Nell’area euro l’attenzione dei mercati sarà focalizzata sulla riunione della BCE (la prima presieduta da Mario Draghi) e dei leader del G-20 a Cannes ….
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(da cui dovrebbe venire una maggiore definizione dei dettagli tecnici circa il piano europeo di risposta alla crisi emerso dai summit recenti, con riferimento soprattutto a una possibile partecipazione di fondi del FMI e di membri del G-20 non-UE).
I dati congiunturali in calendario dovrebbero mostrare:
1) un’inflazione poco variata a ottobre (ma dai prossimi mesi c’è da attendersi un calo); 2) una disoccupazione stabile, sui minimi in Germania e su livelli ancora a due cifre nell’area euro; 3) una conferma di un livello “recessivo” degli indici PMI.
A fine settimana il dato sugli ordini all’industria in Germania potrebbe dare le prime indicazioni sull’andamento dei dati reali a partire da settembre, che sarà fondamentale per capire, al di là della volatilità estiva e delle tensioni finanziarie, l’entità del rallentamento in corso nell’Eurozona. La settimana è densa di dati e di eventi negli Stati Uniti. La riunione del FOMC, seguita dalla conferenza stampa di Bernanke, dovrebbe introdurre modifiche alla comunicazione, rivedere verso il basso le previsioni di crescita e dare ulteriori aperture per un nuovo programma di stimolo quantitativo. I dati di ottobre dovrebbero essere moderatamente positivi. La dinamica occupazionale è attesa in linea con quella recente, ma ci sono rischi verso l’alto sul tasso di disoccupazione. Le indagini ISM dovrebbero essere in marginale miglioramento e le vendite di auto dovrebbero confermare i livelli elevati visti a settembre.
Lunedì 31 ottobre
Area euro
In base alla stima preliminare, l’inflazione area euro potrebbe rimanere stabile al 3% a/a in ottobre. In base ai dati già comunicati, il CPI è sceso di un decimo in Germania (al 2,8%) ed è rimasto stabile in Spagna (al 3%). Il dato sarebbe coerente con una salita dei prezzi di tre decimi nel mese. Il livello corrente potrebbe rappresentare un punto di massimo per l’inflazione, il cui trend, specie al netto delle componenti più volatili e dell’impatto di imposte indirette e prezzi amministrati, non appare preoccupante. In ogni caso, il CPI dovrebbe tornare vicino al target BCE soltanto in primavera.
Il tasso di disoccupazione per l’area euro potrebbe essere rimasto fermo al 10% per il quinto mese consecutivo a settembre. Vista la situazione ciclica molto delicata in alcuni paesi, non è da escludere tuttavia che il tasso dei senza-lavoro torni ad aumentare in prospettiva, dopo i segnali di miglioramento visti nell’ultimo anno.
Italia. A ottobre, i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in aumento di tre decimi (dopo la stabilità di settembre). Sull’armonizzato la previsione è più incerta perché quest’indice è soggetto a variazioni mensili molto ampie dovute alla nuova classificazione dei prodotti stagionali; stimiamo un +0,8% m/m. L’inflazione è vista in salita di un decimo al 3,1% a/a secondo la misura nazionale e al 3,7% a/a in base all’indice armonizzato. Ottobre potrebbe essere il mese caratterizzato dal massimo impatto del rincaro dell’aliquota ordinaria dell’IVA (entrato in vigore dal 17 di settembre).
Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe essere rimasto stabile al 7,9% a settembre. Il tasso dei senza-lavoro ha intrapreso un chiaro trend al ribasso nell’ultimo anno e mezzo, dal picco di 8,7% toccato ad aprile 2010. Tuttavia, riteniamo che difficilmente nei prossimi mesi si possa vedere un ulteriore miglioramento, in quanto la sostanziale stagnazione dell’attività economica causerà quantomeno una interruzione del trend di recupero del mercato del lavoro.
Stati Uniti
Il Chicago PMI a ottobre è previsto circa stabile a 60, da 60,4 di settembre. Il Beige Book dava indicazioni discrete per l’attività nel distretto di Chicago e i segnali positivi dal settore auto dovrebbero contribuire a mantenere elevata la fiducia nel manifatturiero a ottobre.
Martedì 1 novembre
Stati Uniti
La spesa in costruzioni a settembre è attesa in aumento di 0,3% m/m, dopo l’ampio incremento di agosto (+1,4% m/m). I cantieri a settembre sono aumentati del 15% m/m a 658 mila da 572 mila di agosto, toccando il livello più alto da aprile 2010; tuttavia le costruzioni completate sono in aumento molto più contenuto.
L’ISM del settore manifatturiero a ottobre dovrebbe essere poco variato salendo a 52, da 51,6 di settembre. Lo spaccato dell’indagine di settembre era relativamente positivo e le indagini regionali già uscite, Philly Fed ed Empire, hanno registrato miglioramenti. L’indice della Richmond Fed è rimasto in territorio negativo, -6 come a settembre e conferma quanto segnalato dal Beige Book: la ripresa è molto moderata e non è omogeneamente diffusa a tutte le aree.
Le vendite di autoveicoli a ottobre dovrebbero registrare un modesto aumento a 13,2 mln di unità ann. dopo il forte balzo di settembre a 13,1 mln unità ann. Le indicazioni preliminari sulla base dei dati dei concessionari raccolti da JD Power nelle prime due settimane del mese sono positive.
Mercoledì 2 novembre
Area euro
La lettura finale del PMI manifatturiero di ottobre potrebbe vedere una conferma del 47,3 della stima flash (terzo mese consecutivo al di sotto del valore-soglia di 50), dopo il 48,5 di settembre. La prima stima dell’indice per l’Italia potrebbe vedere un PMI in calo a 48 da 48,3. In generale, il livello del PMI manifatturiero (guardando in particolare al saldo tra le componenti nuovi ordini e scorte) è ormai coerente con quantomeno una stagnazione dell’attività economica nell’industria.
Germania. Il tasso di disoccupazione potrebbe rimanere stabile al 6,9% a ottobre. Si tratta di un minimo dal 1991. Si dovrebbe registrare ancora un calo dei disoccupati, intorno alle 15 mila unità. Per i prossimi mesi, ci aspettiamo una sostanziale stabilizzazione del mercato del lavoro in Germania. Il rallentamento incipiente del ciclo non è per il momento tale da indurre un aumento della disoccupazione nella maggiore economia dell’area euro.
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato a ottobre è vista dal mercato a +100 mila unità, dopo +91 mila di settembre.
La riunione del FOMC, seguita dalla conferenza stampa di Bernanke, dovrebbe concludersi con una revisione verso il basso della crescita e verso l’alto del tasso di disoccupazione. Il Comitato dovrebbe apportare modifiche alla strategia di comunicazione dando maggior rilievo all’obiettivo di massima occupazione, interpretato alla luce delle proiezioni macroeconomiche di lungo termine. Questa modifica potrebbe essere accompagnata da una esplicita funzione di reazione di policy, in base alla quale la Fed potrebbe segnalare la volontà di non modificare i tassi fino a quando il tasso di disoccupazione non si sarà riavvicinato a un intervallo di equilibrio ed eventualmente l’opportunità di intervenire con nuovo stimolo quantitativo per soddisfare il mandato sulla piena occupazione.
Giovedì 3 novembre
Area euro
In calendario la riunione della BCE. Non ci aspettiamo un repentino cambio di linea a Francoforte con l’insediamento di Draghi: la BCE dovrà continuare a difendere la stabilità dell’Eurozona con il programma di acquisto dei titoli di Stato, pur giustificandolo in base al principio della piena separazione e alla necessità di garantire la trasmissione della politica monetaria. I rischi di una recessione a inizio 2012 sono in aumento: la BCE segnalerà probabili revisioni allo scenario macroeconomico e potrebbe preannunciare un primo taglio del refi a dicembre. La soglia minima dell’1% sarà raggiunta entro marzo 2012. La riunione dovrebbe fornire i dettagli sul nuovo programma di acquisto di covered bond.
Si apre a Cannes la riunione del G-20, alla quale i leader europei arriveranno “forti” del piano di risposta alla crisi del debito emerso dai recenti summit. La riunione è importante perché nello spin-off dell’EFSF, che si finanzierà usando capitali “sia pubblici sia privati”, potrebbero avere un ruolo FMI e Paesi emergenti.
Stati Uniti
L’ISM del settore non manifatturiero a ottobre è previsto in aumento a 54 da 53 di settembre. L’indagine della Richmond Fed nel settore servizi è peggiorata per le imprese nei comparti diversi dalla distribuzione, ma le indicazioni del Beige Book erano modestamente positive e puntano a un modesto miglioramento complessivo.
Venerdì 4 novembre
Area euro
La lettura finale del PMI composito di ottobre potrebbe vedere una sostanziale conferma a 47,3 da 47,2 della stima flash (secondo mese al di sotto del valore-soglia di 50), in deciso calo dal 49,1 di settembre. Non è da escludere che l’attenuazione delle tensioni finanziarie sul settore bancario possa causare una lieve revisione sull’indice dei servizi, a 47,5 da 47,2 della stima flash, comunque in forte calo dal 48,8 di settembre.
I prezzi alla produzione dovrebbero essere saliti di tre decimi a settembre, per un PPI annuo in lieve rallentamento da 5,9% a 5,8%. Il trend di rallentamento delle pressioni a monte della catena produttiva è atteso proseguire nei prossimi mesi.
Germania. Gli ordini all’industria potrebbero calare ancora (stimiamo di tre decimi) a settembre dopo i due segni negativi già visti a luglio e agosto. Su base annua le commesse accelererebbero comunque a 7,1% da 3,6%. Le indagini già da qualche mese segnalano anche per la Germania un rallentamento degli ordini, in particolare dall’estero.
Stati Uniti
L’employment report di ottobre dovrebbe confermare una crescita occupazionale positiva, ma insufficiente a fare scendere il tasso di disoccupazione. I nuovi occupati non agricoli dovrebbero essere pari a 125 mila, alla luce delle indicazioni dei nuovi sussidi di disoccupazione, circa stabili negli ultimi mesi intorno a 400 mila, se depurati degli effetti straordinari dello sciopero Verizon e del congedo temporaneo dei dipendenti pubblici del Wisconsin. La creazione di posti nel settore privato dovrebbe essere di 120 mila, circa in linea con la media degli ultimi 3 mesi (+117 mila). Nel settore pubblico si dovrebbe vedere un temporaneo e modesto aumento di occupati dovuto a problemi di correzione stagionale; non è certamente un’inversione del trend negativo in atto dall’inizio della recessione. Il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi stabile a 9,1%, con rischi verso l’alto: gli occupati rilevati dall’indagine presso le famiglie negli ultimi due mesi sono aumentati in media di 364 mila unità, molto al di sopra della media a 3 mesi (230 mila) e della media a 6 mesi (+26 mila): un rallentamento nella dinamica di questo aggregato a parità di tasso di partecipazione potrebbe portare il tasso di disoccupazione in rialzo al 9,2%. I salari orari sono attesi in aumento di 0,2% m/m come a settembre.
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