Nell’area euro, l’indice di fiducia economica confermerà il peggioramento del quadro congiunturale. Il morale delle imprese è atteso in peggioramento anche in Italia. La disoccupazione è vista stabile in Germania, ma in aumento….
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all’11% nell’area euro e in Italia al 9,9%. Le vendite al dettaglio dovrebbero essere in lieve ripresa in Francia a maggio ed in Germania ad aprile. L’inflazione è vista stabile al 2,6% a/a nell’area euro ed al 3,7% a/a in Italia ma in lieve aumento in Germania al 2,3% a/a e Spagna (al 2,2% a/a). La dinamica di M3 potrebbe recuperare al 3,5% a/a in aprile.
La settimana negli Stati Uniti vede la pubblicazione dei principali dati del mese di maggio. L’employment report dovrebbe mostrare modesta accelerazione della dinamica occupazionale dopo il significativo rallentamento di marzo e aprile; il tasso di disoccupazione dovrebbe essere invariato all’8,1%. L’ISM del settore manifatturiero dovrebbe calare, dopo due rialzi consecutivi, mentre il Chicago PMI è atteso in modesto recupero. Spesa e reddito personali, spesa in costruzioni dovrebbero registrare moderati aumenti. Le vendite di autoveicoli a maggio dovrebbero ancora aumentare. La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe subire una revisione verso il basso di 4 decimi per via di un minor accumulo di scorte.
Lunedì 28 maggio
Area euro
– Italia La fiducia delle imprese potrebbe perdere ulteriormente quota a maggio fino a 89,0 da un precedente 89,5. Il livello sarebbe significativamente al di sotto della media di lungo termine, ma ancora ben al di sopra del minimo di 70,7 toccato nel marzo 2009. Negli ultimi tre mesi si è visto un netto peggioramento del libro ordini sia dall’interno che dall’estero che potrebbe aver pesato sulla produzione. Il clima di incertezza sulla crisi del debito sovrano contribuirà a tenere depresse le attese per i prossimi mesi.
Stati Uniti
– Mercati chiusi per Memorial Day.
Martedì 29 maggio
Area euro
– Germania. I prezzi a consumo sono attesi in calo di 0,1% m/m. La stagionalità favorevole dovrebbe essere in parte controbilanciata da un rialzo dei prezzi di benzine e carburanti. Sull’anno, l’inflazione è attesa in calo di un decimo al 2,0% a/a sulla misura nazionale, ma in lieve rialzo al 2,3% a/a sull’armonizzato. L’inflazione tedesca è attesa rientrare sotto il 2,0% a/a da settembre. La dinamica dell’inflazione sottostante rimane sotto controllo all’1,7% a/a.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori a maggio è prevista in moderata correzione a 68,5 da 69 di aprile. Il calo del prezzo della benzina è un elemento positivo per le famiglie, ma la correzione della borsa e le indicazioni incerte dal mercato del lavoro dovrebbero portare a una stabilizzazione della fiducia sui livelli degli ultimi 2-3 mesi. L’indice settimanale di fiducia di Bloomberg è in calo da metà aprile ed è tornato sui livelli di fine gennaio.
Mercoledì 30 maggio
Area euro
– Area euro. La dinamica di M3 è attesa accelerare al 3,5% a/a da un precedente 3,2% a/a ad aprile. L’accelerazione sarebbe dovuta in parte alla trasmissione dell’iniezione di liquidità di inizio anno, favorita dall’aumento della pendenza dei tassi a breve termine. La media mobile a tre mesi potrebbe salire al 3,2% a/a da un precedente 2,8% a/a.
– Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe scivolare ulteriormente a maggio a 91,9 da un precedente 92,8. Il calo dovrebbe interessare quasi tutti i comparti ma potrebbe essere particolarmente marcato nell’industria (-11 da -9) e nel commercio al dettaglio, stando alle indicazioni dalle indagini nazionali
– Germania. Ci aspettiamo solo un modesto aumento (+0,2% m/m) delle vendite al dettaglio ad aprile dopo il +1,6% m/m di marzo scorso. La fiducia delle famiglie è scivolata in aprile, ma il morale delle imprese che operano nel commercio al dettaglio è rimasto su livelli discreti.
– Spagna. I prezzi al consumo sono attesi in crescita di 0,2% m/m, su pressioni dall’energia. L’inflazione potrebbe toccare il 2,2% a/a da un precedente 2,1% a/a sulla misura nazionale e sull’armonizzato. L’inflazione spagnola è attesa rimanere appena al di sopra del 2,0% a/a fino a fine 2012.
Giovedì 31 maggio
Area euro
– Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione stabile al 2,6% a/a, ma i rischi potrebbero essere verso l’alto. Il picco per l’inflazione dovrebbe vedersi a luglio al 2,8%.
– Germania. A maggio, la disoccupazione potrebbe essere rimasta invariata o scesa marginalmente stando alle indicazioni sulle intenzioni ad assumere dalle indagini congiunturali. Il tasso di disoccupazione è visto sui livelli di aprile, a 6,8%. Nei prossimi mesi, la disoccupazione tedesca potrebbe risentire dell’andamento del ciclo. Sebbene la Germania abbia tenuto meglio del resto della zona euro, a maggio l’indice Ifo ha perso quota ed il PMI si è assestato a 45.
– Italia. I prezzi al consumo sono visti in aumento di 0,1% m/m a maggio, ancora su pressioni dai prezzi delle benzine e carburanti. Sulla misura armonizzata i prezzi sono visti in crescita di 0,2% m/m. L’inflazione dovrebbe rimanere stabile al 3,3% a/a sulla misura nazionale ed al 3,7% a/a sull’armonizzato. Nella seconda metà di quest’anno, le minori pressioni dall’energia saranno più che bilanciate dal rialzo dell’aliquota IVA di 2 punti a ottobre; l’inflazione rimarrà, quindi, circa sui livelli attuali.
– Francia. Le vendite al dettaglio di aprile sono viste in aumento di +0,3% m/m ad aprile, dopo la marcata contrazione di marzo. Alimentari ed abbigliamento sono visti in recupero dopo la picchiata di marzo. Tuttavia, i dati sulle immatricolazioni suggeriscono un calo delle vendite di auto che limita quindi la risalita per le vendite al dettaglio nel loro complesso. Il marginale recupero delle vendite al dettaglio che si potrebbe sperimentare ad aprile lascia aperta l’ipotesi di una contrazione dei consumi nel corso del secondo trimestre dell’anno, come dimostrato dal permanere su livelli compressi della fiducia dei consumatori.
Stati Uniti
– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati è vista dal consenso a 135 mila da 119 mila di aprile.
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe incorporare una revisione verso il basso a 1,8% t/t ann., da 2,2% t/t ann. della stima advance. Un’ampia revisione verso il basso della variazione delle scorte dovrebbe essere la principale causa della revisione complessiva. Dal lato del commercio estero, esportazioni e importazioni più ampie dovrebbero elidersi; per quanto riguarda gli investimenti fissi delle imprese le consegne indicano possibili revisioni verso l’alto, che però dovrebbero essere controbilanciate da una spesa pubblica per costruzioni più moderata. La revisione della stima non dovrebbe essere considerata negativa se generata in gran parte dato dalle scorte.
– Il Chicago PMI a maggio dovrebbe risalire a 57,5 dopo il crollo a 56,2 di aprile. L’indagine il mese scorso era stata omogeneamente negativa, con correzioni diffuse a tutte le principali componenti, se pure da livelli molto elevati. Lo scenario per il settore auto rimane positivo e un rialzo a maggio sarebbe fisiologico, esteso anche alla produzione e agli ordini. L’indice dovrebbe però restare sotto i livelli medi dei primi tre mesi dell’anno (62).
Venerdì 1 giugno
Area euro
– Area euro. Il tasso di disoccupazione potrebbe toccare l’11% nella media area euro da un precedente 10,9%, si tratterebbe di un massimo assoluto dal 1992. Il peggioramento del ciclo continuerà a pesare sulla dinamica del mercato del lavoro, in particolare nei paesi periferici.
– Italia. Il tasso di disoccupazione salirà al 9,9% ad aprile. Le condizioni cicliche indicano un ulteriore peggioramento nei prossimi mesi. Ci aspettiamo che il picco di questo ciclo si vedrà a metà del 2013 oltre il 10%.
Stati Uniti
– L’employment report a giugno dovrebbe vedere un modesto miglioramento rispetto ad aprile: i nuovi occupati non agricoli dovrebbero essere pari a 160 mila, da 115 mila di aprile. Nel settore privato la dinamica occupazionale dovrebbe vedere un incremento di 170 mila, da 130 mila di aprile. Negli ultimi 3 mesi la dinamica occupazionale è stata pari a 176 mila per gli occupati non agricoli totali e pari a 183 mila per il settore privato. La crescita di occupati dovrebbe risalire verso la media dopo due mesi molto deboli; i nuovi sussidi a maggio si sono stabilizzati sui livelli di aprile, dopo rialzi visti a marzo. Le indagini di settore a livello regionale hanno dato indicazioni miste per le componenti di mercato del lavoro: la Philadelphia Fed segnala addirittura contrazione, l’Empire stabilizzazione sulla dinamica di aprile. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere invariato a 8,1%, nell’ipotesi che il tasso di partecipazione si stabilizzi a 63,6%; ci sono rischi che fra maggio e giugno il tasso di partecipazione scenda di un altro decimo sulla scia della fine dei sussidi di emergenza in altri 9 stati a maggio (per un totale di 239 mila sussidi in meno nel mese). I salari orari dovrebbero accelerare rispetto ad aprile (quando erano rimasti invariati) segnando un aumento mensile di 0,2% m/m.
– La spesa personale ad aprile è prevista in aumento di 0,3% m/m sulla base di vendite al dettaglio moderate. L’aggregato “control”, dato dalle vendite al netto delle componenti che non entrano nella definizione di consumi, ha visto un aumento discreto (0,4% m/m), ma le auto sono state invariate e le vendite di benzina sono scese per via del calo del prezzo. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, alla luce di una dinamica occupazionale modesta e di salari orari piatti ad aprile. Il tasso di risparmio dovrebbe stabilizzarsi sui livelli recenti (3,8%) al di sotto di quanto registrato per gran parte del 2011 (media annua 4,7%). Il deflatore totale dovrebbe aumentare di 0,1% m/m in linea con il CPI, per l’aggregato core la variazione attesa è dello 0,2% m/m.
– L’ISM del settore manifatturiero a maggio dovrebbe segnare un moderato ritracciamento dopo il rialzo di aprile: a maggio l’indice dovrebbe scendere a 53 da 54,8 di aprile, restando al disopra del livello medio del 1° trimestre. La stima flash dell’ISM, pubblicata per la prima volta da Markit il 24/5, è a 53,9, in calo da 56,4 di aprile. Le componenti sono tutte in calo: nuovi ordini a 54,8 da 57,1, produzione a 54,1 da 56,6, occupazione a 54,3 da 57, prezzi all’input e prezzi pagati in calo. L’indice complessivo a maggio torna sui livelli di febbraio 2012 e su quelli dell’autunno. Queste indicazioni sarebbero coerenti con un calo dell’ISM di maggio di circa 2 punti, vicino a 52,5 da 54,8 di aprile. Le indagini regionali sono state miste, con l’Empire in forte rialzo e il Philly Fed addirittura in territorio negativo. Le indicazioni complessive del settore manifatturiero inducono a far prevalere i segnali di correzione, anche se riteniamo che il crollo dell’indagine della Philadelphia Fed sia esagerato.
– La spesa in costruzioni ad aprile è attesa in aumento di 0,1% m/m. I nuovi cantieri sono stati volatili nei mesi scorsi, in parte per via delle condizioni climatiche. Ma gli immobili in costruzione sono pressoché stabili e puntano a variazioni modeste della spesa complessiva. Anche ad aprile si dovrebbe vedere la spesa pubblica in calo, controbilanciata da un
miglioramento della componente privata.
– Le vendite di autoveicoli a maggio dovrebbero aumentare modestamente a 14,5 milioni di unità ann. da 14,4 milioni di aprile, toccando i massimi da agosto 2007. Fine maggio include il week end lungo di Memorial Day, tipicamente caratterizzato da incentivi per le vendite. Le indicazioni dei concessionari e degli analisti di settore sono in linea con un nuovo aumento mensile: il settore auto continua a crescere a ritmi molto superiori a quelli associati con la modesta espansione complessiva della domanda. Questa situazione dovrebbe durare ancora nel prossimo biennio, dopo un periodo prolungato di calo delle vendite durante la recessione.
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