovrebbero risultare in aumento dell’1,5% t/t ann. contro la stima advance di -1,4% t/t ann.; anche le importazioni dovrebbero risultare in aumento (contro una contrazione di -0,2% t/t ann. della stima advance), ma la revisione delle esportazioni è molto più ampia e prevale sul contributo atteso delle esportazioni nette. Un rialzo delle scorte nel 3° trimestre ha implicazioni negative per la crescita del 4° trimestre, che dovrebbe vedere un nuovo rallentamento del ritmo di espansione.

Venerdì 30 novembre

Area euro

Francia. La spesa per consumi di ottobre è attesa in moderata contrazione: dopo il lieve rimbalzo di settembre, pari allo 0,1% sul mese, le vendite al dettaglio potrebbero scendere dello 0,3%, alimentate dalla debolezza registrata dal settore auto. La contrazione mensile si tradurrebbe in una contrazione dello 0,6% su base annua e dello 0,5% sugli ultimi tre mesi. I consumi francesi rimarranno depressi per effetto di condizioni di reddito meno favorevoli. Il mercato del lavoro potrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi e la politica fiscale è attesa divenire più restrittiva.

Germania. Le vendite al dettaglio sono viste in calo di 0,5% a ottobre dopo il forte incremento di settembre. I consumi in Germania dovrebbero tenere meglio che nel resto della zona euro sostenuti da una dinamica del reddito disponibile ancora espansiva.

Spagna. Una stagionalità sfavorevole potrebbe spingere l’inflazione spagnola al 3,6% a/a a novembre da un precedente 3,5% a/a. Sulla misura armonizzata, l’inflazione è vista al 3,7% a/a da un precedente 3,5% a/a. La dinamica dei prezzi al consumo è attesa moderare solo nel 2013 e in particolare da giugno in avanti, quando comincerà a venir meno l’effetto dell’aumento dell’IVA dal confronto annuale. In media annua, l’inflazione spagnola è vista al 2,6% quest’anno e moderare al 2,4% il prossimo anno.

Italia. Il tasso di disoccupazione a ottobre potrebbe toccare il 10,9%. Su base trimestrale la disoccupazione è vista al 10,8% da un precedente 10,6%. Il deterioramento del mercato del lavoro segue il periodo estivo di sostanziale stabilizzazione, dovuto in parte all’aumento degli inattivi a fronte del calo degli occupati. Le prospettive per il mercato del lavoro rimangono negative: il tasso di disoccupazione potrebbe continuare ad aumentare fino alla primavera del 2013.

Continua l’ascesa inarrestabile della disoccupazione area euro che a ottobre potrebbe toccare l’11,7%, un massimo dal 1995. Le prospettive per il mercato del lavoro, in particolare nei paesi periferici, rimangono di ulteriore peggioramento nella prima metà del 2013. In media annua ci aspettiamo un aumento della disoccupazione all’11,7% il prossimo anno dall’11,3% stimato per il 2012.

L’inflazione area euro è vista moderare al 2,4% a novembre da un precedente 2,5%. Sul mese i prezzi dovrebbero rimanere stabili L’inflazione, a meno di sorprese dal prezzo dell’energia, è attesa calare al di sotto del 2% per febbraio prossimo ed aggirarsi in media all’1,8% il prossimo anno, dal 2,5%.

Italia. L’inflazione è attesa in aumento al 2,7% a/a a novembre da un precedente 2,6% a/a, sulla misura nazionale, mentre è vista stabile al 2,8% sulla misura armonizzata. Sul mese, i prezzi al consumo sono visti stabili. Nei prossimi mesi ci aspettiamo una moderazione dell’inflazione per la fine dell’anno.

Stati Uniti

La spesa personale dovrebbe essere invariata a ottobre. I dati delle vendite al dettaglio di ottobre sono stati negativi (-0,3% m/m), in particolare per le componenti di beni durevoli, a causa anche degli effetti dell’uragano; la spesa per beni non durevoli invece dovrebbe risultare sostenuta dall’accumulo di scorte di beni di prima necessità avvenuto prima dell’arrivo di Sandy. Il reddito personale è atteso in aumento di 0,1% m/m, sulla base delle informazioni dell’employment report di ottobre che hanno mostrato salari e ore lavorate in calo, a fronte di un aumento relativamente solido di occupati (+171 mila). Il tasso di risparmio dovrebbe

aumentare marginalmente a 3,4% da 3,3% di settembre. I deflatori dei consumi (sia totale, sia core) sono attesi in crescita di 0,1% m/m. Il deflatore core manterrebbe la dinamica tendenziale a 1,7% a/a; per il deflatore totale, la variazione annua prevista (1,8% a/a, da 1,7% a/a) rimarrebbe al di sotto dell’obiettivo della Fed del 2%.

Il Chicago PMI dovrebbe correggere a 49,6 a novembre, da 49,9 di ottobre. L’indice si manterrebbe così, per il terzo mese consecutivo, su livelli coerenti con stagnazione dell’attività. Tutte le indagini hanno registrato debolezza della componente ordini. Le altre componenti dell’indagine dovrebbero restare marginalmente al di sopra di 50.


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