15 AGENDA

I market mover della settimana 3 – 7 ottobre

Nell’area euro l’attenzione dei mercati sarà focalizzata sugli sviluppi della crisi del debito e sulla riunione della BCE. I pochi dati congiunturali in calendario confermeranno il calo degli indici PMI a settembre e mostreranno una flessione sia per ….


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le vendite al dettaglio nell’area euro sia per la produzione industriale in Germania nel mese di agosto. Occorrerà comunque aspettare i dati reali di settembre/ottobre per valutare, al di là della volatilità estiva e degli effetti della crisi finanziaria sulle indagini, l’entità reale del rallentamento in corso nell’Eurozona.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti, con i principali indicatori per il mese di settembre.

L’ISM manifatturiero e non manifatturiero dovrebbero rimanere circa stabili poco sopra 50, le vendite di auto sono previste in accelerazione. L’employment report dovrebbe mostrare un miglioramento della crescita occupazionale, ma il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare a 9,2%.

Lunedì 3 ottobre

Area euro

La lettura finale del PMI manifatturiero di settembre dovrebbe confermare l’ulteriore calo a 48,4 dopo che l’indice aveva fatto segnare ad agosto il primo valore “recessivo” da quasi due anni. La prima lettura del PMI italiano potrebbe mostrare una flessione a 46 da 47 precedente. I valori dell’indice PMI sono oramai coerenti con una stagnazione dell’attività economica nell’industria.

Stati Uniti

La spesa in costruzioni ad agosto è prevista in calo di +0,1% m/m. L’edilizia residenziale dovrebbe vedere una modesta contrazione alla luce dei dati negativi sui cantieri e della stabilità dell’indice di fiducia dei costruttori. Le costruzioni commerciali dovrebbero proseguire sul recente trend positivo, mentre nel settore pubblico la spesa dovrebbe restare in calo.

– L’ISM del settore manifatturiero a settembre dovrebbe essere poco variato scendendo a 50,1 da 50,6 di agosto. Le indagini regionali sono state generalmente deboli, con correzioni per l’Empire e il Chicago PMI e un miglioramento per il Philly Fed, che però aveva segnato un enorme crollo ad agosto (rialzo a settembre a -17, da -30 di agosto). Lo spaccato dell’indagine ad agosto era generalmente debole, con i nuovi ordini a 49,6 da 49,2 di luglio e gli ordini all’export a 50,5 da 54. L’ISM rimane coerente con una crescita del PIL fra il 2 e il 2,5%.

– Le vendite di autoveicoli dovrebbero essere l’unico elemento davvero positivo nel quadro dei dati macroeconomici di settembre. Le indicazioni dei concessionari rilevate da JD Power sono positive: le vendite dovrebbero accelerare a settembre a 12,7 milioni di unità ann., sulla scia del miglioramento delle scorte di auto dei rivenditori e della domanda compressa dell’ultimo anno liberata anche dal costante calo del debito e degli impegni finanziari delle famiglie. Le vendite di auto dovrebbero contribuire a sollevare la dinamica dei consumi nel 3° trimestre.

Martedì 4 ottobre

Area euro

– I prezzi alla produzione dovrebbero essere calati di due decimi ad agosto, per un PPI annuo in rallentamento da 6,1% a 5,8%. Il trend di rallentamento delle pressioni a monte della catena produttiva è atteso proseguire nei prossimi mesi.

Mercoledì 5 ottobre

Area euro

– La lettura finale del PMI composito di settembre potrebbe vedere una conferma del 49,2 della stima flash (primo valore al di sotto di 50 da oltre due anni), dopo il 50,7 di agosto. Il settore dei servizi nel mese dovrebbe confermarsi maggiormente colpito dalla crisi rispetto al manifatturiero (viste le pressioni sul settore bancario). In generale, il livello del PMI composito è ormai coerente con una crescita del PIL area euro vicina a zero.

– Le vendite al dettaglio sono viste in calo di -0,8% m/m ad agosto, dopo il +0,3% m/m di luglio. La flessione rifletterebbe l’accentuata volatilità, nel periodo estivo, delle vendite in Germania (+4% m/m a giugno, +0,3% m/m a luglio, -2,9% m/m ad agosto). In ogni caso, il recente calo della fiducia dei consumatori, su cui cominciano a incidere gli effetti della restrizione fiscale, segnala che il trend per le vendite resterà debole a lungo.

Stati Uniti

– La stima ADP dei nuovi posti nel settore privato non agricolo a settembre dovrebbe essere circa stabile a 91 mila (da 90 mila) del mese precedente.

– L’ISM del settore non manifatturiero a settembre dovrebbe correggere a 52,5 da 53,3 di agosto. Nel mese di agosto l’indice era salito a sorpresa: lo spaccato dell’indagine era relativamente positivo, con un aumento degli ordini e con attività in espansione per 10 sottosettori su 15. Anche a settembre gran parte dei settori dovrebbero rimanere in espansione, ma l’aumento dell’incertezza e la correzione dei mercati dovrebbero mettere pressione verso il basso sugli indicatori di attività.

Giovedì 6 ottobre

Area euro

– Germania. Gli ordini all’industria potrebbero rimbalzare (stimiamo di mezzo punto) ad agosto dopo il calo di -2,8% m/m visto a luglio. Su base annua le commesse rallenterebbero a 5,4% da 8,7%, coerentemente con il contesto internazionale meno favorevole (la situazione di incertezza gravante sullo scenario in conseguenza della crisi sul debito sta probabilmente cominciando a frenare alcune decisioni di investimento delle imprese).

Venerdì 7 ottobre

Area euro

Germania. La produzione industriale è attesa in calo ad agosto, stimiamo di -1,5% m/m dopo l’eccezionale +4% m/m di luglio. Su base annua l’output rallenterebbe da 10,1% a 7,3% (mantenendo dunque un tasso di crescita più che accettabile). Le indagini segnalano anche in prospettiva un minor vigore per l’attività industriale tedesca, che pure rimane meglio impostata che in altri paesi e lungi dall’essere avviata su un sentiero recessivo.

Stati Uniti

– L’employment report a settembre dovrebbe mostrare una crescita degli occupati non agricoli di 70 mila unità. I dati dei sussidi settimanali hanno registrato una modesta correzione nella settimana di rilevazione di settembre rispetto a quella di agosto, ma la dinamica complessiva dovrebbe essere supportata dal ritorno dei 46 mila lavoratori di Verizon in sciopero ad agosto. Il settore pubblico dovrebbe continuare a espellere dipendenti: il settore privato nel mese scorso dovrebbe avere aggiunto 105 mila posti. L’aggravarsi della crisi sui mercati nell’ultimo mese ha aumentato la cautela delle imprese rallentando la crescita occupazionale già debole prima dell’estate. Il tasso di disoccupazione potrebbe salire a 9,2% da 9,1% di agosto: l’indagine di fiducia dei consumatori del Conference Board a settembre ha mostrato un ulteriore deterioramento della valutazione del mercato del lavoro e contribuisce alla previsione di un nuovo rialzo del tasso di disoccupazione. Inoltre, i dati sull’occupazione derivati dai singoli stati sono complessivamente più negativi di quanto visto con il rapporto a livello nazionale e segnalano un rischio di revisioni verso il basso per agosto. I salari orari dovrebbero recuperare dopo il calo di -0,1% m/m ad agosto, con un aumento di 0,2% m/m.

Complessivamente, il mercato del lavoro rimane estremamente debole e la situazione complessiva contribuirà a spingere il Congresso a concedere alcune misure di sostegno per il reddito nel 2012, nonostante la retorica aggressiva anti-deficit dei Repubblicani.


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