Euri 2

I market mover della settimana 28-01 Luglio

Nell’area euro l’indice di fiducia della Commissione UE e l’ISAE italiano completeranno la tornata di indagini di fiducia relative al mese di giugno, che vede nel complesso un lieve ripiegamento del morale sulla scia delle preoccupazioni legate alla crisi finanziaria. I dati sulla disoccupazione dovrebbero mostrare ancora una stabilità in Germania e nella …


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media area euro e un ulteriore aumento in Italia. I dati sull’inflazione in Germania, Italia e area euro mostreranno un rallentamento della dinamica annua di uno-due decimi, sulla scia di un lieve calo dei prezzi energetici e di pressioni core più che moderate. Le vendite al dettaglio in Germania mostreranno un rimbalzo modesto a maggio dopo il calo del mese precedente. M3 potrebbe tornare in territorio lievemente positivo, ma rimarranno in deciso calo i prestiti alle imprese.
Negli Stati Uniti, la settimana è densa di dati rilevanti. Gli indici del settore manifatturiero ISM e Chicago PMI dovrebbero confermare i segnali delle altre indagini regionali, scendendo rispetto ai picchi di aprile, ma restando coerenti con una crescita ancora sostenuta nel settore. Le vendite di autoveicoli dovrebbero essere in marginale calo a giugno rispetto a maggio, ma restare su livelli sostenuti. L’employment report dovrebbe mostrare un calo di occupati, per gli effetti del censimento, con una crescita discreta degli occupati nel settore privato e un calo del tasso di disoccupazione. La fiducia delle famiglie dovrebbe registrare una modesta correzione a giugno.
La spesa personale di maggio dovrebbe essere invariata, mentre la crescita del reddito dovrebbe essere solida, portando a un rialzo del tasso di risparmio.

Lunedì 28 giugno

Area euro

– Germania. I prezzi al consumo a giugno sono visti in crescita di 0,1% m/m, come il mese precedente. L’inflazione annua rallenterebbe così allo 0,9% a/a da un precedente 1,2% a/a sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Il ritmo moderato di crescita dei prezzi è dovuto sia a un lieve calo dei prezzi energetici che a una dinamica fondamentale sotto controllo.

– Il tasso di crescita annua di M3 potrebbe tornare in territorio positivo a maggio, a +0,1% a/a da -0,1% a/a di aprile. Sarebbe il primo mese di crescita annua positiva dallo scorso mese di ottobre. Il tasso di crescita di M1 dovrebbe rimanere a due cifre (+10,7% a/a ad aprile). Guardando alle principali controparti di M3, nel mese si dovrebbe registrare ancora una contrazione dei prestiti verso le imprese, mentre potrebbe proseguire il (moderato) rimbalzo dei prestiti alle famiglie.

Stati Uniti

– La spesa personale a maggio è prevista invariata su base mensile, dopo una variazione nulla nel mese di aprile. Le vendite al dettaglio di maggio sono state in calo di 1,2% m/m; al netto di auto e materiali da costruzione le vendite sono scese di 0,1% m/m, escludendo anche la benzina l’aggregato ha registrato un calo di 0,2% m/m. I servizi dovrebbero vedere un incremento sopra il trend, ma i beni non durevoli dovrebbero registrare un calo spinto anche dalla contrazione del prezzo della benzina, mentre i beni durevoli dovrebbero vedere un incremento modesto alla luce dei dati sulle auto. Il reddito personale a maggio dovrebbe essere aumentato di 0,5% m/m, con un ampio contributo di salari e stipendi. I salari mensili sono aumentati dello 0,3% m/m, la settimana lavorativa è cresciuta, gli occupati sono cresciuti di 431 mila unità, generando un aumento delle ore lavorate dello 0,4% m/m. Il tasso di risparmio dovrebbe quindi ritornare a salire, da 3,6% di aprile a 4% a maggio. Il deflatore dei consumi dovrebbe registrare un calo di 0,1% m/m, il deflatore core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m come ad aprile, ma il tendenziale dovrebbe proseguire sul trend in calo passando da 1,2% a/a di aprile a 1,1% a/a a maggio. Queste previsioni mettono qualche rischio verso il basso sulla nostra stima per i consumi nel 1° trimestre (3% t/t ann.): con una crescita modesta della spesa a giugno (+0,2% m/m reale), i consumi potrebbero vedere una dinamica t/t ann. del 2,7%.


Martedì 29 giugno

Area euro

– L’indice di fiducia economica della Commissione Europea è visto stabile a giugno dopo il calo a 98,4 di maggio. La fiducia delle famiglie è salita lievemente secondo la stima preliminare a -17 da -18, la fiducia delle imprese manifatturiere è vista stabile a -6 e la fiducia nel settore dei servizi potrebbe calare a 1 da 3. In sostanza, dopo il deciso recupero da aprile 2009 ad aprile 2010, l’indice si va stabilizzando su valori circa in linea con la media storica.

Stati Uniti

– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a giugno è prevista in calo a 61,5 da 63,3 di maggio. L’indagine settimanale ABC ha visto una correzione nella parte centrale del mese, che ha riportato l’indice sui livelli della seconda metà di maggio. L’indagine del Conference Board ha registrato tre aumenti consecutivi e un calo a 61,5 lascerebbe comunque l’indice su un trend di modesto rialzo rispetto al periodo maggio 2009-marzo 2010. Probabile una correzione della componente aspettative, che a maggio era sui massimi da settembre 2007.

Mercoledì 30 giugno

Area euro

– La stima preliminare per il mese di giugno dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in calo all’1,4% a/a rispetto all’1,6% a/a di maggio. Il dato sarebbe coerente con una stabilità dei prezzi nel mese (dopo il +0,1% m/m di maggio). Il nostro profilo di previsione lascia intendere una media dell’inflazione 2010 a 1,6%.
– Italia. I prezzi al consumo dovrebbero risultare stabili a giugno dopo essere saliti di un decimo il mese precedente. L’inflazione rallenterebbe così all’1,3% a/a da un precedente 1,4% sull’indice nazionale e all’1,5% a/a dall’1,6% a/a sull’armonizzato. L’inflazione è vista salire in misura assai moderata nei prossimi mesi, restando anche a fine anno sotto il 2%.
– Italia. L‘indice di fiducia delle imprese è visto in calo a 95,5 a giugno da un precedente 96,2. La media del 2° trimestre del 2010 si collocherebbe così a 95,9. L’aumento degli ordini dall’estero potrebbe essere più che compensato da una diminuzione delle commesse dall’interno, e non è da escludere un aumento delle scorte. Sulla fiducia delle imprese potrebbero incidere negativamente anche le preoccupazioni finanziarie legate alla manovra correttiva.
– Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 7,7% a giugno, stabilizzandosi dopo il trend discendente degli ultimi mesi. I disoccupati potrebbero calare, stimiamo di 15 mila unità dopo le 45 mila di maggio. Il mercato del lavoro tedesco continua a tenere meglio del resto della zona euro, grazie anche al sostegno offerto dal programma governativo “Kurzarbeit”.

Stati Uniti

– Il Chicago PMI a giugno dovrebbe essere sceso a 59,5 da 59,7 di maggio, segnalando stabilizzazione del ritmo di crescita sui livelli elevati degli ultimi mesi. Il picco dell’indice toccato ad aprile a 63,8, dovrebbe essere alle spalle, ma l’eventuale rallentamento del ritmo di crescita modesto; questo è anche il messaggio delle altre indagini regionali. Lo spaccato dell’indagine dovrebbe vedere stabilità delle componenti produzione e ordini, e un miglioramento della componente occupazione. Anche i prezzi pagati potrebbero scendere rispetto ai livelli elevati di maggio, sulla base delle indicazioni delle altre indagini regionali.

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato vede una creazione di 60 mila posti a giugno dopo i 55 mila di maggio.


Giovedì 1 luglio

Area euro

– Germania. Le vendite al dettaglio sono viste in crescita di 0,4% m/m a maggio, dopo che il dato di aprile è stato rivisto al ribasso a -0,5% da +1% m/m. La dinamica annua resterebbe in territorio negativo, ma mostrerebbe un recupero rispetto al mese precedente, a -0,6% a/a. Le vendite al dettaglio nel maggior paese dell’area euro rimangono stagnanti.

Stati Uniti

– L’ISM del settore manifatturiero a giugno è previsto in calo a 58 da 59,7 di maggio. L’indice ISM, come anche gli indici regionali, dovrebbe avere toccato il picco ciclico ad aprile (60,4, massimo dal 2004) e vedere una stabilizzazione su livelli più bassi nel corso dell’estate. L’indagine di maggio aveva visto un rallentamento solo nella componente scorte, mentre gli ordini erano rimasti invariati a 65,7, vicino al record degli ultimi 6 anni (gennaio 2010 a 65,9 e dicembre 2004 a 66,3) e ben al di sopra della media di lungo termine (54,4). Gli ordini inevasi restano sui massimi dal 2004 e non danno segnali di svolta del trend di crescita degli ordini, tuttavia l’indagine di giugno dovrebbe segnalare un rallentamento, con un calo della componente ordini a 62, ancora su livelli elevati, ma meno che nella primavera. Anche la produzione, scesa a maggio a 66,6 dal picco di aprile a 66,9 (massimo da fine 2003), dovrebbe ritornare vicino al livello medio degli ultimi sei mesi, a 63. Anche la componente occupazione dovrebbe vedere un calo da 59,8 di maggio, massimo da maggio 2004.
– La spesa in costruzioni a maggio dovrebbe essere scesa dello 0,4% m/m dopo un aumento di +2,7% m/m ad aprile. L’edilizia residenziale dovrebbe essere ancora in espansione: il calo dei cantieri nel mese di maggio dovrebbe influenzare la spessa più avanti, mentre si manifestano ancora gli effetti sulla spesa delle costruzioni iniziate nei mesi precedenti. La spesa non residenziale dovrebbe tornare a scendere dopo l’aumento di aprile, mentre la spesa per l’edilizia pubblica dovrebbe stabilizzarsi dopo due ampi aumenti (2,4% m/m ad aprile e +2% m/m a marzo).
Le vendite di autoveicoli a giugno sono previste in modesto calo a 11,5 milioni di unità ann., da 11,6 milioni di maggio.

Venerdì 2 luglio


Area euro
– Il tasso di disoccupazione nell’area euro per il mese di maggio è visto stabile al 10,1%, un massimo da oltre 12 anni. Il trend al rialzo per la disoccupazione non sembra terminato, anzi ipotizziamo un possibile picco a 10,9% per metà 2011. I paesi periferici (Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda) dovrebbero confermarsi quelli con l’aumento più significativo dei senza-lavoro, mentre la tenuta dell’occupazione si conferma migliore in Germania e Italia.
– Italia. Il tasso di disoccupazione mensile è stato visto in aumento di un decimo a maggio, a 8,8%, dopo che il dato di aprile è stato rivisto al ribasso a 8,7%. La forza-lavoro ha innescato un trend di aumento, per cui per ottenere un calo della disoccupazione occorrerebbero incrementi occupazionali significativi, che a nostro avviso sono rimandati al prossimo anno.

Stati Uniti

– L’Employment Report di giugno dovrebbe vedere un calo di 70 mila occupati non agricoli, dovuto agli effetti del programma di assunzioni temporanee legate al censimento. Sulla base del sentiero di assunzioni/licenziamenti del precedente censimento, maggio dovrebbe rappresentare il picco di assunzioni, ed essere seguito da contrazioni di occupati nei 4/6 mesi successivi. I nuovi occupati del settore privato dovrebbero essere in aumento di 120 mila unità, in accelerazione rispetto a +41 mila visto a maggio, che probabilmente erano stati frenati dal forte incremento delle assunzioni nel settore pubblico. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere stabile a 9,7% come a maggio, con la normalizzazione della forza lavoro dopo il forte aumento di aprile. I salari orari dovrebbero registrare un incremento di 0,1% m/m, più in linea con il trend rispetto a +0,3% m/m visto a maggio.

Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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